Fatturazione elettronica, così il governo spera di recuperare 35 miliardi di Iva non versata

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Recuperare 35 miliardi di Iva non versata: è questo l’obiettivo della fatturazione elettronica al via il prossimo anno. Una cifra pari a oltre il 2% del Pil che libererebbe risorse per la crescita. D’altra parte si tratta di un sistema di fatturazione che esiste in Italia dal 2013, quando è stato introdotto l’obbligo di fatturare in modalità elettronica nei confronti delle Pubbliche amministrazioni. Dal 2017, può essere utilizzata anche nei rapporti tra privati residenti e, dal primo gennaio 2019, la Legge di Bilancio 2018 ha trasformato la possibilità in obbligo.
“Il primo di luglio avrebbero dovuto cominciare i benzinai, ma dopo le loro lamentele il governo ha deciso di prorogare il termine all’anno nuovo anche per loro” spiega Pamela Ciarcià di Rödl & Partner. In particolare, l’obbligo di fatturazione elettronica interesserà tutte “le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati in Italia”. Tradotto: coinvolgerà tutti coloro che hanno una partita Iva, un strumento che non potrà così essere scavalcato neppure dai colossi del web per i quali è impossibile accertare la stabile organizzazione.
“E’ evidente che chi vuole continuare a evadere lo farà – dice Ciarcià -, ma questo è uno strumento che dovrebbe rendere più semplice ottemperare agli obblighi fiscali per i contribuenti permettendo allo Stato di fare verifiche più rapide”. Anche in quest’ottica, l’Agenzia delle entrate ha messo a disposizione un servizio di generazione di un Qr Code che consente a tutti gli operatori economici di generare un codice a barre bidimensionale da mostrare al fornitore tramite smartphone, tablet o su carta in modo da permettere l’acquisizione automatica di tutte le informazioni relative al cliente, in modo veloce e senza il rischio di commettere errori. ”Si tratta di un codice esattamente come quelli che già ci riempiono gli smartphone” afferma la commercialista.
Il QR- Code contiene, oltre alle informazioni del soggetto acquirente, l’indicazione di un indirizzo telematico al quale verranno recapitate le fatture. Gli operatori potranno scegliere se ricevere le fatture tramite PEC o tramite Codice Destinatario (qualora si avvalgano di sistemi di cooperazione applicativa su rete Internet o sistemi FTP). Tutte le software house si stanno attrezzando per partire a gennaio. Molte sono già pronte e hanno comunicato il Codice Destinatario ai propri clienti. “Il vantaggio è che in questo modo le fatture non saranno più cartacee: la gestione della contabilità sarà molto più semplice” prosegue la commercialista.

E soprattutto ogni operazione verrà tracciata. In questo modo chi prova a emettere fatture false per maturare crediti Iva dovrebbe avere vita molto più difficile, anche se il Fisco potrebbe tracciare già oggi tutti i movimenti incrociando i diversi Spesometri: “La fatturazione elettronica semplificherà questo processo”.
La fatturazione elettronica, però, spaventa tutti i soggetti coinvolti. A cominciare dai benzinai che avrebbero dovuto essere gli apripista italiani: le loro proteste hanno convinto il governo a rimandare a gennaio il via per tutti. “In un certo senso – spiega Ciarcià – capisco la preoccupazione di alcuni soggetti e in effetti i piccoli imprenditori potrebbero avere qualche problema soprattutto all’inizio, ma c’è tempo per arrivare a gennaio senza problemi. Tra gli addetti ai lavori, invece, c’è qualche perplessità legata al numero di fatture elettroniche che verrà gestito all’improvviso dal Sistema di Interscambio (SdI), il sistema dell’Agenzia al quale saranno veicolate. Non sappiamo se i server dell’Agenzia delle entrate funzioneranno alla perfezione e soprattutto se sapranno gestire tale flusso”.

Nel frattempo, gli operatori economici potrebbero iniziare a ricevere da subito fatture elettroniche da chi ha scelto, in via sperimentale, di anticipare i tempi emettendo soltanto fatture elettroniche o da chi appartiene alla filiera dei subappalti o subcontraenti. “Dunque – conclude l’esperta di Roedl & Partners – dovranno organizzarsi per gestire le fatture elettroniche che riceveranno, scegliendo tra la pre-registrazione dell’indirizzo telematico al quale ricevere le fatture elettroniche o l’invio al fornitore dell’unico o dei diversi indirizzi di recapito delle fatture”.

Business Insider

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