Accoglienza migranti, conclusi i lavori di riqualificazione degli edifici incendiati nell’hotspot di Lampedusa

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Conclusi i lavori per la rifunzionalizzazione del centro hotspot di Lampedusa. L’intervento, che prevedeva la manutenzione ordinaria, straordinaria e l’adeguamento impiantistico degli edifici “A1”, “U1” e “A2” è stato curato da Invitalia (nella foto, l’a. d. Domenico Arcuri).

In particolare, Invitalia ha supportato il Ministero dell’Interno curando la progettazione, l’affidamento dei lavori e l’esecuzione delle opere per la riqualificazione del centro, per un importo complessivo di 1,8 milioni di euro. Gli edifici consegnati potranno accogliere oltre 130 migranti.

Situato a pochi chilometri dal centro urbano, l’hotspot è costituito da un complesso di edifici distribuiti su un’area di circa 8.260,00 mq e comprende alloggi, uffici, mensa, infermeria, locali tecnici, e piccole strutture aperte per il ritrovo.

Tra il 2016 e il 2019, gli edifici “A1”, “U1” e “A2” sono stati oggetto d’incendi che li hanno resi inutilizzabili.

I lavori, avviati a dicembre 2019, hanno riguardato la rimozione dei rifiuti derivanti dall’incendio, il ripristino dell’integrità della struttura con adeguamento sismico, alcuni interventi di ricostruzione al piano terra e al primo piano, la realizzazione dei servizi igienici, il rifacimento degli impianti, la fornitura e posa in opera degli arredi e il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie per mitigare il rischio di contagi da Covid-19.

Sono stati inoltre avviati ulteriori interventi, per un importo di circa 5 milioni di euro, che riguardano la manutenzione straordinaria di 5 edifici del centro, di cui 3 destinati ad alloggi e 2 destinati a uffici e infermeria, la fornitura di un nuovo modulo prefabbricato completo e il rifacimento di alcuni impianti esterni comuni e di una porzione di recinzione esterna.

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