Domani sarà la giornata mondiale del sandwich

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Sandwich. Un nome, un simbolo. Ovvero uno dei pasti – in particolar modo dei pranzi – più consumati e famosi al mondo. Bastano poche fette di pane e un ripieno gustoso, basta anche solo la forma, per rendere immediatamente identificabile questo particolare tipo di panino, la cui nascita è legata a una leggenda, tanto famoso da meritarsi una festa ad hoc: il Sandwich Day, celebrato il 3 novembre di ogni anno.

Si dice infatti che sia stato inventato da John Montagu, quarto conte di Sandwich, che amante delle carte chiese un giorno un pasto che poteva sostenarlo durante le lunghe sessioni al tavolo da gioco. Nacque così quello che, stando a quanto riportato in Tour to London, di Pierre Jean Grosley – libro di viaggi contemporaneo a Montagu – era un equilibrato mix di pane e carne essiccata, facile da conservare e portar via, per poi consumarlo in qualsiasi luogo. Nonostante l’aurea romantica di questa leggenda, gli storici dell’alimentazione ancora dibattono su quando questo panino – in Italia assimilabile per alcuni versi al tramezzino -, sia stato realmente inventato e per quale particolare utilizzo. Da allora ad oggi di acqua sotto i ponti ne è passata e nel tempo sandwich e panino sono diventati quasi sinonimi, segno di uno strapotere contrastato solo da quello dei burger.

A differenza del classico panino all’americana con ripieno di carne, il sandwich è famoso per essere più versatile, per avere varianti dietetiche – con bresaola o tacchino, e sostituendo i formaggi più grassi con feta e robiola – e per essere naturalmente traducibile in chiave veggie, sostituendo la parte umida di un panino tradizionale – i formaggi, appunto – con una crema di legumi. Adatto all’autunno, l’abbinamento con crema di ceci, zucca e carpaccio di funghi champignon. Da rendere più vivace, per gli amanti del piccante, con un pizzico di curcuma.

Ma come si prepara un buon sandwich? La cosa più importante è l’equilibrio tra le varie consistenze che deve avere il panino: non possono mai mancare la croccantezza unita a un sentore di morbidezza dato da alcuni tra gli ingredienti. Il pane – almeno dalle due fette in su – va reso croccante previa cottura per i 2/3, lasciando, nel caso di una struttura più complessa, più morbide le fette che andranno a comporre i piani centrali del panino, mentre ad ogni sovrapposizione andrà spalmata la crema – la maionese è il condimento più usato nel mondo per questo tipo di panino – o il formaggio prescelto. Solo una volta completati questi passaggi fondamentali, si può passare al condimento vero e proprio, a seconda della propria fantasia e dei propri gusti.

Ma una volta colti i trucchi base per un sandwich perfetto, come possiamo festeggiare il Sandwich Day? Il gioco è molto semplice: basta armarsi di un po’ di fantasia e provare a tradurre in chiave panino – a strati ovviamente – tutti le nostre ricette preferite. Uova e bacon per una colazione salata all’inglese, un pranzo leggero, con tacchino, insalata e mayonese light e una cena in grande stile, con l’intramontabile Club Sandwich (pancetta, tacchino, lattuga, pomodoro, uovo sodo, maionese e salsa Worcester), in assoluto il più famoso. E per una festa 2.0, basta fotografare e filmare la preparazione della ricetta e il vostro pasto, per poi postare tutto sui social network. Ovviamente al grido di #NationalSandwichDay.

Lara De Luna, Repubblica.it

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