Novartis investe 250 mln di euro nella ricerca in Italia

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Circa 250 milioni di euro di investimenti in ricerca clinica in Italia previsti per i prossimi tre anni e un valore generato dalle attività in Italia per oltre 5.300 milioni di euro. Sono questi gli obiettivi presentati ieri da Novartis al digital event “Il dialogo conta”, durante il quale sono stati illustrati i risultati di un’approfondita Analisi di Materialità condotta in collaborazione con The European House – Ambrosetti. L’analisi effettuata da Novartis si è sviluppata nell’arco di tutto il 2020 attraverso un percorso innovativo che ha coinvolto circa 230 collaboratori dell’azienda e oltre 500 interlocutori esterni, rappresentanti della comunità medico-scientifica, dei pazienti, della società civile delle istituzioni nazionali e locali. Il dialogo con questi stakeholder, strutturato in incontri virtuali, survey, interviste individuali e workshop, ha permesso di identificare e condividere le aree nelle quali le attività di Novartis, ora e nell’immediato futuro, sono in grado di generare più valore per la società italiana.  “Il settore della salute – dichiara Pasquale Frega, nella foto, Country President e amministratore delegato di Novartis Italia – è tra motori principali dello sviluppo economico, sociale e civile del nostro Paese e il suo ruolo decisivo per la ripresa. Condizione indispensabile – ha aggiunto – è che si sviluppino progettualità ampiamente condivise, che affrontino nodi cruciali per la crescita nazionale, come la governance dell’innovazione, la sostenibilità, l’accesso alla salute. La collaborazione con gli stakeholder del settore salute è sempre stato un elemento fondante delle nostre strategie. Ma con questo progetto di dialogo siamo andati oltre, avviando un percorso trasparente di ascolto e confronto, con l’obiettivo di massimizzare il nostro contributo al Paese, e costruire una roadmap di progetti condivisi per i prossimi anni”.
Le indicazioni raccolte nel percorso di analisi diventeranno indirizzi e programmi, governati e coordinati da Shared Values&Sustainability, il nuovo comitato attraverso il quale Novartis avvierà in Italia un modello strutturato di approccio alla sostenibilità. “Con 250 milioni di euro di investimenti in ricerca clinica previsti per i prossimi tre anni e un valore generato dalle attività in Italia per oltre 5.300 milioni di euro – prosegue Pasquale Frega – abbiamo la responsabilità non solo di individuare criteri nuovi e sostenibili per rafforzare il sistema Paese, ma anche di misurarli e rendicontarli nel percorso di partnership con i nostri stakeholder”. “Oggi le aziende devono costruire processi di dialogo in grado di giungere a scelte condivise in tempi certi”, sottolinea Carlo Cici, Head of Sustainability Practice The European House–Ambrosetti. “Il caso dell’Analisi di Materialità di Novartis, che ha messo a sistema in modo trasparente le aspettative aziendali con quelle degli stakeholder attraverso un confronto aperto e attivo, costituisce un esempio che può essere d’ispirazione per altre organizzazioni pubbliche e private. Lo Stakeholder Capitalism ci spinge ad avviare processi dialogici tra organizzazioni e interlocutori sociali che, se ben strutturati, potranno consentirci di realizzare insieme le grandi trasformazioni, a livello economico e sociale, di cui abbiamo urgentemente bisogno”. Per Filomena Maggino, consigliere del presidente del Consiglio, oltre che presidente della Cabina di Regia Benessere Italia della Presidenza del Consiglio e professore di Statistica Sociale alla Sapienza, “i temi trasversali che necessitano approcci sistemici richiedono la costruzione di nuovi approcci di governance istituzionale che prevedano anche una interlocuzione con tutti gli stakeholder. È questa filosofia che anima le attività della cabina di regia Benessere Italia”.
   Le priorità individuate congiuntamente da Novartis e i suoi stakeholder nel processo di Analisi di Materialità sono raggruppabili in tre grandi aree tematiche. La prima è ‘Re-immaginare la medicina’: “È un obiettivo – si legge in una nota – da perseguire attraverso una sempre più spinta trasformazione digitale del sistema salute, investimenti in una Ricerca & Sviluppo, orientata a incrementare e migliorare l’accesso alle cure, ricorso stabile all’open innovation, nonché modelli di pricing di accesso alle cure coerenti con il beneficio dimostrato in termini clinici e di sostenibilità economica e sociale”. La seconda è ‘la salute al centro’, e in proposito “la priorità – spiega Novartis – è contribuire a rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, riequilibrando i gap tra aree geografiche e promuovendo la continuità tra ospedale e territorio per migliorare tempi delle diagnosi e percorsi terapeutici. Determinante lo sviluppo dei servizi al paziente, indirizzati alla prevenzione e a una corretta informazione sanitaria e sostenuti da un esteso intervento di alfabetizzazione scientifica”. Infine, ‘fare la cosa giusta’, cioè “pre-condizione per contribuire allo sviluppo del Paese è rinsaldare un rapporto di fiducia tra azienda farmaceutica e collettività, attraverso un rinnovato impegno alla trasparenza e all’etica dei comportamenti, oltre che all’uso sostenibile delle risorse, in linea con gli ambiziosi obiettivi green definiti a livello internazionale”, chiarisce la nota di Novartis.

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