Macron congela Fincantieri

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Intesa fra il gruppo italiano e Cssc su polo navale cinese

Colpo di scena nella vicenda Fincantieri-Stx: il presidente francese Emmanuel Macron vuole rivedere l’accordo firmato in aprile per l’acquisizione del 66,6% dei cantieri di Saint-Nazaire da parte del gruppo italiano, al fine di «garantire la tutela dei posti di lavoro» e la «sovranità» della compagnia.
Macron ha spiegato che il ministro dell’economia, Bruno Le Maire, «nelle prossime settimane dovrà negoziare per un nuovo azionariato». La decisione è stata presa dopo avere raccolto «le preoccupazioni dei lavoratori». Il premier francese ne ha già parlato con il presidente del consiglio Paolo Gentiloni.
L’accordo siglato recentemente prevede che la nuova proprietà sia così divisa: il 48% a Fincantieri, circa l’8% alla Fondazione Cassa risparmio di Trieste e il resto del capitale suddiviso tra lo Stato francese (33%) e la società pubblica Dcns. Per portare a termine l’operazione, Fincantieri aveva dovuto rinunciare a superare il 50% del capitale di Stx France. La quota in capo a Cr Trieste era in un certo senso sterilizzata: il divieto a Fincantieri di crescere nell’azionariato sarebbe durato otto anni, mentre la fondazione aveva assicurato piena indipendenza al governo di Parigi, che in caso contrario avrebbe proceduto alla nazionalizzazione della struttura.
Il quotidiano Le Monde riferisce che ora Parigi intende eliminare l’ente italiano, considerato da molti un prestanome di Fincantieri. Al suo posto entrerebbero Msc e Royal Caribbean, le due compagnie crocieristiche clienti di Saint-Nazaire, che insieme avrebbero circa il 10% del capitale. E questo, per ironia della sorte, avviene proprio mentre ieri si è svolta la cerimonia di consegna di Msc Meraviglia, la più grande nave da crociera costruita per un armatore europeo, costata 900 milioni di euro. Msc ha messo sul piatto 9 miliardi per altre undici navi, otto delle quali da costruire proprio nel cantiere transalpino. La prima, Msc Bellissima, verrà consegnata fra meno di un anno.
Intanto Fincantieri ha firmato una lettera di intenti con China State Shipbuilding Corporation (Cssc), il maggiore conglomerato cantieristico cinese, e con il distretto di Baoshan della città di Shanghai, volto alla creazione di un parco industriale di settore. L’intesa prevede che i tre soggetti, in presenza di determinati presupposti economici e tecnici, collaborino per la costituzione di un hub dedicato principalmente alle attività crocieristiche, ma anche cantieristiche e marittime, nell’ambito dello sviluppo di tali comparti avviato dalla Cina. Fra gli obiettivi di questo programma governativo figurano il potenziamento e la specializzazione dell’intera regione di Baoshan. Il distretto ospita il più grande porto commerciale e crocieristico del paese asiatico e rappresenta già oggi la regione più sviluppata nel settore cruise. Può avvalersi di politiche economiche privilegiate in virtù dei protocolli Shanghai Free Trade Zone e China Cruise Tourism Development Experimental Zone, che accelereranno il passaggio del distretto da porto crocieristico a città crocieristica.
In particolare il distretto fornirà finanziamenti, agevolazioni fiscali, commerciali e amministrative, terreni e altre risorse, anche in vista di un eventuale insediamento di aziende straniere introdotte dai partner. Fincantieri e Cssc promuoveranno il parco presso i rispettivi network di fornitori, e nell’industria in genere, come base per le società che vogliano accedere al progetto. Fincantieri potrebbe diventare il volano per l’insediamento in Cina della propria catena italiana di fornitura, o di altre pmi italiane, trarrebbero vantaggio dall’operazione.

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