L’ultima frontiera del gioco d’azzardo sono i casinò virtuali.
Giocare a poker o a chemin de fer via Internet sta diventando una
moda che i giocatori seguono dal computer di casa: basta una carta
prepagata per entrare nel sistema e immaginare di essere a Saint
Vincent. E finché si puntano soldi sul tavolo virtuale casalingo, il
reato non esiste. Ma durante i controlli, gli agenti della polizia
amministrativa hanno scoperto che il gioco d’azzardo on line viene
organizzato e gestito anche nei locali pubblici. E ormai affiancano
i videopoker nei bar e nei circoli privati. Una raffica di
sequestri, intensificati durante l’anno in corso, hanno riguardato
proprio i pc collegati con queste sale da gioco virtuali oltre che
le consuete e collaudate mangiasoldi.
Intanto l’altra notte i poliziotti della sezione amministrativa
della Questura, con la collaborazione degli agenti dei commissariati
di Marino, di San Basilio, di San Paolo e di San Giovanni, hanno
passato al setaccio una serie di circoli e locali aperti al pubblico
di Roma e dintorni. A Velletri, la scoperta di 3 videopoker
(apparecchi considerati illegali dal 31 maggio di quest'anno), ha
portato alla sospensione della licenza, con conseguente cessazione
dell'attività per 15 giorni, del Green Boeling di viale Bruno Buozzi.
Resterà chiuso per dieci giorni invece il Derby di via dei Romagnoli
a Ostia, dove sono stati scoperti 3 videopoker.
Trenta giorni di chiusura sono stati decisi per il Coney Island di
via Albenga all’Appio-Latino: qui la polizia ha scoperto altre 6
slot machine illegali.
È stata ordinata la cessazione dell'attività per il Jolly Club di
via Greppi al Gianicolense dove, quattro persone, sono state
sorprese mentre giocavano d’azzardo. Gli agenti guidati dal
dirigente Giuseppe Italia hanno sequestrato 2250 euro. I giocatori
sono stati denunciati. È stato chiuso, completamente abusivo, un
locale di via Alba in zona Re di Roma. Quando vi hanno fatto
irruzione gli agenti hanno trovato una settantina di clienti che
ballavano e cenavano: nel locale si vendevano bevande e cibo, ma
senza autorizzazione e l’ingresso costava otto euro.
Altri 15 videopoker sono stati sequestrati ieri sera in un bar di
viale Trastevere e in un circolo privato alla Garbatella. Il
proprietario del bar aveva creato una piccola bisca nello scantinato
del locale, dove i giocatori d’azzardo si accanivano con i
videopoker pensando di essere al sicuro. Nel circolo privato sono
stati sequestrati anche 900 euro.
In molti casi i poliziotti hanno appurato che alcune macchinette
apparentemente legali (come quelle che distribuiscono vincite in
denaro fino a 50 euro e sono attivabili con 50 centesimi al
massimo), erano in realtà truccate. Perché bastava muovere dei
tasti, ed ecco che al posto dei giochi ammessi dalla legge,
comparivano sul video i giochi d’azzardo.
Anche se i videopker e i casinò virtuali sono i giochi d’azzardo più
diffusi, ancora esistono le vecchie bische dove si puntano soldi su
tavoli di legno e con carte vere: qui le sfide tra i giocatori vanno
dalla stoppa alla zecchinetta, al poker, allo chemin de fer, al
sette e mezzo. Una bisca così, è stata alla Piramide, quando i
poliziotti sono arrivati i giocatori si contendevano una puntata da
1.000 euro a stoppa.
Chi è che tenta la fortuna con l’azzardo? Dai controlli della
polizia amministrativa viene fuori che non sono solo i giocatori
incalliti a frequentare bische e bar. Ma anche casalinghe che non ce
la fanno ad andare avanti e a fare quadrare il bilancio domestico,
con i soldi del marito.
Nell’ambito dei controlli per i videopoker, la polizia ha arrestato
quattro stranieri per detenzione ai fini di spaccio di coca e
marijuana, e sequestrato 25 bustine di droga.
Il Messaggero 23-11-04