Sbancano il casinò col minicomputer ROMA
Riescono a truffare il casinò e a farla franca.
E’ successo al Ritz di Londra: tre bari, definiti dagli agenti di
Scotland Yard «chic e bellissimi», sono riusciti a vincere alla
roulette 1,3 milioni di sterline. Nulla di strano se non fosse per
quel piccolo computer con cui riuscivano a calcolare la velocità
della pallina e a prevedere il numero vincente. Così una giovane
ungherese e due serbi sono stati denunciati dal casinò, ma dopo
lunghe indagini il caso è stato archiviato: per la polizia non hanno
violato la legge: «Lo scanner non interferiva con la pallina ma dava
solo informazioni».
A Londra una donna ungherese e due serbi mettono nel sacco il tavolo
da gioco dell’hotel Ritz Il casinò beffato dal computer
Vinti alla roulette 1,3 milioni di sterline. Scotland
Yard: nessun reato
di LAURA MATTIOLI
ROMA - Chic e bellissimi, proprio come quelle simpatiche
canaglie di George Clooney e Brad Pitt che nel film Ocean’s Eleven
riescono a svaligiare il più grande casinò di Las Vegas. Tutt’altro
che loschi e dai modi eleganti - così li hanno descritti gli agenti
di Scotland Yard - tre compari sono riusciti, con un metodo del
tutto legale, a beffare i tavoli verdi del casinò di Londra, nel
lussuoso hotel Ritz di Piccadilly Circus.
La banda composta da una donna ungherese di 32 anni, e due uomini
serbi di 33 e 38, dai modi gentili e senza mai dare nell’occhio,
hanno frequentato il casinò per nove mesi, hanno analizzato sale e
tavoli, hanno passato al setaccio i metodi dei croupier, hanno
tarato i propri strumenti, poi, “armati” solo di potenti e
sofisticati, quanto minuscoli, apparecchi, hanno messo a segno le
vincite miliardarie. Con un paio di serate trascorse piacevolmente
davanti alla roulette hanno intascato oltre un milione di sterline
(1,3 per la precisione, pari a 1,8 milioni di euro).
Ma per il casinò di Londra oltre al danno è arrivata anche la beffa.
Al termine di una lunga indagine la polizia ha concluso che non ci
sono le basi per perseguire i tre bari e rivendicare le vincite. I
tre compari si sono serviti di uno scanner laser che riesce a
misurare la velocità della pallina lasciata cadere dal croupier.
Dopo numerosi ma rapidissimi calcoli il marchingegno è in grado di
identificare il punto della caduta e calcolare l'orbita declinante
della roulette. I tre valori vengono poi elaborati dal
micro-computer che riesce a definire con buona approssimazione in
quale sezione la pallina finirà il suo giro.
Le probabilità di vincita per i tre giocatori salivano così da 37-1
a 6-1, insomma, era come puntare su una roulette di soli 6 numeri.
La preziosa informazione del microcomputer arrivava immediatamente
allo schermo del telefonino prima che la pallina avesse compiuto il
terzo giro, limite ultimo per il tradizionale «rien ne va plus» del
croupier.
Avendo ridotto le probabilità da 37 a 6, il trio poteva puntare su
tutti e sei numeri della sezione indicata sul display del cellulare,
assicurandosi così una vittoria certa. La prima volta si sono
accontentanti di vincere 100 mila sterline. La sera successiva sono
tornati e la stangata è salita a 1,3 milioni di sterline. Passati
alla cassa i tre hanno ritirato per le loro “fiche” oltre
trecentomila sterline in contanti e novecentomila in cheque.
Agli addetti al casinò quella fortuna sfacciata non è passata
inosservata e si sono messi subito all'opera per studiare fotogramma
per fotogramma le riprese delle telecamere a circuito chiuso della
sala.
Sospettati di aver barato i tre sono stati fermati in un albergo
nelle vicinanze e i loro beni congelati. Ma al termine delle
indagini Scotland Yard ha deciso di archiviare. Secondo fonti legali
infatti non è stata violata la legge: «Lo scanner non interferisce
con la pallina della roulette, ma fornisce solo informazioni».
Le vincite resteranno dunque nelle loro mani. I tre sono stati
autorizzati a partire con il denaro e ora sono liberi di
ricominciare il giro dei tavoli verdi della capitale britannica.
Anche se è molto probabile che le loro facce siano state già
memorizzate dai buttafuori delle sale da gioco di tutto il Regno.
Il Messaggero 6-12-04