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IL PAGELLONE di Cesare Lanza
Sotto la Lanterna zeru compassione
Genoa-Samp sarà derby all’ultimo sangue: politica e buonisti
stiano lontani Campedelli e Chievo, un nuovo
miracolo. Mazzarri ingrato con De Laurentiis

di Cesare Lanza
Chi ha dato, ha dato; chi ha
avuto, ha avuto? No. Mancano ancora tre giornate e tutto, o quasi, è
ancora possibile. Stasera potremo assistere a una sfida classica, molto
interessante, tra Roma e Milan. Al Milan, posto che l’Inter batta la
Fiorentina, manca un punticino per lo scudetto matematico; se poi vince,
è fatta, qualsiasi risultato domani dovesse fare l’Inter. Che lo scudetto
sia già assegnato, è quasi indubitabile – ma di fronte al Milan ci sarà
una Roma, quasi sempre concentrata e combattiva con le grandi,
scialacquona con le piccole. La Roma è in lizza per il quarto posto in
Champions, a pari punti con l’Udinese, uno indietro rispetto alla Lazio.
E friulani e biancazzurri si scontrano domani pomeriggio. E’ improbabile
che la Roma sia disponibile psicologicamente al pareggio, che invece
liscio liscio farebbe comodo al Milan. Perché sì, forse andrebbe bene il
pareggio anche alla Roma dissennata – che ha sprecato tutto lo sprecabile
– ma se tra Udinese e Lazio una delle due dovesse vincere, addio sogni!
Troppi strepiti e folklore Dunque: 4
alla Roma sprecona, 8 al Milan di Allegri assai
saggio e paziente, 8 e ½ all’Udinese falciata dagli
arbitri. Ecco, spero che Guidolin non sia ancora brutalizzato dagli
arbitraggi, magari a favore della Lazio (8) di Lotito,
che ha strillato invece contro presunti complotti, più dell’aquila che fa
volare quando la sua squadra gioca a Roma : pertanto 8 e ½ a
Lotito per ricostruito un club distrutto, ma 4 agli
strilli folkloristici.
In ballo per la Champions
misteriosamente – un mistero grande come quello delle foto di Bin Laden
morto – ritroviamo anche la Vecchia. A proposito, voto 10 a Obama
per come ha deciso e guidato il blitz, voto 0
per aver rifiutato le immagini che tutti hanno il diritto di
vedere. La Juve (4) alla fine di una stagione che ha
rovinato il fegato di milioni di suoi tifosi, gioca lunedì sera in casa
contro il Chievo (7 alla squadra, 8 a Pioli, 9 a Campedelli
per il il miracolo raggiunto, la salvezza) che non ha nessuna
aspettativa: la Vecchia dovrebbe vincere, salvo nuovi disastri, e salire
a 59 punti. Teoricamente, nelle ultime due giornate la Vecchia più amata
e odiata d’Italia sarebbe ancora in lizza per l’Europa che conta: a patto
che tra Udinese, Lazio e Roma scoppi la pareggite. Da scommettitore non
ci punterei un euro, anche perché da quando ci sono i tre punti
(voto 10 a chi li ha voluti) il pareggio è il risultato
sempre meno probabile. La Juve è tutta da rifondare, ma anche se è sempre
lì, salvo miracoli dovrà accontentarsi dell’Europa minore.
Scendo
verso i bassifondi della classifica con un certo sadismo (mi autopunisco,
mi do 4 per la cattiveria) perché ci trovo la
Sampdoria (4) candidatissima alla retrocessione. E la
“delegazione” di Genova, come la chiamiamo noi genoani, domani sera dovrà
vedersela con il mio Grifo.
Corsi e ricorsi dentro
Marassi Ora, il Genoa (7 più) di Preziosi (6 e mezzo)
e Gasperini (7 e ½) una volta mandò in serie B il Toro, con il quale è
gemellato, e quest’anno, con Ballardini (7) ha asfaltato sia il
Brescia sia il Lecce, nelle ultime settimane. Perché dovrebbe provare
compassione e solidarietà verso la Samp, che non ne hai mai avuta verso
noi rossoblù? Questo buonismo è stato auspicato dalla sindachessa
Marta Vincenzi (4), che avrebbe fatto meglio a tacere: è sempre
bene che i politici stiano lontani dal calcio. La Samp lotta con Cesena
(ah ah, ultima giornata fuori casa contro il Genoa…), il Lecce e il
Brescia: ci sono due posti per restare in serie A.
Chi ha dato, ha
dato; chi ha avuto, ha avuto? No, assolutamente no. Il calendario prevede
appuntamenti fantastici. Pensate ad esempio all’ultima giornata: Roma-
Sampdoria. Sommessamente ricordo che la Samp, all’Olimpico, scucì dalle
maglie della Roma uno scudetto, l’anno scorso, che pareva già vinto. Ora,
negli ultimi 90’ del torneo, c’è un’occasione per la Roma – già in
Champions o no - di vendicarsi e spedire la “delegazione” in serie B…ma
non si può neanche escludere che la Samp - già retrocessa o no - non
giochi un secondo scherzetto ai giallorossi, sbarrando loro l’accesso
all’Europa…
Presunzione e saggezza Dunque,
aspettiamo a tirare bilanci. Ma prima di piazzarci davanti al televisore,
lasciatemi dare qualche voto, chiamiamoli presuntuosamente così, etici.
Uno 0 tondo e ben sentito a Mazzarri, che con estrema
ingratitudine verso De Laurentiis e i tifosi napoletani tira la corda sul
suo futuro: resto, non resto… Ma scherziamo? I contratti non valgono più
niente? Di che stiamo parlando? Mazzarri, disoccupato quando fu assunto,
è impegnato ancora per due anni col Napoli. Stia dunque buono e non
faccia l’indiano. Voglio dare – altro voto etico – un bel 10 a
Montella che ha preso la Roma in condizioni di sfacelo e tutto
sommato è riuscito a rilanciarla e a tenerla a galla. Mentre tutti gli
sparano un titolone al giorno: arriva questo, arriva quello… E i
giocatori, tutti o quasi considerati in partenza. Come si fa a gestire
uno spogliatoio – quello romano, poi! - in queste condizioni? Bene hanno
fatto Totti (10) e De Rossi (8, ma non tiri più gomitate)
a dire che la Roma ha già in casa quello che cerca fuori: un allenatore
con i fiocchi. La stessa analisi farei per Leonardo, anche lui ogni
giorno sostituito, per le voci dell’ambiente, come se fosse l’ultimo
sciacquettone. Ma dai!
cesare@lamescolanza.com
LIBERO, 07-05-11
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