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LAURA PAUSINI PRESENTATRICE A SANREMO. PERCHE’ NO?

di Cesare Lanza "Libero" 

  

Mi scrive il lettore Vincenzo Mangione da Sassari: “Ill.mo dott. Lanza, stavolta mi rivolgo a Lei per avere l'opinione di un autore fra i più rinomati della tv! Qualche giorno fa ho letto un'intervista a Laura Pausini. L'intervista si concludeva con una domanda su Sanremo (più che lecita, visto che la Pausini ha spiccato il volo dal Teatro Ariston!). La risposta è stata: "Ecco, quello mi piacerebbe proprio presentarlo. Ma per quest'anno è ormai fatta: c'è Baudo". Ricorrendo ad un semplice sillogismo mi chiedo: 1)la Pausini è una cantante (e per giunta bravissima!); 2)il Festival di Sanremo è denominato "della Canzone Italiana"; 3)la Pausini a Sanremo dovrebbe andare per cantare! Questo mi fa nascere due considerazioni: a)perchè nessuno fa più il suo mestiere? I comici fanno i giornalisti, i giornalisti fanno gli attori, i cantanti fanno i conduttori tv, etc. etc. Unicuique suum...diceva qualcuno...  b)perchè tutti i cantanti che sono stati lanciati dal Festival di Sanremo poi, assaporata la celebrità, dimostrano tanta ingratitudine e non ci vogliono più salire sul palcoscenico del Teatro Ariston? Per gli esempi c'è una lista chilometrica: appunto Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Zucchero, Giorgia, Vasco Rossi, ed ora anche Fiorella Mannoia che proprio pochi giorni fa ha denigrato quel palco dal quale si è esibita e che l'ha fatta conoscere al grande pubblico. Perchè accettano di esibirsi solo come super ospiti? Perchè rifiutano di gareggiare? Quindi, chiedo a Lei, che da autore conosce i meccanismi dello spettacolo, da dove nasce questa ingratitudine? Cordialmente v.mangione@alice.itRispondo: io non sono affatto severo, al contrario del nostro affezionato lettore, verso la Pausini (che ammiro molto) o altri cantanti, che si comportano come lei. Ognuno ha il diritto di gestire la propria carriera come preferisce ed è ragionevole, anzi non trovo nulla di riprovevole nel fatto che un cantante, dopo aver conquistato fama e popolarità, non abbia voglia di mettersi in gioco in una gara molto rischiosa (anche perché i meccanismi delle giurie di anno in anno vengono, comunque siano formate, puntualmente contestate).  Anche rispetto  all’idea di Laura Pausini - che non avevo colto, non so se sia una boutade o un reale desiderio – non vedo niente di disdicevole. E’ vero, come ho scritto tante volte anche in questa rubrica, che un difettuccio del nostro Paese è quello, da parte di molti protagonisti ma anche da parte del cosiddetto italiano comune, di fare o desiderare di fare “altro” rispetto al ruolo e all’incarico ricoperti… Ma questo è un caso diverso. Parliamo di show: la ricerca del presentatore è sempre difficile, molti grandi personaggi sono andati incontro a cocenti delusioni… Potrebbe essere una buona idea affidare, per un anno, anche a titolo di test, la conduzione a un cantante, e meglio ancora a un team di cantanti che a Sanremo abbiano trovato, in tempi più o meno remoti, la rampa di lancio. 

 

 

cesare@lamescolanza.com

                                          


15-11-06