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MAMMA-MOGLIE-MANAGER: A TU
PER TU CON LA BELLA
SONIA BRUGANELLI, OPINIONISTA
DELLA FATTORIA
"PER GELOSIA STAVO PER FAR SCAPPARE PAOLO"

di Sabrina Bonalumi
Roma - «Sono perfezionista, quindi spesso insoddisfatta
di me. Sono impulsiva, a tratti pessimista, ma più
serena rispetto alla vita e al passato. Prima non ero
sicura di me. Non sapevo dove volevo andare e che cosa
veramente volevo fare. La maternità mi ha cambiata
molto: mi sono resa conto che almeno una cosa la sapevo
fare bene. Questo è stato il punto di partenza per una
serie di acquisizioni a livello interiore». Per Sonia
Bruganelli, da 12 anni legata a Paolo Bonolis, il punto
di partenza si chiama famiglia («È stata l'inizio della
mia forza»). Da lì, la voglia di esprimersi anche nel
lavoro. Oggi, la ragazza "che provava a fare più cose",
che studiava Scienze della Comunicazione, che faceva i
fotoromanzi, le telepromozioni, che ama i reality tanto
da dare la tesi sul Grande Fratello, è una donna con le
idee chiare. Come il suo sguardo e come il tratto del
tatuaggio che ha impresso sulla spalla destra: un cigno
formato da una "S" e un cuore. «L'ho fatto a 23 anni,
dieci giorni prima di conoscere Paolo. Mi ha portato
fortuna!». Ora, di anni, ne ha 35: vive un amore
importante, ha tre figli, Silvia, 6 anni, Davide, 4 e
mezzo, e Adele Virginia, 15 mesi, e tanta voglia di
esprimersi professionalmente. Finora dietro le quinte,
con la sua società, la Sdl2005, di casting e produzioni
Tv. Da qualche settimana è opinionista de La Fattoria,
su Canale 5. «È nato tutto per gioco. Ho sempre guardato
i reality, mi piacciono. I miei amici Paola Perego e
Lucio Presta mi hanno proposto di fare l'opinionista. Mi
allettava». Ma prima c'era Sanremo.
«E al rientro, subito La Fattoria. Cesare Lanza, autore
del programma, mi dice: "Allora, la prossima settimana
si parte"». E sei partita. «È un'esperienza divertente.
Un conto è lavorarci "dietro", un conto è stare dentro e
viverne le dinamiche. A me piacerebbe fare l'autrice di
reality. Vorrei analizzare la psicologia, l'animo dei
concorrenti».
Parteciperesti? «Mai! Ma mi piacerebbe lo facesse Paolo.
Desidererei essere una mosca, osservarlo 24 ore su 24,
vedere come si comporta senza di me...», e ride.
Tuo marito ti supporta e ti consiglia nel lavoro? «Mi
sostiene, facendomi restare sempre con gli occhi aperti
su quello che è l'ambiente e sulle difficoltà: più fai
più ne trovi. Quanto ai consigli, stare con Paolo è come
avere un'enciclopedia sempre accanto. È una fonte
inesauribile di idee, specie del lavoro dietro le
quinte. Lui è autore di se stesso, anche se ne ha di
validissimi al suo fianco. Paolo mi stimola a diventare
autrice. È convinto che io possa farlo».
Un sogno professionale? Anche bizzarro? «La follia?
Condurre il Grande Fratello, se devo pensare a una cosa
che coniughi ciò che amo fare, scrivere, e realizzarlo
all'interno del padre di tutti i reality. In quel caso,
apparire non mi dispiacerebbe. Il sogno professionale
serio è continuare con le produzioni, investire su
ragazzi nuovi. Come sto facendo con Ivan Olita, il
modello italiano apparso a Sanremo. È poliedrico,
simpatico. A Paolo ricorda il primo Jovanotti».
Paolo: siete legati da 12 anni. Dici che la famiglia è
la tua forza, che negli anni hai raggiunto una
consapevolezza diversa. Quanto ha contribuito tuo
marito? «In toto. Quando ci siamo conosciuti, lui ha
visto in me quello che sarei potuta essere.
Ha investito molto su di noi. Io sono riuscita a
crescere anche attraverso lui e le sue esperienze. Anche
quelle che all'inizio mi spaventavano, ossia il fatto
che lui avesse già vissuto molte emozioni che presumo
qualsiasi donna vorrebbe che il proprio uomo vivesse con
lei per la prima volta. Era stato sposato, aveva due
figli. Con il tempo, mi sono resa conto che non era una
perdita con cui avrei dovuto fare i conti, ma poteva
essere una ricchezza. Lui ha scelto di nuovo di credere
in una donna, nel matrimonio, nei figli. E il fatto che
l'abbia fatto con me mi ha reso più sicura». Gelosia?
«Lo ero molto. Vedevo nemici dappertutto. I primi tempi
non è stato semplice. Per me, ma anche per lui. Era
abbastanza complicato affrontare discussioni una sera sì
e una no...».
Di solito gli uomini dopo la prima, la seconda, la terza
scenata di gelosia... «Terza? Trentesima! Paolo è stato
molto paziente. Anche se c'è stato un periodo in cui si
era rassegnato. Sarà durato 20 giorni, dopo un anno e
mezzo circa che stavano insieme. Mi disse: "Così non ce
la posso fare. Proviamo a fermarci". Dopo una settimana,
però, mi propose una vacanza. In Australia. Da : amici».
E...? «Dopo il viaggio mi ha chiesto di sposarlo. E
abbiamo fatto tre bimbi». Un vanto immenso per Sorda.
«Per me ha sempre significato tanto l'idea del padre dei
miei figli. Paolo è presente e affettuoso. Quando lo
vedo insegnare qualcosa al maschio, parlare con la
femmina ed essere così tenero con la piccola, mi
innamoro di lui ogni volta di più. E lo trovo più sexy
di quando è in giacca e cravatta». Moglie, mamma,
manager, opinionista. «Sono organizzata». Anche in casa?
«Certo. Anche se ho chi mi aiuta, porto i bimbi a scuola
e la lista della spesa la faccio io, per esempio. Vivo
con l'agendina: annoto ogni cosa e, anche se riesco a
farne solo la metà, mi sento più tranquilla. Devo avere
la sensazione di tenere tutto sotto controllo. È come se
volessi essere pronta a ogni evenienza. Poi lo sappiamo
che la vita ti mette di fronte a situazioni che non puoi
prevedere».
Ti sei mai lasciata sorprendere dalla vita? «Paolo è la
grande sorpresa. La mattina che l'ho conosciuto non
sarei dovuta essere nella sua trasmissione per la
telepromozione. E un'altra... Me l'ha fatta Paolo, circa
tre anni fa. Era un momento particolare. Mi ha fatto la
sorpresa di credere in me. Stavamo attraversando un
periodo di quiete, normale. C'erano i due bambini...
Ecco, Paolo ha avuto uno slancio pazzesco, è come se
l'avessi visto ritornare indietro di 10 anni. E quindi è
nata Adele, e quindi un ulteriore investimento di forze
ed energie per ribadire quello che era il suo concerto
di famiglia. Ribadire la sua volontà di un rapporto di
coppia, che fosse esclusivo e totalizzante come
all'inizio». Come è ora.
GENTE, 14-04-09
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