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Morena Funari: "IN BRASILE CON GIANFRANCO NEL
CUORE"
La vedova del "giornalaio più famoso d'Italia", come
amava definirsi, ora impegnata a"La Fattoria" si
racconta: «Mio marito sarebbe contento di vedermi al
reality di Paola Perego: era preoccupato per il mio
lavoro».
«Comunque non abbandonerò i temi impegnati che
affrontavo con lui e la visibilità della "Fattoria" mi
aiuterà». «In più una parentesi leggera non mi fa
pensare alle cose tristi». «Ho scritto la sua biografia:
lavorare mi fa soltanto bene»

di Roberto Alessi
Morena Funari,adesso è contenta oppure è ancora dubbiosa
sul fatto di aver accettato La Fattoria, il reality
condotto da Paola Perego che si svolge in Brasile, a
Paraty? «Ora come ora sono contenta. A dicembre, quando
Paola Perego e l'autore Cesare Lanza me lo avevano
proposto, ero abbastanza titubante anche parlando con il
mio agente e produttore Marco Falorni. Mentre ora sono
decisa. Ho appena finito di scrivere la biografia di
Gianfranco, per cui nei mesi scorsi ero occupata, la
testa era impegnata a scrivere questo libro su mio
marito. Quando ho finito, a casa, da sola, ho capito che
mi conveniva accettare, l'alternativa era un
appartamento vuoto, senza Gianfranco, pensando alle cose
tristi. Era l'ultima cosa che dovevo fare». Come sono
stati questi mesi per lei, senza Gianfranco, da quel 12
luglio in cui se ne è andato? «Adesso la sua mancanza la
sento ancora più forte. All'inizio non me ne rendevo
conto: era estate, Milano deserta, tutto sospeso,
irreale. Con l'andare dei mesi, trovandomi a vivere la
mia quotidianità da sola, ho capito che cosa voleva dire
vivere senza Gianfranco. Noi eravamo sempre, sempre
insieme. Mi manca, mi manca tanto».
Secondo lei Gianfranco come avrebbe preso questa sua
decisione di partecipare a un reality? Lei con
Gianfranco aveva iniziato a lavorare ormai da 10 anni in
trasmissioni impegnate, affrontando temi difficili, le
tasse, le pensioni, la politica. «La Fattoria è per me
una pausa di leggerezza rispetto a quello che faccio di
solito. Ma Cesare Lanza mi faceva notare che io potrò
benissimo continuare a fare quello cui ero abituata,
magari anche una trasmissione sui libri come quella che
facevo a Odeon, ma sarò forte di una visibilità maggiore
e di questo Gianfranco ne sarebbe stato fiero, perché
una delle sue preoccupazioni era che senza di lui avrei
avuto difficoltà a lavorare». Era preoccupato per il suo
futuro una volta che lui non ci sarebbe più stato? «Si,
la sua preoccupazione non era tanto quella di morire,
quanto quella di lasciarmi sola, senza il suo amore. E
poi aggiungeva sempre che temeva per il mio lavoro».
Sarebbe quindi felice di vederla a La Fattoria? «Me lo
sono chiesta tante volte, ora sono venuta alla
conclusione che sarebbe stato contento.
Anche perché è innegabile che è una opportunità». Se ci
voleva andare anche Vittorio Sgarbi una ragione ci sarà,
per lo meno quella econ o m i c a . Funari l'ha lasciata
sistemata almeno da un punto di vista economico. «Noi
lavoravamo a Odeon, in pratica quello che guadagnavamo
lo spendevamo avendo anche un tenore di vita abbastanza
alto. Di certo il motivo economico non è mai stato
quello che mi ha portato a decidere di essere la
compagna di Gianfranco Funari. Io oggi devo lavorare per
vivere». Come la maggior parte di tutti noi, la sua non
è una situazione particolare. Sicuramente ho sempre
ammirato Gianfranco e il suo modo di non dare peso ai
soldi, lui quello che guadagnava lo voleva godere, il
bell'albergo, il buon ristorante». La biografia che ha
scritto su Funari quali temi tratta? «E la storia di
tutta la sua vita, io l'ho scritta a quattro mani con la
nostra collaboratrice Alessandra Sestito. Uscirà in
primavera». Funari era d'accordo nello scrivere la sua
biografia? «Assolutamente sì, anche quando era
all'ospedale lo ripeteva spesso: "Voglio mettere nero su
bianco tutta la mia vita perché quello che viene detto
in televisione spesso scivola. Può essere dimenticato".
Era già due anni che pensava di scrivere un libro sulla
sua vita, ma non ne aveva voglia, o sotto dettatura, o
con il registratore davanti iniziava ad annoiarsi.
Gianfranco poteva fare ore e ore di telecamera di
diretta senza stancarsi, ma il resto lo detestava, non
aveva pazienza. Così io e Alessandra abbiamo cercato di
stimolarlo attraverso le nostre domande, sono saltati
fuori aspetti inediti della sua vita. I suoi entusiasmi,
le sue delusioni. Nel libro cè tutto». Sono passati otto
mesi dalla morte di Funari. Lei sta pensando al suo
futuro? H a 4 1 anni può rifarsi una vita. «Sto pensando
al lavoro, lavorare tiene la mente occupata». Stavo
parlando di un altro compagno di vita. «Se una persona
ti lascia, ci si può fare una ragione e si va oltre, ma
quando una persona ti lascia contro la sua volontà,
perché muore, paradossalmente si può amare in eterno. E
difficile che io possa trovare un altro uomo. Un grande
amore penso che possa accadere una volta nella vita. Io
l'ho avuto, mi sembra che sarà difficile trovarne un
altro».
DIVA E DONNA, 12-03-09
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