Mara Venier: "Cara Paola, così ho vinto la mia sfida"
L'inviata di "La Fattoria 4" tra l'esperienza in Brasile e il futuro «Quello che più mi è pesato è Stata la lontananza da mio marito Nicola»» «Sarò la testimone di Paola Perego alle nozze con Lucio Presta». «Nessun problema con la mia amica Simona Ventura, quando le ho parlato del reality di Canale 5 mi ha detto: "Se ti diverte, fallo''»» «Torno in Rai o resto a Mediaset troppo presto per dirlo» Ora mi riposo»





di Flora Lepore



Finalmente è finita. E stata una magni. fica avventura da tutti i punti di vista, ma ormai ero stanca a sono felice di tornare». Mara Venier è euforica, e non capisci se più per il successo personale che ha ottenuto in questi due mesi da inviata a La Fattoria, il reality vinto da Marco Baldini, oppure per la gioia di tornare a casa a riposarsi e a riabbracciare suo marito, l'imprenditore Nicola Carraro. «La lontananza da lui è la cosa che mi è pesata di più. È la prima volta che siamo stati separati così tanto tempo ed è stata dura. D'altra parte, ci avevo pensato molto prima di accettare la proposta di Paola Perego e Lucio Presta: era giunta a fagiolo, era di quelle che non si potevano rifiutare, ma mi frenava l'idea di lasciare Nicola per due mesi da solo.
Poi ha prevalso l'idea di divertirmi. Ho accettato anche per questo. Avevo voglia di leggerezza e di avventura, e anche di sperimentarmi nel nuovo. Io sono una persona curiosa e le cose inedite mi attirano sempre moltissimo. Si trattava di andare sul posto, al contrario di quanto ho fatto per L'Isola dei Famosi, dove ero un'opinionista. Mi sono detta: con Cesare Lanza, il mio autore, l'intesa è perfetta e non posso rifiutare l'offerta di Lucio e Paola». Lucio Presta è pur sempre il suo agente... «Sì, ma per me vale di più il rapporto di fiducia e l'amicizia che c'è fra noi». È vero che lei farà da testimone alle imminenti nozze fra la Perego e Presta? «Sì, sarò la testimone di Paola. Nel giorno delle nozze sto pensando di indossare un grande e coloratissimo cappello da indossare». Che avverranno quando? Si dice a giugno» «Non so esattamente».
Si è detto che Simona Ventura ci sia rimasta male che lei abbia traslocato a Mediaset, a La Fattoria. «Non è affatto vero. E una diceria messa in giro da persone malevole che evidentemente invidiano il mio rapporto con Simona. Ne avevo parlato con lei di questa proposta e la sua risposta era stata: "Se ti diverte, fallo". Simona è una mia amica, siamo state insieme anche lo scorso Natale. Con lei sto sempre molto bene e ancora la ringrazio per avermi voluto in studio per l'Isola assieme a Luca Giurato» Nicola non l'ha mai raggiunta in Brasile? «No, Nicola, beato lui, se ne è stato due mesi ai Caraibi.
Lui al sole, mentre io qui, a Paraty, sotto la pioggia. Sapete che chiamano questo posto il catino del Brasile? Ha sempre piovuto in questi mesi, mentre dicono che la bella stagione comincia a fine aprile, maggio: che fortuna...». E come faceva a comunicare con Nicola? Con il telefono? «No, ho scoperto le magie del computer. Prima ne avevo il rigetto, poi me ne ha regalato uno Nicola, prima di partire per il Brasile. In pochi giorni, grazie all'aiuto di una ragazza della troupe, Sara, ho imparato e così, con Skype, potevo collegarmi con Nicola. Sembravamo due fidanzatini, ci chiamavamo tante volte al giorno, mattina, pomeriggio e sera».
Lui l'ha seguita in tv? «Sì, mi vedeva su Youtube. D'altra parte era stato lui a incoraggiarmi ad accettare quando mi hanno offerto di fare l'inviata». Come sono stati questi mesi brasiliani? «Ne ho passate di ogni tipo. Ho anche avuto una forte gastroenterite per dieci giorni, ho pensato addirittura di abbandonare e tornare subito, ma poi ho resistito. Inoltre c'era la paura della dengue». La dengue? Che cos'è? «È una febbre pericolosissima, spesso mortale, causata dalla puntura di una zanzara che si trova in quelle zone. Io ero terrorizzata, anche perché in Kenya, in passato, ho avuto la malaria». Prima di partire non aveva fatto le terapie profilattiche? «No, nessuno mi aveva detto niente. Comunque a stare lì da sola ci vuole coraggio».
Perché? «C'erano animali dovunque, scarafaggi... Un giorno sono entrata nella mia camera e ho trovato sette scimmie che giocavano con le mie cose. Insomma, lì la natura è proprio selvaggia». A proposito di natura, come ha saputo del terremoto in Abruzzo? «È stato Nicola a dirmelo. È stato un momento brutto, perché, a viverlo da lontano, è ancora più doloroso, ti senti ancora più impotente». Lei dice di aver accettato per spirito di avventura. Da dove le viene questa carica? «Dalla serenità che sto vivendo, dall'amore che mi circonda e dalle riflessioni che ho fatto negli ultimi tempi sulla vita». Riflessioni? «Sì, dopo l'incidente automobilistico in cui mi sono trovata coinvolta a novembre scorso (ndr: vedi "Diva e donna" n. 46/2008), ho capito che si può perdere tutto in un momento. Sembra una banalità da dirsi, ma se non lo provi, non lo sai. Ho avuto paura e per molte notti non sono riuscita più a dormire. Ho pensato dopo che i ve ri tesori della vita sono le cose che dai per scontate». Quali sono questi tesori? «La salute, l'amore prima di tutto: per i figli, per la mia mamma. Oltre queste non c'è nulla per cui valga la pena di farsi prendere dall'ansia». Come era successo? «Tornavo da una cena con Daniele Bressan che con altri amici mi aveva invitato nel suo locale in Veneto. Un'auto non ha rispettato lo stop e ci è venuta addosso nei pressi di Martellago. Ma ho giurato a me stessa di lasciarmi tutto alle spalle, ora ho diversa consapevolezza delle cose. Il lavoro, per esempio. Per me oggi è concepibile solo se equivale al divertimento. Altrimenti non lo accetto». Lei oggi dice così perché in fondo non ne ha bisogno. La gente continua a ricordarla anche se non è spesso in tv. «Ma non è stato sempre così. Quando a 17 anni mi sono ritrovata con una figlia, certo la pensavo in modo diverso. Mi sono sempre messa in gioco. Con il negozio di vestiti usati, con il cinema d'essai... Poi ho fatto il cinema d'autore, film come Diario di un italiano. La commedia l'ho scoperta con Nanni Loy. Ho lavorato tanto, mi sono spesa tanto ma sempre con leggerezza, con un fondo di impalpabile incoscienza che mi ha fatto superare tutte le difficoltà. Nei primi anni di Domenica In guadagnavo pochissimo. Il successo per me è arrivato tardi, quando avevo 40 anni, ma non me ne è mai importato niente. I colpi di fortuna mi sono arrivati, io non sono mai stata ambiziosa. La mia pigrizia di fondo non mi ha poi nuociuto più di tanto». Oggi che ce l'ha fatta, cosa pensa di sé? «Che non devo dimostrare più niente a nessuno e neanche a me stessa. Non progetto niente, se non fare le cose che mi piacciono con chi mi piace. Ho tutto quello che mi serve e anche di più. Questi due mesi in Brasile sono una evasione da tutti gli impegni quotidiani che ho. Mi dicono: "Fai la vita da signora, la casa ai Caraibi, la casa a Milano, la casa a Miami". Appunto, non ho mai dovuto occuparmi di tante cose, di organizzare, di gestire le persone come da quando faccio la vita'da signora"». Ora che progetti ha? «Niente! H o voglia di casa, di amici, di tv italiana. Soprattutto, ho voglia di mio marito». Andrete in vacanza da qualche parte? «Per ora no: Roma, Milano e nient'altro. Poi in estate vedremo, andremo ai Caraibi, credo». E in autunno? Dopo il successo conseguito con La Fattoria, tornerà alla Rai o resterà a Mediaset? «È troppo presto per dirlo. Qualcosa ci sarà con la tv, ma vedremo. Ah, dimenticavo. Dopo due mesi fuori sono sempre più convinta che l'Italia sia meravigliosa e sono orgogliosa di essere italiana».


Diva e Donna, 23-04-09




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