LELE MORA: "VADO ALLA FATTORIA... DI MAMMA E PAPÀ"
L'agente dai genitori nella loro azienda agricola. «Adorano Benito Mussolini: mia madre tiene nel cassetto una camicia nera, mio padre ha un busto del duce», racconta. E sulla mancata partecipazione al reality della Perego, rivela: «Ho litigato con Cesare Lanza e non gradivo Milo Coretti nel cast»





di GABRIELE PARPIGLIA


ROVIGO - MARZO Alla fine Lele Mora in "Fattoria" c'è andato. Peccato che non si tratti del programma di Paola Perego, ma dell'azienda agricola che papà Arno e mamma Amerina conducono da sempre. «Mia madre ha compiuto 83 anni e ne ho approfittato per andare a trovare la mia famiglia», dice l'agente.
Domanda. Lele, perché ha detto no alla Perego?
Risposta. «Non gradivo la presenza di Milo Coretti (che poi è uscito dal cast, ndr) e di Cesare Lanza, l'autore».
D. Perché? R. «Coretti ha parlato male di me e ho avuto uno scontro con Lanza. Mi ha fatto una telefonata dai toni molto duri e non ha rispettato gli accordi presi. Inoltre, la produzione mi aveva garantito che avrei potuto intervenire su parte del cast. Non è stato così. E guai a dire che Elenoire Casalegno, mia assistita, si sia proposta di sua volontà: sono stati loro a cercarla, le avevano offerto 50 mila euro. Ha rifiutato, quando ha saputo che io non c'ero».
D. Almeno guarderà il programma?
R. «Non ne avrò il tempo. Ringrazio comunque sia Mediaset sia Lucio Presta».
D. Parliamo della sua famiglia. R. «I miei genitori erano contadini. Mio padre si svegliava ogni mattina alle cinque per lavorare nei campi. Tutt'oggi, con le loro piccole forze, lavorano nei terreni di famiglia. Non ci hanno fatto mai mancare nulla».
D. Come hanno vissuto il periodo in cui lei era indagato per Vallettopoli?
R. «Mio padre ha sofferto parecchio, ma non me l'ha mai dimostrato. Andavo a trovarlo e capivo quanto stesse male per me. La sera mi chiamava e mi diceva in dialetto veronese: "Lelino, tuto ben?". Ma questo appartiene al passato».
D. Lei ha dichiarato di essere un seguace di Benito Mussolini. Suo padre come si schiera politicamente?
R. «Io ho seguito la sua filosofia politica. Mio padre è un mussoliniano convinto. In casa ha il busto del duce e ogni giorno lo pulisce con cura. Anch'io ne tengo uno sulla mia scrivania e lo bacio tutti i giorni».
D. E sua madre?
R. «Lei è la pasionaria della famiglia. Nel cassetto tiene una camicia nera che suo padre le aveva regalato. Anche nel giorno del suo ottantatreesimo compleanno ha raccontato il suo incontro con Mussolini, nel 1945, all'Arena di Verona».
D. Per il compleanno che cosa ha regalato alla mamma? La fiamma tricolore?
R. «Ma no! Quella brucia dentro il suo cuore. Io le ho donato un orologio tempestato di brillanti. Altrimenti non mi sarei sentito... Lele Mora».



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«Innanzi tutto devo dire che Lele Mora mi ha chiesto l'amicizia su Facebook». Inizia così la replica di Cesare Lanza, capoprogetto della Fattoria, a Lele Mora. «Mi dispiace che Lele non sia nel reality. Tra noi, però, niente scontri. Non credo che la produzione gli abbia promesso di mettere bocca nel cast (ognuno dovrebbe comandare a casa propria). La Casalegno l'abbiamo contattata dopo avere letto un'intervista, in cui lei si proponeva. Milo Coretti? Mai avuto problemi con Mora».


CHI, 12-03-09





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