DUE PAROLE PER I MIEI AMICI
ALLA FINE DELLA STAGIONE TV


 



Con l'ultima puntata de "La Fattoria" è finita la mia stagione televisiva 2008/2009. Era cominciata a settembre, con "Questa domenica", a seguire "La talpa"!, a seguire il “Festival di Sanremo”, a seguire "La Fattoria".

Mi congedo rivelandovi un piccolo, importante retroscena - che è poi, per me, anche un modo di rendere omaggio alla "mia" formidabile conduttrice. Allora: nella notte tra sabato e domenica Paola ha avuto un attacco di febbre, fino a 40°, probabilmente per un’intossicazione alimentare o per l'accumularsi dello stress di una lunga stagione. All'alba la sua partecipazione all'ultima puntata era da escludere. Potete immaginare il relativo caos organizzativo, oltre all'apprensione per le sue condizioni di salute. Penso, sulla base della mia esperienza, che molti conduttori avrebbero dato forfait. Poi sono intervenuti i medici, sono stati somministrati i farmaci necessari, alle tredici Paola, sempre febbricitante, ha cominciato a dire che si sentiva in grado di mettersi in piedi, alle 17 è arrivata allo stabilimento Elios, alle 21.30 era in studio regolarmente al suo posto.
Dimagrita di due chili, ma all'apparenza in forma perfetta... Una combattente nata, una guerriera, una "lombardozza", come le dico per prenderla in giro, in realtà ammirandola e amandola, con il dna del senso del dovere: una professionista impeccabile.

Le avevo chiesto il permesso di far sapere al pubblico, in qualche modo, che poche ore prima era stata debilitata da un febbrone da cavallo, mi ha detto di no. Ora però, a sua insaputa, mi sembra giusto svelare il retroscena ai suoi tanti amici e fan, è un episodio che la dice lunga sul suo carattere tosto, serio! Per me, è un piacere lavorare con lei.

Un pensiero anche per altre due signore del mondo dello spettacolo. L'una è una star, Mara Venier, l'altra è pressoché debuttante, Sonia Bruganelli.

Con Mara ho lavorato alcuni anni nelle domeniche di Raiuno: ci vogliamo bene e non sono mancate scintille, non essendo il mio carattere migliore del suo. L'ho fortemente voluta alla conduzione del set in Brasile de "La Fattoria", ha bucato il video come sempre, ha affrontato in maniera esemplare una prova inconsueta, aspra, difficile anche per le condizioni ambientali. Credo che l'intuizione sia stata azzeccata. C'era chi prevedeva che Maruzzella (così la chiamo io) si sarebbe ritirata dopo le prime puntate, io ho scommesso su di lei e i risultati danno ragione alla signora Venier. È stata protagonista, brillante e piena di verve: per me una vera soddisfazione vedere lei e Paola, anche nell'ultima puntata in studio fianco a fianco, duettare in un clima di rispetto e di simpatia che raramente si riscontra tra i tanti antagonisti che appaiono sul piccolo schermo.

Infine, Sonia. È un'altra mia scommessa: penso che lei, se vorrà (dipende da lei, dalla sua costanza) potrà diventare una grande autrice, perchè è piena di idee originali, e anche una forte conduttrice, perchè ha una presenza fisica atipica, personalità, autorevolezza.
Intanto, a "La Fattoria", ha fatto bene come opinionista, proponendosi in modo lieve e ironico, con idee chiare. Ha un problema iniziale, Sonia: deve far dimenticare al numeroso popolo dei maligni e maliziosi, che infestano lo show- system, di essere la moglie di Paolo Bonolis. Per la sua carriera televisiva non sarà un privilegio: è un handicap. Troppo facile sussurrare che è facilitata dalla vicinanza di un leader! Sonia dovrà lottare per dimostrare che ha qualità sue, importanti.
Penso che si imporrà perchè ha un orgoglio determinante: si vede già dal fatto che vuole utilizzare il suo cognome, non quello, famoso, di suo marito (come molte donne, in simili condizioni) fanno.

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Infine, due parole per i miei amici. Come tutti - gli amici - sanno, io mi considero un laborioso artigiano, non certo un artista. E il lavoro è la mia idea-guida della vita. Di solito faccio due o massimo tre programmi l'anno. Quest'anno, per festeggiare l'infartuccio che mi ero concesso d'estate, ne ho fatti quattro. Parlando in gergo, la domenica è stata quasi miracolosa, per i mezzi che avevamo a disposizione. “La talpa”, un successo importante: mi fa piacere aver dato un contributo, ma i meriti principali spettano ai protagonisti storici, Paola Perego prima di tutti, il produttore Silvio Testi, gli autori Paolo Taggi e Marco Salvati - con la partecipazione, invero straordinaria quest'anno, di Simona Ercolani.

“Il Festival di Sanremo” è stato un trionfo di Paolo Bonolis, un bis dopo il 2005, lo ringrazio di cuore per avermi dato la possibilità di condividere le sofferenze della vigilia e il successo delle cinque serate, e sommessamente, con la stima di sempre, aggiungo affettuosamente di aver maturato la convinzione che in futuro gli saranno più congeniali, per il suo metodo di lavoro e le sue abitudini, autori più giovani, quanto meno suoi coetanei.

Infine, “La Fattoria”: abbiamo lottato, non ci siamo fatti mancare nessuna difficoltà, nessun problema, abbiamo accettato qualsiasi cosa: il risultato è stato positivo, dignitoso. Un errore, probabilmente, inserire il reality in palinsesto a marzo e ad aprile, in concomitanza con il (sempre grande, complimenti a chi lo realizza) Grande Fratello. Il periodo migliore sarebbe stato adesso, fine aprile e maggio. Ma in televisione tutto è opinabile, manca sempre la controprova. Un caro saluto al "gruppo" che lavora con me da anni: gli autori Gianfranco Scancarello, Marco Luci, Silvia Zavattini, Ninni Santoro, Antonio Eustor (mio braccio destro da venticinque anni), il regista Maurizio Spagliardi, il produttore Marco Odoni, i sanremesi Sergio Rubino, Marco Salvati, Barbara Cappi, Ivano Balduini e le nuove amicizie di fattoria: Giovanni Filippetto ("Sfide"!), l'emergente Tommy Marazza, Fausto Enni, il regista Stefano Mignucci, il dirigente di Endemol Marco Tombolini. Di loro sentirete parlare a lungo, io, alla mia non verde età, mi auguro che le strade si incrocino - perchè credo nella forza, nell'armonia e nelle risorse dei gruppi.

Un saluto particolare a Lucio Presta, uno che ha attributi veri e che (finora...) ha rintuzzato, sopportato e neutralizzato le mie, a volte irascibili, puntigliosità. Un abbraccio a tutti: sono (quasi) certo che (quasi) tutti mi vogliono bene.


Cesare Lanza




20-04-09



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