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Lanza risponde ad Aldo
Grasso
Sulla stroncatura della Fattoria
Cesare Lanza risponde alla stroncatura della prima
puntata della
Fattoria del critico televisivo Aldo Grasso sulle
colonne del Corsera

Da molto tempo ho deciso di non dare nessuna importanza
ai critici: per non mettere in difficoltà il mio povero
fegato, già insidiato da libagioni in eccesso. Del resto
i critici non contano davvero, rispetto a ciò che
interessa davvero a chi scriva un libro, crei una
musica, proponga un film, metta in scena un programma
televisivo, ecc. Ciò che interessa è il consenso del
pubblico ed è noto che i critici, snob per
ingiustificata autostima, sentenziano quasi sempre
l'esatto contrario di ciò che decide il pubblico: i
critici stroncano, il pubblico approva; i critici
approvano, il pubblico scappa. Il "critico" del
Corriere, Aldo Grasso, è solo un po' più perverso ed
elegante, raffinato, rispetto ai suoi colleghi. A me
appare afflitto e insieme esaltato da forti pregiudizi.
Alcuni personaggi televisivi gli piacciono e ne scrive
sempre bene, a prescindere; altri gli stanno antipatici
e lui ossessivamente prova a perseguitarli, sempre a
prescindere. Non mi sembra corretto, ma è un problema
suo e del Corriere. Nel caso della Fattoria la
scorrettezza suprema è svalutare il buon risultato
(forse a Grasso piacerebbe, per una volta, pensarla come
il pubblico?) della Fattoria: scrive che Paola Perego ha
perso perfino contro Daniele Piombi su Raiuno, per
l'Oscar tivu. Stop. In realtà Piombi è l'inventore di
quel programma, ma domenica la Rai ha messo in campo
tutti i suoi campioni e ha attinto alle grandi risorse
di Mediaset, da Striscia alle Iene, dalla Hunziker a
chiunque, di tutto e di più, in primo luogo Paolo
Bonolis, affiancato da Luca Laurenti. Alla fine quattro
milioni di telespettatori per Paola Perego,
quattromilioni e quattrocentomila per l'Oscar. Ma per
Grasso (di veleno) Paola ha perso, contro Piombi. Il
"critico" del Corriere è reduce fresco da una sua
straordinaria performance: una lunga gufata, memorabile,
alla vigilia contro il Festival di Sanremo (io c'ero) e
catastrofiche previsioni, giudizi spietati, qualsiasi
cosa contro Bonolis e il suo gruppo di lavoro. Alla
fine, sapete com'è andata: grandioso consenso del
pubblico a favore di Paolino, Grasso obbligato a
consegnare le armi, in penitenza. Che dire? Speriamo che
i suoi strali portino fortuna, anche alla Fattoria.
TGCOM, 11-03-09
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