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OGGI SUD AFRICA - MESSICO, IL PRONOSTICO

di
Andrea Colacione
Ormai ci siamo davvero; saranno Sud Africa e Messico ad
aprire le danze della Coppa del Mondo edizione 2010, la
diciannovesima della storia. Un match, quello inaugurale
dal pronostico alquanto imprevedibile ma che alla fine
dovrebbe riservare una discreta dose di equilibrio. Da
una parte i “Bafana Bafana”, ragazzi ragazzi in lingua
zulu, uno degli undici idiomi parlati nel paese, il più
diffuso insieme all’inglese e all’afrikaans e dall’altra
la Tri che sta per tricolores e che vanta tradizioni e
radici ben più solide con il football. Il Sud Africa
tecnicamente è poca cosa e si è affidato completamente
al cittì brasiliano Carlos Alberto Parreira, già
campione con i verde-oro ad Usa ’94 ed ex selezionatore
anche di Kuwait, Emirati Arabi ed Arabia Saudita.
Ma la vicenda del cittì per i sudafricani è stata
un’autentica odissea. Infatti il progetto originario era
stato affidato ad un altro esperto brasiliano, Joel
Natalino Santana, tecnico che in patria ha vinto molto
sulle panchine delle quattro grandi di Rio e cioè
Flamengo, Vasco, Fluminense e Botafogo con cui ha vinto
anche il titolo carioca del 2010 ed attualmente
é impegnato sulla stessa panchina nel Brasileirào.
Tuttavia una serie di sconfitte ha fatto crollare il suo
castello ed è stato rilevato appunto dal connazionale
Parreira. Lo stesso Parreira a sua volta ha poi dovuto
lasciare per correre al capezzale della moglie
gravemente ammalata e durante la sua assenza i risultati
sono stati decisamente negativi. Oggi con il suo ritorno
si guarda al mondiale con maggiore fiducia, anche perché
la formazione sudafricana è reduce da ben dodici
risultati utili consecutivi, l’ultimo la vittoria di
misura sulla Danimarca grazie ad un acuto del bomber
Mphela dei Mamelodi Sundowns. Lo schema di base dovrebbe
essere un equilibrato 4-4-2 che punta molto in difesa
sull’esperienza dei due centrali Booth e Mokoena.
Matthew Booth è un gigante di due metri circa ed in
campo è facilmente riconoscibile perché è uno dei pochi
bianchi in una squadra di neri ma è anche molto famoso
fuori dal campo. Infatti è riuscito a conquistare il
cuore di Sonia Bonnevienta, seconda a Miss Sudafrica
2001. E’ lui che ha ereditato il testimone da Mark Fish
che ha militato anche in Italia con la Lazio.
Booth è uno dei pochi bianchi che in Sudafrica ha scelto
lo sport dei neri, privilegiandolo al rugby che è invece
lo sport dei bianchi. Dopo esser cresciuto nell’Ajax di
Capetown, oggi è il leader dei Mamelodi Sundowns con cui
ha vinto già molto. Tecnicamente è poca cosa ma la sua
grinta ed il suo prorompente fisico in campo si fanno
sentire eccome. L’altra colonna difensiva dicevamo è
Aaron Mokoena, classe 1980 che dal 1999 ad oggi ha
collezionato un centinaio di gettoni con i Bafana Bafana. Anche
Mokoena ha poca classe ma tanta sostanza ed una notevole
esperienza, anche perché vanta lunghi trascorsi in
Premier League inglese con il Blackburn e con il
Portsmouth con cui è retrocesso quest’anno arrivando
però in finale di FA Cup poi persa con il Chelsea. Dalla
difesa passiamo al centrocampo dove spicca la stella di
Steven Pienaar che dopo lunghi trascorsi con l’Ajax di
Amsterdam ed altre parentesi milita attualmente nell’Everton
di Liverpool. Ha una tecnica più che accettabile ed una
rapidità che sfrutta spesso nei suoi frequenti
inserimenti offensivi. Dietro a lui forse i migliori
sono Dikgacoi, centrocampista centrale del Fulham e Teko
Modise degli Orlando Pirates. Davanti poi dovrebbero
giocare Bernard Parker 24enne del Twente Enschede con
cui ha appena vinto un clamoroso titolo olandese ed
appunto Katlego Mphela, capocannoniere locale dei
Mamelodi Sundowns, anche se l’esclusione del lunatico
idolo locale Benni Mc Carthy (31 gol in 76 presenze) ha
fatto discutere un po’ nel paese. Anche il Messico
dovrebbe presentarsi con un classico 4-4-2 . Dietro al
portiere Ochoa del locale America, in difesa i migliori
sono Osorio, centrale dello Stoccarda, Juarez dell’UNAM
e la coppia del Psv Eindhoven formata da Carlos Salcido
e Rodriguez.
Il centrocampo invece poggerà sull’esperienza di Rafael
Marquez, nato nell’Atlas Guadalajara e consacratosi alla
grande nel Barcellona dopo aver vinto un titolo francese
con il Monaco. Nato difensore centrale, ruolo che può
comunque ancora ricoprire, “Rafa” è stato trasformato in
un ottimo schermo davanti alla difesa da Franklin
Rijkaard. E’ un giocatore decisivo perché vanta una
grandissima esperienza ai massimi livelli ed il giusto
mix tra classe e grinta, anche se non possiede grande
velocità. Sarà lui in campo l’autentico punto di
riferimento, la guida in grado di illuminare i compagni
a cominciare da quel Andrés Guardado, stellina molto
tecnica del Deportivo La Coruna che giostrerà con lui a
centrocampo. Nello stesso reparto non sono niente male
neppure i vari Torrado dell’Unam e Magallòn dei Chivas.
Davanti poi il cittì locale Javier Aguirre che ha
rilevato Sven Goran Eriksson dopo una lunga militanza
nella Liga spagnola ha solo l’imbarazzo delle scelte.
Gente come Adolfo Bautista e Alberto Medina, entrambi
dei Chivas di Guadalajara, il 22enne Javier Hernandez,
appena acquistato dal Manchester United dagli stessi
Chivas, Carlos Vela, gioiellino dell’Arsenal e Giovani
dos Santos ora al Galatasaray e l’ultima stellina, il
velocissimo Barrera degli UNAM offrono le più assolute
garanzie.
Senza dimenticarsi poi che in caso di bisogno ci sono
pure gli esperti Guillermo Franco ora al West Ham dopo
una lunga militanza nel Villarreal e l’eterno Cuauhtémoc
Blanco ora al Vera Cruz, che vanta ben 113 presenze con
la sua nazionale ma che non ha ancora deciso di smettere
di divertirsi e siamo pronti a giurare che lo vedremo in
campo in qualche finale di gara. Con queste premesse si
parte al suono delle tanto amate (dai sudafricani) ed
indigeste (da quasi tutti gli altri) vuvuzela che uno
studio svizzero ha classificato come nocive all’udito.
Dopo i violenti scioperi del 1981, dopo l’apartheid e
dopo l’esclusione dalla Fifa che è durata sino al 1992
quando è stata creata un’unica federazione comprendente
bianchi e neri oggi il Sudafrica è finalmente unito e
dopo aver organizzato e vinto la Coppa d’Africa nel 1996
oggi è pronto a stringersi unito cantando Shosholoza, in
passato inno simbolo dei neri ed oggi cantato a
squarciagola anche dai bianchi. Il tutto grazie a quello
straordinario uomo che risponde al nome di Nelson
Mandela.
IL PRONOSTICO:
In genere le partite inaugurali sono piuttosto
equilibrate ed alla fine si chiudono con un pareggio o
con la vittoria di misura di una delle due contendenti.
Facendo un’analisi tecnica come detto il Messico è
nettamente superiore e molto più rapido ed imprevedibile
ma il Sudafrica che negli ultimi tempi ha raggiunto
confortanti miglioramenti può vantare sul tifo
assordante di un intero stadio e chissà che non arrivi
pure qualche aiutino arbitrale che in simili occasioni è
spesso presente. Per tali ragioni il pronostico risulta
essere piuttosto complicato. Tuttavia Andrea Colacione
vi consiglia di affidarvi alla doppia opzione gol (cioè
che segnano almeno un gol entrambe le squadre) e la
doppia chance interna 1X (si va alla cassa sia con la
vittoria dei padroni di casa che con il pareggio).
SUDAFRICA-MESSICO : GOL E DOPPIA CHANCE 1X
11 Giugno 2010
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