Slovacchia-Nuova Zelanda, Match senza storia: Andrea Colacione consiglia di puntare forte sulla vittoria della Slovacchia.




di Andrea colacione
Slovacchia-Nuova Zelanda è quanto di più atipico ci possa essere in una fase finale di un mondiale.

Da una parte i cugini poveri della Repubblica Ceca, (sconfitta nelle qualificazioni per 2-1 a Praga prima del 2-2 nel ritorno) che sono al debutto assoluto e che non hanno mai partecipato ad una fase finale nè degli europei e nè dei mondiali e dall'altra i campioni in carica dell'Oceania, assenti da Spagna '82, quando al debutto vennero sommersi di reti da Brasile, Urss e Scozia.

La Slovacchia che ha vinto il proprio girone davanti alla Slovenia, eliminando anche Polonia e Irlanda del Nord oltre che come detto i cugini della Repubblica Ceca, finiti al terzo posto, è una squadra da non sottovalutare. Il tecnico Vladimir Weiss, figlio di un altro Vladimir Weiss, medaglia d'argento con la Cecoslovacchia a Tokyo nel 1964 che manderà in campo suo figlio, il terzo Vladimir Weiss ha plasmato la squadra con un flessibile 4-4-2, dove a far la differenza ci sarà ovviamente il napoletano Marek Hamsik che in fase d'attacco si inserirà tra le linee in posizione di trequartista. Ma procediamo con ordine: tra i pali ci sarà Mucha che gioca nel Legia Varsavia e che è stato eletto in patria terzo miglior giocatore dell'anno dietro appunto ad Hamsik e a Sestak del Bochum.

La difesa vedrà da destra a sinistra Pekarik (la scorsa stagione campione di Germania con il Wolfsburg), Durica (Hannover), Martin Skrtel (Liverpool) e Zabavnik del Mainz sulla sinistra.

Il leader del reparto è senza dubbio Skrtel, l'ex Zenit che ormai è diventato una colonna del Liverpool ma che è reduce dalla frattura del metatarso patita a febbraio e che lo ha tenuto a lungo out. Le principali alternative sono rappresentate dal cesenate Petras, fresco di promozione in serie A e da Marek Cech neo promosso invece in Premier League con il West Bromwich Albion. A centrocampo un trio niente male alle spalle del trequartista Hamsik. Lo compongono appunto il figlio dell'allenatore Weiss che milita in Inghilterra nel Bolton ma è di proprietà del Manchester City, Marek Sapara dell'Ankaragucu in Turchia e l'ottimo Miroslav Stoch di proprietà del Chelsea ma che quest'anno ha vinto un clamoroso titolo di Eredivisie olandese con il Twente. Poi come detto dietro le punte agirà Hamsik, ormai da tempo stella del Napoli ed al settimo cielo per la nascita a gennaio del figlioletto Chrstian avuto dalla bella Martina. Hamsik è un predestinato, visto che ha esordito con lo Slovan Bratislava ad appena 16 anni e che un anno dopo era già in serie A con il Brescia. Pagato dal patron DeLaurentis appena cinque milioni e mezzo di euro, oggi vale molto di più ed è corteggiato dall'Inter e dal Chelsea, già bruciate sul tempo dal Napoli.

La sua classe, il suo dinamismo e l'enorme capacità di andare al tiro dalla distanza possono fare la differenza in qualsiasi frangente di una gara. Infine l'attacco che sarà composto dall'ottimo Sestak, autore di molti gol sia nel Bochum che in nazionale e dal promettente Jendrisek, neo promosso in Bundesliga con il Kaiserslautern che lo ha però già venduto allo Schalke 04. Dietro di loro poi ci sono gli 'esperti Robert Vittek del Lilla e Filip Holosko del Besiktas.

Un calcio in crescita quello di questa nazionale che esiste solo dal 1993; tuttavia non c'è niente di illogico in questa costante crescita: infatti i migliori talenti locali emigrano molto presto nei più importanti tornei europei e quindi maturano molto in fretta. Per questo occhio a sottovalutare questa squadra che dopo averla eliminata nel girone vuole emulare le gesta dei "cugini" della Repubblica Ceca. Il primo ostacolo è tutt'altro che insormontabile e si chiama Nuova Zelanda. Gli "All Whites" di Herbert (difensore a Spagna '82) non fanno la Haka, la danza che richiama lo spirito guerriero dei Maori e sono tutto l'opposto di ciò che sono gli "All Blacks" nel rugby: cioè molto scarsi. Campioni di Oceania nel 2008 hanno eliminato squadre dalle tradizioni improponibili come Isole Figi, Vanuatu e Nuova Caledonia, prima di compiere un mezzo fortunoso miracolo nello spareggio contro il Bahrein, proveniente dalla zona asiatica.

Catenaccio e 0-0 in trasferta all'andata e clamorosa vittoria per 1-0 nel ritorno grazie ad un colpo di testa di Fallon (appena retrocesso in League one inglese con il Plymouth Argyle) e ad un rigore parato dal 33enne Mark Paston, autore in questa gara di grandi parate ma fino ad allora per niente affidabile. E' stato questo l'unico scoglio verso il sogno mondiale, visto che l'Australia stanca di confrontarsi contro il nulla ha chiesto alla Fifa di spostarsi nelle qualificazioni asiatiche.

La Nuova Zelanda, inserita anche con Italia e Paraguay sa bene che non avrà scampo ma proverà a limitare i danni schierandosi con un 4-4-2 di chiaro stampo britannico. I migliori ma forse è meglio dire i meno peggio, sono l'esperto leader difensivo Ryan Nelsen del Blackburn e gli attaccanti Shane Smeltz (8 gol nelle qualificazioni), Rory Fallon come detto del Plymouth, Chris Killen del Middlesbrough ed il giovanissimo 18enne Chris Wood del West Bromwich, un perticone abile nel gioco aereo che qualche volta Di Matteo ha gettato nella mischia in Championship. Peccato per la nazionale kiwi che soltanto due di loro potranno andare in campo e che nessuno di essi vale Wynton Rufer, stella della squadra al mondiale iberico e colonna del Werder Brema per ben sei stagioni.

IL PRONOSTICO:

Match senza storia: Andrea Colacione consiglia di puntare forte sulla vittoria della Slovacchia. Chi ha più coraggio può giocare anche la vittoria parziale- finale-primo-secondo tempo, mentre per i risultati esatti a mio avviso può uscire lo 0-2 se gli Slovacchi avranno pietà, oppure lo 0-3 e lo 0-4.





pubblicato il 14 giugno 2010, alle ore 23.30