italia - slovacchia, I nostri devono tirar fuori l’orgoglio per non uscire al primo turno


di andrea colacione

 

Oggi tocca agli azzurri Campioni del Mondo in carica ed è il giorno della verità. O rientrano nel mondiale oppure tornano indecorosamente a casa così come è accaduto all’Italia di Bearzot a Messico ’86 dopo esser salita sul tetto del mondo quattro anni prima in Spagna. Il pareggio con il Paraguay, squadra molto ben organizzata ci può senz’altro stare ma non può passare certamente inosservato quello contro la Nuova Zelanda che occupa il settantottesimo posto nel ranking compilato dalla Fifa. Ecco perché si deve assolutamente vincere oggi contro gli slovacchi, altra nazionale che nonostante qualche nome di buon livello ha dimostrato di essere decisamente modesta.

Quest’ Italia rappresenta una chiusura di un ciclo ed è frutto di alcune scelte sbagliate ma visto il livello del girone in cui è capitata ha il dovere quantomeno di passare il turno per salvare la faccia e non andare incontro ad un’umiliazione. Marcello Lippi le sta provando tutte per ritrovare il bandolo della matassa e dopo esser passato dal 4-2-3-1 al 4-4-2 questa volta pare affidarsi al 4-3-3. Come al solito il cittì degli azzurri non dà la formazione ma da quel che si è capito a centrocampo dovrebbe trovar posto Gattuso insieme a De Rossi e Montolivo. Ben più ingarbugliato è invece il nodo da sciogliere per il tridente d’attacco; sulla destra comunque partirà uno tra Pepe e Iaquinta, al centro ci sarà Iaquinta oppure Gilardino mentre a sinistra quasi certamente giocherà Totò Di Natale, capocannoniere dell’ultima serie A con 29 reti.

Davanti a Marchetti in difesa invece giocheranno i soliti Zambrotta, Cannavaro, Chiellini e Criscito, mentre usciranno dall’undici iniziale Marchisio, grande equivoco tattico delle prime gare ed uno tra Pepe e Gilardino con Maggio, Pazzini e Pirlo (finalmente almeno in panchina!) candidati ad entrare in campo nel caso il match non si dovesse mettere troppo bene. Lippi che ha fatto svolgere ai suoi ragazzi l’allenamento di rifinitura a Centurion (aperto per soli ’15 alla stampa) e non all’Ellis Park di Johannesburg, teatro del match contro la Slovacchia ha ostentato sicurezza ma aveva l’espressione di chi sa di giocarsi la reputazione, pur essendo a conoscenza di dover lasciare a fine avventura mondiale l’incarico a Claudio Cesare Prandelli. Incalzato sulle dichiarazioni insinuanti del ministro delle riforme Umberto Bossi, poi peraltro ritrattate e trasformate in una burla, Lippi ha tagliato corto così: “Per noi non è stata affatto una vigilia tormentata; a Bossi ha già risposto la Federazione, io mi sono occupato di altro e cioè di preparare nel migliore dei modi questa gara che per noi è decisiva”. Poi ha approfondito il concetto: “E’ stata una vigilia un po’ tormentata solo per il dispiacere di non aver vinto contro la Nuova Zelanda ma ora questo dispiacere ha lasciato spazio alla fiducia che abbiamo in vista della gara di domani (oggi per chi legge n.d.r)”. Poi il cittì dei Campioni del Mondo si carica e prova a caricare tutto l’ ambiente circostante: “Vogliamo andare avanti e migliorare, soprattutto i movimenti d’attacco perché sappiamo perfettamente che finora non abbiamo fatto troppo bene ma vi garantisco che non c’è alcuna paura: il bello deve ancora arrivare”. Insieme al cittì ha parlato anche il capitano Fabio Cannavaro che ha suonato la carica.

“State tranquilli – ha esordito l’ormai ex juventino – perché abbiamo lavorato due anni per questo mondiale e non abbiamo nessuna intenzione di tornare a casa dopo tre partite. In questi giorni ci siamo allenati bene; sappiamo che ci vorrà massima attenzione perché è una gara decisiva ma non abbiamo alcuna paura”. Poi ha provato a ricreare l’entusiasmo: “Abbiamo bisogno di una vittoria per ricreare l’euforia perché i successi gratificano e forniscono gli stimoli per fare ancora meglio”. Infine prima di rientrare dietro le quinte Cannavaro concede anche una battuta sulle sue prestazioni. “Se gioco bene dite che sono esperto mentre quando gioco male mi date del bollito; comunque io ho sempre accettato sia le critiche positive che quelle negative”. Sulla sponda avversaria intanto come è ovvio che sia in questi casi ha parlato anche il cittì slovacco Vladimir Weiss che ha affrontato molti temi partendo dalla sua squadra. “Contro la Nuova Zelanda – ha esordito Weiss- siamo stati sfortunati subendo il pareggio all’ultimo secondo, mentre contro il Paraguay abbiamo perso semplicemente perché loro sono più forti di noi; comunque ho già deciso la formazione e visto che stanno tutti bene non ci saranno cambiamenti”. Una dichiarazione da prendere però con il beneficio dell’ inventario visto che negli ultimi allenamenti ha mischiato le carte più di una volta provando varie soluzioni e vari uomini. Il cittì slovacco ha commentato il calo di Hamsik, molto avulso finora con una frase secca e precisa: “Non mi ha mai deluso”. Poi è passato ad un commento sugli azzurri esprimendo parole di stima.

“L’Italia non ha punti deboli; contro i neozelandesi non ha giocato come fa abitualmente perché non glielo hanno permesso. Certo capisco che essendo i Campioni del Mondo ora sono sotto pressione e noi dovremo cercare di approfittarne anche se non sarà facile”. Weiss risulta molto più credibile invece quando svela in che modo affronterà gli azzurri. “Cercheremo di giocare con coraggio ed audacia ma non giocheremo una gara offensiva; dovremo essere equilibrati, mantenendo un certo ordine tattico”. Concetti i suoi che equivalgono quasi ad una resa; match difensivo e contropiede, sperando magari di trovare il jolly dalla distanza o una palla sporca da sfruttare, proprio come è accaduto agli “all whites” nel match contro gli azzurri. Quest’Italia disastrata è pur sempre superiore alla Slovacchia, paese sorto solo nel 1993 dalle ceneri della Cecoslovacchia ed affiliato alla Fifa dall’anno successivo. L’unico precedente sorride agli azzurri ed è un secco tre a zero conquistato in amichevole a Catania dalla squadra all’epoca guidata da Cesare Maldini: era il 1998. Oggi basterà anche un uno a zero per passare il turno ma non ditelo a Lippi ed ai suoi ragazzi, altrimenti potrebbero cacciarsi un’altra volta nei guai…

IL PRONOSTICO:

L’Italia attualmente non sta bene ma soprattutto ha troppi equivoci tattici e manca soprattutto di un uomo che la prenda per mano: un Baggio o un Totti per intenderci. Però questa volta deve tirar fuori l’orgoglio per non uscire al primo turno e personalmente sono convinto che ci riuscirà. Non sarà comunque un’ impresa perché sconfiggere la Slovacchia equivale per Lippi e per i giocatori soltanto all’aver assolto il minimo dei doveri. Ad attendere gli azzurri poi ci sarà probabilmente l’Olanda e se si andrà avanti ci vorrà l’ennesima gara della vita. Ma prima bisogna passare il turno e nonostante tutto almeno in questa circostanza si può essere realisticamente fiduciosi. Andrea Colacione consiglia la vittoria dell’Italia ma non sa dirvi se arriverà in modo semplice o con qualche patema d’animo di troppo.





24-06-10