Dopo tanta noia e ritmi sin troppo blandi, Cile e Honduras potrebbero regalare una partita finalmente più frizzante, soprattutto se i sudamericani dovessero sbloccare il punteggio nei primi minuti. La squadra di Bielsa detto "El loco" ha tante armi per stupire e giocatori di indubbia qualità ma il vero fiore all'occhiello della "Roja" é proprio il tecnico argentino, nativo di Rosario e con un cuore targato Newell's old Boys.
Dopo aver esordito da giocatore proprio con la maglia dei "leprosos" (soprannome del Newell's perchè il suo primo campo era situato vicino ad un lebbrosario n.d.r), Bielsa ha smesso l'attività agonistica a 24anni dopo aver contato appena 4 gettoni di presenza. Da lì, sempre dal Newell's, è ripartito undici anni dopo, questa volta da allenatore ma con esiti decisamente ben più incoraggianti.
Dopo aver vinto due titoli argentini ed una Libertadores e dopo aver svezzato Batistuta, Balbo e Sensini è emigrato all'estero: dapprima in Messico all'Atlas Guadalajara e poi all'America ed in seguito in Spagna all'Espanyol; nel frattempo però tra una parentesi e l'altra si è tolto lo sfizio di vincere il "Clausura" alla guida del Velez Sarsfield, all'epoca imbottito di talenti. Poi la grande occasione, il sogno della sua vita, quello di guidare la nazionale argentina, sostituito all'Espanyol dal connazionale Miguel Angel Brindisi che da giocatore era stato una stella dell'Huracàn e del Boca Juniors del primo giovanissimo Maradona. Lì rimane in sella per sei anni raccogliendo trionfi (l'oro alle Olimpiadi di Atene nel 2004) e delusioni (eliminazione al primo turno per mano di Inghilterra e Svezia al mondiale di Corea-Giappone 2002).
Dopo essersi preso una bella pausa di riflessione e dopo aver compiuto un lungo aggiornamento professionale, Bielsa è tornato in panchina, creando un autentico capolavoro di gioco ed organizzazione alla guida della nazionale cilena, affamata di "futbol" dopo le ultime soddisfazioni raccolte a Francia '98 per merito quasi esclusivo della fantastica coppia gol composta da Salas e Zamorano.
33 punti e secondo posto nel gigantesco girone sudamericano per miglior differenza reti con il Paraguay, con un solo punto in meno del Brasile primo ma soprattutto un gioco spumeggiante e frenetico frutto di un'organizzazione maniacale nella cura di ogni singolo dettaglio. Questo è stato il gioiello creato dal "loco" Marcelo, originale nello schema tattico che è in pratica il suo credo assoluto, visto che lo pratica più o meno da sempre: un 3-3-1-3 che diventa 3-3-3-1 quando c'è da difendersi sul possesso di palla altrui. Bielsa che nelle qualificazioni si è tolto anche lo sfizio di sconfiggere la "sua" Argentina è un maniaco dei dettagli, più o meno come Mourinho: sia quelli tattici che quelli comportamentali. E' capace di misurare il peso dei suoi giocatori e di compilare da solo diete alimentari personalizzate ma anche di improvvise comparsate notturne nelle rispettive abitazioni per controllare lo stile di vita dei suoi atleti ma al tempo stesso è molto esigente anche con se stesso. Prova e riprova gli schemi all'infinito e si riguarda i match della sua squadra e degli avversari che andrà ad affrontare fino a quando non trova la chiave giusta per un match perfetto. E' un perfezionista e di questa sua maniacalità si è innamorata persino l'ex presidente cilena Michelle Bachelet che lo considera un uomo colto e affascinante. Ha le idee chiare questo Bielsa, un uomo che ha sconfitto il destino che lo voleva confinato nell'anonimato salendo alla ribalta delle cronache in punta di piedi: con i fatti e non con i proclami.
In campo nel suo undici tipo il titolare della porta è Claudio Bravo, talento che proviene dalle nazionali giovanili e che milita da diverse stagioni nella Real Sociedad dove però quest'anno si è perso la gioia della tanto desiderata promozione nella Liga a causa di una distorsione da cui sta recuperando giusto in tempo per il mondiale. Detto che la sua alternativa è il bravo Miguel Pinto dell'Universidad de Chile, passiamo al trio di difesa che sarà formato sul centro destra da Contreras (Paok Salonicco), in mezzo da Gonzalo Jara (West Bromwich) e sul centro sinistra da Arturo Vidal, talento dell'87 in forza da qualche stagione al Bayer Leverkusen. Il reparto difensivo è molto ben coperto anche da Waldo Ponce e da Ismael Fuentes, entrambi dell'Universidad Catolica. Il centrocampo sarà invece composto dall'udinese Mauricio Isla a destra, da Carlos Carmona (incontrista al centro) e da Gary Medel (Boca Juniors) motorino che spinge sulla sinistra. Poi un trequartista come Matias Fernandez (colpi da fenomeno nel Colo Colo) e delusione in Europa dapprima con il Villarreal e poi con lo Sporting Lisbona.
Infine il trio d'attacco delle meraviglie, formato dal grande talento Alexis Sachez dell'Udinese, da Humberto Suazo (ex Monterrey e da gennaio grande protagonista anche nel Saragozza) e da Orellana altro talento dell'Udinese che lo ha prestato però in Spagna al retrocesso Xerez. Humberto Suazo che ha vinto la classifica dei goleador nelle qualificazioni con 10 gol, davanti a Luis Fabiano che si è fermato a 9, in carriera ha toccato una media di 182 reti in 268 gare con le squadre di club ai quali vanno aggiunti i 17 in 41 presenze con la "Roja": numeri da capogiro.
Bielsa ha una rosa molto ben assortita ed in panchina ha anche i talentuosi centrocampisti Beasejour dell'America, Gonzalo Fierro del Flamengo, Estrada della U.de Chile ma soprattutto Rodrigo Millar del Colo Colo ed il "mago" Jorge Valdivia ora all'Al-Ain in Arabia Saudita ma a lungo idolo dei tifosi del Palmeiras, oltre all'esperto Rodrigo Tello del Besiktas. A completare la rosa ci saranno poi l'ottimo Mark Gonzalez (già in possesso da tempo del passaporto sudafricano), un tempo al Liverpool ed ora al CSKA Mosca e Paredes, attaccante del Colo Colo.
Le aspettative del popolo cileno sono alte dalle Ande al Pacifico ma le premesse per stupire questa volta ci sono tutte.
L'Honduras, guidato in panchina dal colombiano Reynaldo Rueda (già al timone della selezione "cafeteira") è un paese in questo momento dilaniato da un colpo di stato che sta per far scattare un'autentica guerra civile. Il calcio, molto amato da queste parti può regalare una piccola "sbornia" in grado di far dimenticare per un attimo uno dei momenti più tragici dell'intera vita sociale e politica del paese.
La "bicolor" si presenta ad una fase finale mondiale per la seconda volta in assoluto: la prima partecipazione avvenne a Spagna '82 dove venne eliminata nella prima fase dopo aver ottenuto due pareggi ed una sconfitta. Un'eliminazione che fece tenerezza con la fotografia finale delle lacrime del portiere Arzu che inseguiva insieme ai suoi compagni un frammento di gloria. Gloria che provano ad inseguire ora David Suazo e compagni, dopo esser stati baciati dalla fortuna grazie al gol segnato dallo statunitense Bornstein al 94' che ha costretto Costarica allo spareggio contro l'Uruguay, spalancando all'Honduras (terzo nel girone centro-nord americano) le porte del Sudafrica .
Rueda schiera i suoi con un classico 4-4-2 e chiede attenzione difensiva e rapide ripartenze cercando di sfruttare la velocità dei suoi uomini offensivi, il meglio di ciò che ha a dispozione. Davanti al portiere Valladares dell'Olimpia di Tegucigalpa la linea difensiva sarà composta da destra a sinistra da Bernardez, Figueroa che gioca in Inghilterra con il Wigan e che è il leader del reparto, da Izaguirre ed infine da Sabillòn che gioca addirittura in Cina.
Il centrocampo invece comprende due esterni e due centrali: sulle fasce dovrebbero agire Nunez, anche lui dell'Olimpia ed il velocissimo barese Edgar Alvarez mentre il torinista Leon ma di proprietà ancora del Parma (un fantasma da qualche anno a questa parte!) econdo le ultimissime notizie sarebbe fuori gioco per infortunio. Nel cuore del reparto invece il leader sarà il fortissimo Wilson Palacios, molto apprezzato anche nel Tottenham affiancato dal capitano Amando Guevara che gioca in patria nel Motagua. Detto che la principale alternativa per il centrocampo è Hendry Thomas anch'esso del Wigan: passiamo al reparto di attacco vero e proprio. Perso per strada l'infortunato Carlos Costly, uno dei punti di riferimento offensivi, le chiavi dell'attacco verranno affidate al genoano David Suazo non più scattante ed efficace come ai tempi del Cagliari ma pur sempre in grado di regalare qualche sprazzo di velocità e qualche gol insieme al 36enne Carlos Pavon, una meteora con Napoli ed Udinese ad inizio anni duemila ma capace di regalare ben 56 perle alla bicolor di cui ben sei nelle ultime decisive partite di qualificazione alla Coppa del Mondo.
IL PRONOSTICO:
In questo mondiale finora ne abbiamo viste di tutti i colori e francamente sembra di essere su "Scherzi a parte". Livello di gioco generale molto scadente che ha fin qui generato una clamorosa sagra di under (meno di tre gol in ogni singola gara), diversi risultati strani e giocatori amorfi che non calciano mai verso le porte avversarie per buona pace dei portieri. Oggi la nazionale "catracha" proverà a difendersi per poi ripartire in contropiede; se ci riuscirà probabilmente assisteremo all'ennesimo match noioso e con pochi gol ma se la "roja" timbrerà il cartellino nei primi minuti la squadra con l'H sul petto avrà grandi difficoltà a recuperare ed anzi potrebbe addirittura rischiare il tracollo. Andrea Colacione vi consiglia di puntare sulla vittoria del Cile ma con molta precauzione.