argentina-corea del sud: provare il 3-2 a favore di Messi e compagni


di andrea colacione

Dopo aver sconfitto la Nigeria più che meritatamente l'Argentina e Maradona oggi sono attesi al varco per capire se aldilà del grande talento di molti giocatori, l'albiceleste è una vera squadra oppure un bluff. Molto probabilmente, qualsiasi sia l'esito finale sarà comunque molto più dura perchè la Corea del Sud è una squadra organizzata e soprattutto corre molto.

E' il classico team in grado di mettere in difficoltà il centrocampo della Selecciòn che centralmente ama toccare il pallone con grande tecnica e con un ritmo lento. Giocatori come Veron e Mascherano in tali situazioni possono andare in sofferenza. Ma dove non è arrivato Maradona, uno che porta avanti le sue idee fino alla morte è intervenuto il destino. Veron, che è ancora oggi un giocatore delizioso nonostante le trentacinque primavere sarebbe sceso sicuramente in campo ma per età e per caratteristiche avrebbe sofferto le accelerazioni asiatiche: non ha recuperato in tempo e così Maradona impiegherà il più dinamico Maxi Rodriguez, giocatore molto tecnico ma in grado anche di farsi sentire sul piano della corsa e della vivacità.

Davanti al portiere Romero "El diez" impiegherà la solita difesa a quattro formata da Demichelis, Samuel, Heinze e l'ottimo Jonas Gutierrez, tornante che partirà qualche metro più indietro ma che è abituato da sempre a "fumarsi" l'intera corsia dal primo al novantesimo e oltre. A centrocampo accanto a Mascherano e a "Maxi" Rodriguez ci sarà la fantasia di Di Maria, giocatore stellare del Benfica che oltre all'Inter ha da tempo puntato addosso lo sguardo del Real Madrid e di Josè Mourinho. Infine l'attacco delle meraviglie con i soliti Messi, Tevez e Higuain e con la solita panchina per l'altrettanto "magico" Milito, reduce da una stagione da incorniciare. Ma più che della Corea, in conferenza stampa Maradona si è preoccupato di mettere in scena il suo solito show, lanciando frecciate al vetriolo ai suoi nemici storici: due tra i tanti, indovinate un po' chi? Naturalmente Pelè e Platinì.

All'attacco di "O Rey" che aveva dichiarato che Diego aveva accettato l'incarico di cittì solo per soldi ha risposto con una sola frase ma più che mai pungente: "Dovrebbe tornare nel museo", mentre a Platinì che lo riconosce solo come grande giocatore del passato e non come un buon cittì del presente ha mandato a dire: "Abbiamo avuto sempre un rapporto poco amichevole; lui è francese e pensa di essere il migliore di tutti gli altri". Frasi molto pungenti, anche se questa volta gli va riconosciuta l'attenuante di esser stato provocato. Anche questo è mondiale, soprattutto quando c'è di mezzo Diego e il sangue caldo degli argentini. Ma oggi c'è la Corea e se non ci sarà concentrazione totale sarà molto dura perchè la squadra modellata da Huh Jung-Moo con un dinamico 4-2-3-1 è uno scoglio da non sottovalutare e giocatori come Park Ji-Sung e come Park Chu- Young possono mettere in crisi qualsiasi difesa.

IL PRONOSTICO:

E' una partita molto strana e molto più aperta di quanto si possa immaginare. L'Argentina può essere carne o pesce; una squadra mostruosa o un improvviso black-out e la Corea del Sud come detto se ne avrà la possibilità è in grado di giocarsela e quindi di dare filo da torcere. Non essendo due squadre che fanno troppi calcoli ma che puntano sul gioco, seppur con caratteristiche del tutto opposte prevedo una clamorosa doppia chance 1/2 cioè (vittoria o sconfitta dei sudamericani), over (almeno tre gol nella partita) e come risultato esatto suggerisco di provare con moderazione il 3-2 a favore di Messi e compagni.




17-06-10