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URUGUAY-COREA DEL SUD. TABAREZ CARICA LA
"CELESTE"

di Andrea Colacione
Saranno Uruguay e Corea del Sud a tenere a battesimo gli
ottavi di finale che i brasiliani chiamano “mata-mata”
proprio perché o esci vivo o esci morto. Due nazioni
sognano ad occhi spalancati; una sogna di rinverdire i
fasti vissuti per l’ultima volta sessant’anni fa al
Maracanà, quando vincendo contro i padroni di casa
conquistò il suo secondo e finora ultimo titolo
mondiale, l’altra in pratica ha già raggiunto
l’obiettivo che si era prefissata ma proprio per questo
può affrontare il match con la massima tranquillità e
magari regalare l’ennesima grande sorpresa di questo
pazza Coppa del Mondo. Ma la Celeste è carica e Tabarez
è stato di parola, almeno finora. Il maestro come lo
chiamano in Uruguay questa volta voleva stupire e
regalare un sogno al piccolo paese sudamericano che è
quasi una provincia dell’Argentina. “Troppi giovani e
troppa gente matura – aveva detto il cittì uruguagio
prima di imbarcarsi – non hanno ancora visto l’Uruguay a
grandi livelli in una Coppa del Mondo; è giunto il
momento di regalargli questa gioia”. Un antico proverbio
dice aiutati che Dio ti aiuta e la Celeste vincendo il
girone A si è spalancata una possibile autostrada fino
alle semifinali dal momento che se sconfiggerà i
sorprendenti sudcoreani ad andrà ad affrontare nei
quarti la vincente di Ghana-Stati Uniti. Forlan e
compagni così potranno scrivere una nuova pagina di
letteratura che si andrà ad aggiungere a quei capolavori
brillantemente descritti dai vari Osvaldo Soriano ed
Eduardo Galeano. Forlan, Suarez, Cavani e tutti gli
altri accanto a Ghiggia e Schiaffino, facendo le dovute
proporzioni a favore di chi è già leggenda da tempo
immemorabile. Ma è presto per sognare e per spingersi
così avanti con la fantasia; prima di entrare nella
storia del paese bisogna scrivere un altro capitolo
della storia di questa Coppa del Mondo e non sarà così
semplice come può sembrare osservando la realtà con
sufficienza. I sudcoreani potrebbero in teoria già
essere appagati ma corrono molto, sono molto
disciplinati ed organizzati e poi come ha anticipato il
loro commissario tecnico Jung Moo Huh non si
accontentano mai. Tabarez che è un vecchio volpone lo sa
bene ed ha catechizzato a lungo i suoi ragazzi,
soprattutto sull’importanza di continuare a non subire
gol (la porta di Muslera è stata finora inviolata in
tutte e tre le gare della prima fase) per poter
raggiungere più facilmente l’obiettivo della vittoria.
“Non abbiamo subito gol finora – ha affermato il maestro
– perché siamo rimasti sempre concentrati e perché tutta
la squadra ha collaborato in fase difensiva nei rari
momenti in cui siamo stati messi sotto pressione”.
Nell’Uruguay che è apparso sempre molto stabile sia dal
punto di vista psicologico che dal punto di vista della
personalità e dell’organizzazione si è però messo in
luce anche l’attacco, a cominciare da Diego Forlan che
di questa squadra è la vera anima. L’attaccante
dell’Atletico Madrid oltre a realizzare i goal ha fatto
anche il rifinitore e persino il regista ma se gli si fa
notare che l’Uruguay è la sorpresa di questo mondiale
perde le staffe. “Quale sorpresa? Noi siamo una squadra
blasonata che ha vinto due titoli iridati, seppur nel
’30 e nel ‘50”. Poi spiega i segreti di questo magic
moment ed il perché l’intesa tra lui, Cavani e Suarez
funziona a meraviglia: “Una squadra che si difende bene
dà tranquillità agli attaccanti; nel nostro gruppo ci si
aiuta l’uno con l’altro”. Infine avverte i coreani: “Noi
abbiamo molto rispetto per loro ma vogliamo vincere ad
ogni costo”. Oscar Washington Tabarez o se preferite il
maestro può sorridere dato che ha recuperato anche Godin
ed Alvaro Pereira ed ora può contare per questa gara su
tutta la rosa a sua disposizione. La qualità tecnica
generale della Celeste è superiore ma oggi a Port
Elisabeth bisognerà correre molto per reggere i ritmi
dei sudcoreani molto ben preparati atleticamente e
sempre abili ad alzare i ritmi di gioco. Bisognerà
chiudere le corsie laterali e rimanere sempre
concentrati perché soprattutto Park-Ji Sung e Park
Chu-Young è gente capace di colpire in qualsiasi
momento. Ora o mai più: giocatori e tecnico della
Celeste si sono imposti di tornare grandi e di
riscrivere la storia.
IL PRONOSTICO:
Non sarà affatto semplice ma l’Uruguay
che ha motivazioni più forti ed una qualità tecnica
generale superiore dovrebbe riuscire a spuntarla
e ad approdare ai quarti di finale. Per questo Andrea
Colacione consiglia di giocare il segno 1,
seppur con un certo contenimento.
26-06-10
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