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In
Serbia-Ghana è vietato perdere

di Andrea Colacione
Serbia-Ghana è invece una gara affascinante che può
sfuggire a qualsiasi tipo di pronostico visto che
entrambe le squadre sono dotate del giusto mix tra
talento e forza fisica ma al tempo stesso sono capaci di
errori e deconcentrazioni davvero infantili.
La Serbia sta provando a rifarsi un look ed una
credibilità internazionale dopo i continui mutamenti
politici che hanno stravolto ovviamente qualsiasi tipo
di programmazione sportiva. Nata nel 1919 come
Federazione jugoslava ha ottenuto come massimo risultato
due finali europee perse nel 1960 e nel 1968
rispettivamente contro Urss ed Italia mentre in una fase
finale di un mondiale ha ottenuto come massimo risultato
il quarto posto, perdendo per uno a zero nel 1962 la
finale di consolazione contro i padroni di casa del
Cile. Poi nulla più: nonostante abbia sempre prodotto
calciatori dotati di grande talento come Susic e Surjak
tanto per fare qualche nome a cavallo tra gli anni
settanta e ottanta e successivamente i vari Stojkovic e
Savicevic e molti altri ancora.
Ma non è bastato; la Jugoslavia non esiste più e dal
1992 è solo un ricordo da consegnare alle pagine di
storia o ai cuori di qualche nostalgico. Ma durante la
tappa successiva è andata ancora peggio: infatti quattro
anni fa in Germania partecipando come Serbia-Montenegro
ha collezionato ben tre sconfitte su tre e tante brutte
figure, pagando a caro prezzo l'infortunio dell'attuale
romanista Vucinic che oggi indossa con orgoglio la
fascia di capitano del Montenegro. Così la Serbia è
ripartita di nuovo dalle proprie ceneri, lasciando per
strada qualche altro talento insieme ad ogni sbocco sul
mare dopo la scissione appunto con Montenegro. L'arduo
compito è stato affidato a Radomir Antic esperto
santone, in realtà fermo da quattro anni dopo aver vinto
molto con l'Atletico Madrid ed aver guidato anche seppur
per brevi periodi Barcellona e soprattutto Real Madrid.
Antic per prima cosa ha abbandonato il più sofisticato
4-2-3-1 per un ben più solido 4-4-2. In porta il
prescelto è ormai Vladimir Stojkovic, ex Sporting
Lisbona e quest'anno quasi sempre in panchina con il
Wigan; è tutt'altro che rassicurante ma le alternative
non sono delle migliori. La difesa invece appare solida
e molto ben amalgamata ed è formata da destra a sinistra
da Branislav Ivanovic che nel Chelsea si è disegnato un
ruolo importante, dai centrali Subotic (Borussia
Dortmund) che ha scelto la Serbia al posto degli Usa e
Vidic, colonna dei Red Devils che assicura forza fisica,
sicurezza aerea e persino capacità di impostazione e da
uno tra Obradovic (Saragozza) ed Alexandar Kolarov,
laziale forse ancora per poco, sulla corsia sinistra. In
panchina poi ci sono all'occorrenza l'esperto Rukavina
del Monaco 1860 per la fascia destra ed il jolly
dell'Udinese Lukovic che può fare sia l'esterno che il
centrale. Il centrocampo sarà invece formato da Milos
Krasic (CSKA Mosca), perfetto clone di Pavel Nedved nel
gioco e nelle sembianze e da Jovanovic sulle corsie,
abile anche come esterno di centrocampo nonostante nello
Standard Liegi è spesso impiegato da punta; i centrali
titolari invece dovrebbero essere l'interista Stankovic
che in nazionale ha compiti più difensivi e Milijas del
Wolverhampton, anche se non sono da escludere le opzioni
rappresentate dall'ex fiorentino Kuzmanovic che si é ben
ambientato allo Stoccarda e da Gojko Kacar, ottimo
giocatore molto bravo anche di testa e negli inserimenti
che quest'anno è retrocesso con l'Hertha Berlino che ha
pagato a caro prezzo la sua lunga indisponibilità. Detto
dell'altro interessantissimo "tedesco" Zoran Tosic del
Colonia che può entrare dalla panchina e fare la
differenza: passiamo all'attacco. Davanti i prescelti
dovrebbero essere il dinamico Marko Pantelic, ora
all'Ajax dopo una lunga militanza proprio nell'Hertha
Berlino e la torre Nikola Zigic del Valencia dove è
chiuso da numerose stelle ma che in passato ha segnato
molto, specie con il Racing Santander. Le alternative
poi sono rappresentate da Danko Lazovic che gioca nello
Zenit di Spalletti dopo una lunga militanza nel PSV e
dall'uomo nuovo: Dragan Mrdja, capocannoniere del
campionato serbo con il Vojvodina. Questa Serbia ha un
grande talento ma non deve ricadere nei suoi soliti
errori di narcisismo o deconcentrazione come è accaduto
ad esempio nella recente amichevole persa contro la
Nuova Zelanda e soprattutto deve giocare da squadra, un
problema che si trascina dietro da un'eternità. Può
essere una mina vagante: in positivo o in negativo sin
dall'esordio contro il Ghana.
Ghana che per scherzo del destino è allenato proprio da
un serbo, quel Milovan Rajevac non troppo amato ad Accra
e dintorni. Le "stelle nere" così come sono
soprannominati i giocatori del Ghana possono esporre in
bacheca ben quattro Coppe d'Africa, due titoli mondiali
under 17 (conquistati nel '91 e nel '95) ed uno under 20
che risale ad appena un anno fa. Il Ghana é' alla sua
seconda partecipazione in una fase finale dopo
l'esperienza di quattro anni fa in Germania (era nel
girone dell'Italia) quando venne eliminato agli ottavi
dal Brasile.
Questa volta i problemi saranno molteplici e di
difficilissima risoluzione.
Primo fra tutti l' infortunio di Michael Essien, molto
importante anche nel Chelsea che si è fatto male in
Coppa d'Africa contro la Costa D'Avorio. Poi quello del
portiere visto che nè il titolare Kingson del Wigan e nè
i suoi vice finora sono stati particolarmente sicuri ed
infine il problema attacco che forse è il più urgente da
risolvere. Manca infatti un vero e proprio bomber e
manca dai tempi in cui Anthony "Tony" Yeboah deliziava i
tifosi del suo paese ma anche le platee teutoniche con
le maglie di Amburgo e soprattutto Eintracht Francoforte
e britanniche con la maglia del Leeds con le sue
progressioni impetuose ed al tempo stesso leggiadre che
spesso sfociavano in gol d'autore.
Oggi la casa passa Asamoah Gyan, ex attaccante di Modena
ed Udinese che quest'anno ha timbrato il cartellino 13
volte con il Rennes, il navigato Matthew Amoah del Nac
Breda(non certo una prima scelta), il giovanissimo
Dominic Adiyiah del Milan, protagonista assoluto un anno
fa con l'under 20 ma ancora troppo acerbo per questi
livelli ed infine l'esterno Owusu-Abeyie dell'Al Sadd e
Prince Tagoe dell'Hoffenheim che ha appena terminato una
battaglia medico legale legata a presunti problemi
cardiaci. Detto dell'attacco passiamo alla difesa che è
composta da destra a sinistra da Paintsil del Fulham
(uno dei reduci di quattro anni fa), John Mensah del
Sunderland ma in forza al Granada (terza serie
spagnola), Vorsah dell'Hoffenheim oppure Hans Sarpei del
Leverkusen con Inkoom del Basilea a sinistra. Il
centrocampo avrà un ruolo chiave e dovrà verticalizzare
il gioco a dovere per le punte. Nel 4-2-3-1 o 4-3-
1-2 a seconda delle fasi di gioco avranno un ruolo
fondamentale Sulley Muntari, assente in Coppa d'Africa
per punizione e richiamato d'urgenza dopo l'accertata
indisponibilità di Essien, il "bolognese" Appiah (una
presenza e mezza in questa stagione), l'udinese Kwadwo
Asamoah ed uno da scegliere tra Kevin Prince Boateng che
potrebbe incrociare suo fratello Jerome che ha invece
scelto la Germania che si trova nello stesso girone e
Derek Boateng del Getafe. In panchina poi tra i tanti
centrocampisti convocati ci sono pure i vari Anthony
Annan del Rosenborg e persino "Dedè" Ayew che è
addirittura il figlio di Abedì Pelé, (leggenda in patria
e nel Marsiglia) fresco di una clamorosa promozione con
l'Arlés Avignon nella Ligue 1 francese.
IL PRONOSTICO:
La Serbia ha tanta qualità persino in difesa ma non
sarei così sicuro di una concentrazione massima
nell'arco dei novanta minuti. Il 4-4-2 garantisce
maggiore equilibrio ma molti giocatori hanno nel loro
Dna il numero finalizzato al gioco d'attacco. Il Ghana
invece ha tanta qualità a centrocampo ma può pagare una
certa lentezza ed una certa distrazione in difesa.
Davanti come detto è una mina vagante: ha molta
vivacità, velocità e freschezza ma al tempo stesso come
già detto manca un vero e proprio bomber, a meno che
Adiyiah non bruci precocemente le tappe. Mi sbilancio e
dico vittoria della Serbia,
over (almeno tre gol nell'arco della gara) e
risultato esatto 2-1 o 3-2 per gli europei.
13-06-10
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