ITALIA-PARAGUAY. GARA TATTICA, SI PROFILA UN PAREGGIO



di Andrea Colacione


Dopo il "tetra" (per dirla alla brasiliana) di Berlino, l'Italia si presenta in Sudafrica per la terza volta in assoluto come detentrice del titolo mondiale e lo fa ancora una volta circondata da molto scetticismo.
Uno scetticismo che questa volta come non mai appare più che mai giustificato; uno scetticismo figlio di alcune scelte discutibili (Totti, Balotelli, Cassano e Miccoli su tutti) e di una carta d'identità che non lascia scampo a molti giocatori azzurri, protagonisti in Germania quattro anni fa.
Nel frattempo sono accadute molte cose: Marcello Lippi che era finito in mezzo al tormentone di Calciopoli, dopo aver vinto da eroe e in un modo quasi del tutto inaspettato il titolo iridato ha lasciato le chiavi della nazionale a Roberto Donadoni, godendosi il mare e le vacanze prima di rientrare in sella giusto in tempo per condurre gli azzurri ad una nuova avventura mondiale.
Dopo aver vinto il gruppo 8 della zona europea senza troppi patemi d'animo (gli avversari più insidiosi si chiamavano però Eire e Bulgaria) ora è chiamato ad un compito molto più arduo: quello di confermarsi sul tetto del Mondo, impresa che in passato è riuscita solo al leggendario Vittorio Pozzo nel 1930 e nel 1934. Ma quello era un calcio d'altri tempi, molto meno ingolfato nei calendari e con un'ossessione molto meno esasperata per la preparazione atletica. Inoltre ai nastri di partenza si presentavano molte meno squadre sia numericamente che qualitativamente ed il livello di gioco era molto meno livellato rispetto ai giorni nostri.
Ma torniamo al presente ed appunto a quelle scelte che hanno fatto discutere e non poco in tutto il paese.
Tra i pali Gigi Buffon, eroe principale di Berlino insieme a Cannavaro è il titolare indiscusso ma nel corso di questi quattro anni ha sofferto molti acciacchi, soprattutto alla schiena, anche se offre ancora garanzie pressoché assolute. Dietro di lui poi c'è sempre il cagliaritano Marchetti che appare ormai maturo anche per i massimi livelli.
Le prime e forse principali noti dolenti appartengono alla difesa dove Lippi ha formato due mini-blocchi targati Genoa e soprattutto Juventus, vale a dire due delle difese più battute del campionato.
A rappresentare il glorioso "grifone" rossoblù ci saranno Bocchetti, Criscito e Bonucci che è a metà con il Bari dove si è messo in luce quest'anno, mentre ai bianconeri appartengono Chiellini e Cannavaro con l'aggiunta di Zambrotta ora al Milan ma giocatore di chiaro stampo juventino. Concluderà il reparto Christian Maggio, molto più bravo a spingere lungo l'out che a difendere sugli attaccanti avversari. Inizialmente Lippi che si affida ai suoi fedelissimi dovrebbe proporre una linea a quattro formata da Zambrotta, Cannavaro, Chiellini e Criscito, con i primi due che quest'anno hanno rimediato solo brutte figure nei rispettivi club. Cannavaro in versione "comics" è annegato insieme a molti suoi compagni, mentre Zambrotta il campo lo ha addirittura visto molto poco.
Per gli altri due invece il mondiale rappresenta il debutto. Chiellini che all'occorrenza potrebbe essere riportato nel ruolo di terzino sinistro (ma personalmente ci credo poco!) è quasi un clone di Materazzi e cioè uno niente stile e tutta sostanza. E' molto forte in marcatura dove a volte più che arcigno è proprio agonisticamente "cattivo" e nel gioco aereo ma i suoi interventi non sono quasi mai puliti.
Il genoano Domenico "Mimmo" Criscito, con brevi trascorsi anche lui alla Juventus, dopo aver sofferto un po' come guida centrale difensiva si è riciclato alla grande come esterno. E' un giocatore che è cresciuto abbastanza negli ultimi tempi, soprattutto come personalità, visto che l'impostazione tecnica già c'era ed ha il pregio di essere molto duttile.
Infatti può fare il centrale sinistro in una difesa a tre, il quarto a sinistra in quella a quattro ed anche il quarto a sinistra in un centrocampo a quattro dove viene quasi sempre impiegato da Gasperini nel suo spumeggiante 3-4-3.
Lippi ha provato Bonucci, uno dei pochi difensori di livello proposti dal campionato 2009-2010 ma non ha il coraggio di proporlo sin dall'inizio, mentre il suo compagno di reparto Ranocchia (altra piacevole scoperta stagionale) è stato messo out da un serio infortunio; il fantastico Alessandro Nesta poi si è chiamato fuori da tempo per i noti guai fisici che gli sono già costati una bella fetta di carriera. Infine l'ultima scelta è ricaduta su Maggio che ha vinto il ballottaggio con Cassani e che potrebbe essere impiegato in corso d'opera anche a centrocampo. Centrocampo che invece può avere un paio di soluzioni nei pensieri del cittì. La prima ipotesi potrebbe essere quella a tre, con due esterni offensivi dietro all'unica boa centrale, mentre la seconda potrebbe prevedere l'impiego di un trequartista dietro a due punte.
Personalmente, almeno in partenza mi fido più della prima ipotesi.
Il fulcro della manovra, il regista della squadra sarà ancora una volta Andrea Pirlo, a meno che Montolivo che lo sostituirà oggi contro il Paraguay non farà cose meravigliose. Pirlo è anche lui in calo rispetto a Berlino ma è ancora un signor regista. Ai suoi lati ci saranno invece il romanista Daniele De Rossi, reduce da una stagione sotto tono ma pur sempre autore di sette gol e la novità Claudio Marchisio, uno dei pochi juventini che ha meritato la convocazione sul campo. Il talento non gli manca; l'esperienza la sta acquisendo. Poi se proprio dovesse steccare Lippi ha pronte le soluzioni Palombo (fondamentale nella Sampdoria) o Gattuso, reduce da un calo verticale ma in grado di tirar fuori energie nervose figlie di un alto spirito patriottico quando meno uno se lo aspetta. Infine la soluzione Camoranesi che però non sembra avere la condizione giusta per reggere botta dall'inizio alla fine. Portare un esterno più fresco come Marchionni e l'intramontable Ambrosini avrebbe potuto far comodo.
Infine l'attacco, autentica pietra dello scandalo, viste le assenze come detto dei vari Cassano, Balotelli, Miccoli e Totti (per motivi disciplinari, per antipatie personali o per motivi di spogliatoio). Non sapremo mai la verità fino in fondo ma nel frattempo tutti aspettano Giampaolo Pazzini (grandissimo con la Samp!) che dopo aver vinto la concorrenza con Borriello dovrà fare il Paolo Rossi versione Argentina '78 quando sarà chiamato in causa. Al centro infatti ci saranno o lui o Gilardino, reduce da una buona Champions con la Fiorentina. Sugli esterni in partenza dovremmo vedere Pepe da una parte e Iaquinta dall'altra. Il primo è dotato di buona tecnica (molto abile nei cross dal fondo) ma a Lippi piace molto perchè rientra ed è sempre pronto ad aiutare i compagni mentre il secondo è rientrato solo nel finale di una stagione vissuta come un autentico calvario ma ora sta iniziando a ritrovare la condizione giusta. Detto che Quagliarella potrà regalarsi forse solo qualche spezzone di gara, discorso a parte merita "Totò" Di Natale, autore di ben 29 gol in campionato con la maglia dell'Udinese, nonostante qualche sporadica assenza.
Di Natale ha tecnica, fantasia da vendere e fiuto del gol fuori dal comune ma diciamolo subito in nazionale è penalizzato da un modulo che non gli si addice.
Il gioiello napoletano infatti è una seconda punta che ama svariare e non un esterno di centrocampo. Metterlo nella posizione in cui è stato impiegato anche Beppe Signori con Arrigo Sacchi ad Usa '94, significherebbe limitarne l'estro ed il fiuto del gol ed in sostanza fargli fare la fine del suo predecessore.
L'avventura parte oggi contro il Paraguay guidato dal cittì argentino Gerardo "El Tata" Martino".
E' bene sottolineare che il girone comprendente anche Slovacchia e Nuova Zelanda non è proibitivo ma attenzione a non peccare di presunzione. Molti azzurri sono logori da impegnativi sforzi stagionali o da un'età non più verde e quindi cercheranno di dosare le energie nella prima fase per poi essere più freschi nei match da "o la va o la spacca". Attenzione però a non peccare di presunzione sin da oggi perchè il Paraguay è una squadra molto ben organizzata.
Nel suo ben strutturato 4-4-2 la squadra di Martino che ha dominato gran parte delle qualificazioni sudamericane è molto abile a chiudersi a riccio e a ripartire, sfruttando molto bene gli inserimenti sulle fasce. Solido e grintoso il Paraguay acquista fantasia nel reparto avanzato dove ha molte soluzioni e per giunta di qualità.
In porta il titolare sarà l'esperto Villar del Valladolid, mentre la linea a quattro di difesa sarà composta da Carlos Bonet (Olimpia), Paulo da Silva (Sunderland), Alcaraz (Wigan) e Claudio Morel Rodriguez, mancino del Boca Juniors.
A centrocampo invece troviamo Enrique Vera (Liga Deportiva Universitaria di Quito) e Aureliano Torres (San Lorenzo de Almagro), uno dei numerosi argentini naturalizzati, sugli esterni con Victor Caceres (Libertad) e Christian Riveros (Cruz Azul in Messico) pronti a garantire corsa, geometrie ed agonismo a non finire in mezzo al campo.
Davanti perso il bomber Cabanas, vittima di un vile agguato in un bar di Città del Messico nel novembre scorso, la scelta dovrebbe ricadere sulla coppia del Borussia Dortmund: Lucas Barrios e Nelson Haedo-Valdez, visto che la "torre" Oscar Saturnino Cardozo, capocannoniere con 26 reti nel Benfica sta recuperando da un infortunio.
Barrios è anche lui argentino naturalizzato da poco ed è stato il terzo bomber dell'ultima Bundesliga (19 gol, più 4 in Coppa di Germania). E' un torello che è esploso nei cileni del Colo Colo e che in passato è stato offerto a diverse squadre italiane. Segna ma ha anche buona tecnica, mentre Haedo-Valdez è una seconda punta molto rapida, dotata di un buon dribbling che nelle giornate di grazia può mettere in difficoltà qualsiasi difesa. Poi pronto per l'uso c'è sempre quel Roque Santa Cruz che sognava di diventare Van Basten e che invece è stato frenato da infortuni a raffica ed almeno in età giovanile da un'eccessiva presunzione. Dopo aver militato una vita nel Bayern Monaco e dopo aver disputato due stagioni nel Blackburn, quest'anno ha collezionato solo 3 gol nel City, guidato dapprima da Hughes ed infine da Roberto Mancini. Se dovesse entrare in campo va tenuto d'occhio perchè può bucare clamorosamente il match ma al tempo stesso può fare la differenza, visto che ha una buona tecnica, capacità aeree e sa vedere la porta. Infine uno sguardo agli altri nomi principali della rosa. Si parte con i difensori Julio Cesar Caceres (Atletico Mineiro), Denis Caniza (Leon in Messico) e si passa ai centrocampisti Edgar Barreto (Atalanta) che sta recuperando da un lungo infortunio, Nestor Ortigoza (Argentinos Juniors), altro argentino naturalizzato così come l'esterno del Wolfsburg Jonathan Santana, formatosi al San Lorenzo de Almagro ed infine si conclude con gli ultimi nomi dell'attacco. Si tratta di Benitez del Pachuca che ha vinto il ballottaggio finale con Achucarro nel Newell's old Boys e di Rodolfo Gamarra del Libertad. Non sono male neanche loro ma il campo lo vedranno poco.

IL PRONOSTICO:
Sarà un match piuttosto tattico dove alla fine potrebbe prevalere la paura di perdere sulla voglia di vincere. L'Italia potrebbe accontentarsi di gestire almeno in parte le energie mentre il Paraguay, nonostante l'entusiasmo e la spavalderia manifestate alla vigilia potrebbe soffrire il nome altisonante dell'avversario ed i pochi precedenti che lo hanno visto sempre uscire dal campo sconfitto.
Per logica e per sensazione vi consiglio di puntare in primis sul pareggio, poi sull'under ed infine sul risultato esatto 1-1.
Ma attenzione ad un ultimo fattore: se dovesse essere gara vera fino in fondo può accadere davvero di tutto.

14-06-10