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INGHILTERRA-USA. I LEONI D'ALBIONE DI CAPELLO
FAVORITI

di
Andrea Colacione
Inghilterra-Stati Uniti è uno dei match più attesi della
fase a gironi, almeno da questi due paesi: di sicuro
sarà la gara più interessante del gruppo C. Un gruppo
che vede favoriti in primis i leoni d'Albione e poi
subito dietro la nazionale "Stars and Stripes" a
discapito di Algeria e Slovenia che appaiono nettamente
inferiori. Mai come in questa edizione tutti o quasi
aspettano l'Inghilterra che non vince un mondiale
dall'edizione casalinga del 1966 quando beffò la
Germania Ovest con un gol, quello del provvisorio (3-2)
di Geoff Hurst convalidato dall'arbitro nonostante il
pallone non avesse varcato la linea di porta. La squadra
inglese ha molti pregi e pochi difetti ma gran parte
delle speranze di stampa e tifosi sono riposte in Fabio
Capello, il cittì italiano conosciuto per essere un
sergente di ferro e che ha riportato ordine e disciplina
sia nello spogliatoio che in campo sotto il profilo
tattico.
Il tecnico friulano, nativo di Pieris, è in carica da
due anni e mezzo ed ha superato brillantemente il girone
di qualificazione, ottenendo un considerevole numero di
vittorie. Fiore all'occhiello quelle ottenute contro la
Croazia (4-1 in trasferta e 5-1 in casa). Il livello di
gioco è stato sempre piuttosto alto così come l'ordine
tattico e le varianti sperimentate di gara in gara. Ed è
proprio la duttilità tattica di molti giocatori inglesi
a rendere avventurosa qualsiasi tipo di previsione sulla
formazione dove il primo rompicapo è quello del portiere
autentica croce negli ultimi tempi del made in England.
Capello ha silurato ormai da tempo Robinson e nonostante
si sia reso protagonista di un ottimo campionato con il
Birmingham City, Joe Hart dovrebbe lasciare il posto
Robert Green del West Ham in quanto ritenuto talentuoso
ma al tempo stesso acerbo, almeno per questi livelli.
Sarà probabilmente lui a difendere i pali, anche perchè
"calamity" James, ormai modello conclamato continua a
non offrire adeguate garanzie. In difesa persi Bridge
per la nota vicenda con Terry e Ferdinand infortunato
dell'ultim'ora dopo che era stato eletto capitano a
discapito del gladiatore del Chelsea proprio per questa
vicenda, la situazione si fa quantomai ingarbugliata. A
destra il titolare sarà quasi certamente Gleen Johnson
del Liverpool, mentre in mezzo dovrebbero essere
impiegati Jamie Carragher, anch'esso del Liverpool
insieme all'ex capitano John Terry (con Upson e l'ultimo
arrivato Dawson di scorta) mentre a sinistra è stato
recuperato all'ultimo l'insostituibile Ashley Cole.
Il centrocampo dovrebbe prevedere a destra Lennon con
Lampard e Barry centrali e Gerrard spostato un po' più a
sinistra con validisisme alternative pronte
all'occorrenza. I nomi? Il fortissimo James Milner dell'Aston
Villa, l'interessante Huddlestone del Tottenham, Carrick
del Manchester United, Joe Cole del Chelsea, Theo
Walcott dell'Arsenal e Shaun Wright-Phillips del
Manchester City, un po' in calo ultimamente.
Davanti poi le soluzioni non mancano. Se Rooney partirà
da prima punta avrà come partner Jermain Defoe,
attaccante molto tecnico del Tottenham che vede molto
bene la porta; se invece Capello schiererà la stella del
Manchester United come secondo attaccante la prima punta
sarà certamente uno tra Emile Heskey dell'Aston Villa o
Peter Crouch del Tottenham, molto forte di testa e molto
bravo a far salire la squadra. Mentre Darren Bent,
ottimo nel Sunderland sarà quasi certamente l'ultima
scelta. Una squadra molto solida nel suo 4-4-2 dove
tutti partecipano ad entrambe le fasi con gli attaccanti
che sono i primi a sacrificarsi come ha imposto il coach
Capello. Il match contro gli Stati Uniti sarà il più
difficile del girone, anche per via di una rivalità
storica nata nel 1950 quando gli Usa sconfissero gli
inglesi per uno a zero proprio durante la Coppa del
Mondo disputata in Brasile. Ma nonostante qualche pezzo
importante come Beckham, Rio Ferdinand ed Owen perso per
strada la squadra di Capello appare più che mai
affidabile ed in grado di giocarsela alla pari con
chiunque. Il compito più arduo forse il cittì inglese lo
avrà nel dover controllare le famose "wags", le mogli
dei suoi calciatori che hanno prenotato un lussuoso
albergo a pochi chilometri dal quartier generale di
Rustenburg, ma c'è da giurare che riuscirà a scongiurare
anche questo pericolo.
Nel match contro gli Stati Uniti ci vorrà però massima
concentrazione perchè la squadra di Bob Bradley,
subentrato a Bruce Arena ha già fatto un'ottima figura
nella Confederations Cup dello scorso anno, arrivando in
finale contro il Brasile che si è aggiudicato il match
per tre a due dopo esser stato sotto per due a zero alla
fine del primo tempo. Il movimento calcistico è
cresciuto e di molto negli ultimi tempi, così come la
qualità dei giocatori a stelle e strisce, anche se è
ancora distante anni luce dal soccer femminile che ha
già in bacheca un titolo mondiale. Molti gocatori di
Bradley militano in Premier League e diversi di loro lo
fanno con ottimi risultati e quindi ci terranno a fare
una gran bella figura nel paese che li ospita e che gli
offre lavoro. In porta il titolare indiscusso è il
fortissimo Tim Howard dell'Everton, anche se non sono
niente male neanche Marcus Hahnemann del Wolverhamptn e
Brad Guzan dell'Aston Villa. La difesa invece appare il
reparto più debole con molti giocatori lenti e
macchinosi. Da destra a sinistra dovrebbero partire
almeno inizialmente Jonathan Spector del West Ham, forse
uno dei più decenti del reparto, l'esperto Carlos
Bocanegra del Rennes ma ex del Fulham, Jay Demerit del
Watford (piuttosto inguardabile) e Bornstein che invece
gioca in patria con i Chivas a sinistra. Dietro di loro
l'eterno Cherundolo dell'Hannover per la fascia destra,
l'altrettanto inguardabile Oguchi Onyewu che per fortuna
del Milan ha saltato tutta la stagione ed i vari Goodson
(Start Kristianstad in Norvegia), Chad Marshall dei
Columbus Crew ed Heath Pearce dei Dallas che partono con
il ruolo di riserve pressochè certo. Dalla difesa al
centrocampo dove le cose vanno decisamente meglio e dove
c'è persino una buonissima qualità. I titolari
dovrebbero essere l'eterno Landon Donovan dei Los
Angeles Galaxy, Michael Bradley, il figlio
dell'allenatore che milita invece nel Borussia
Monchengladbach, Maurice Edu dei Rangers Glasgow ed uno
tra De Marcus Beasley, frizzante ala anche lui dei
Rangers ma con un passato nel Psv Eindhoven oppure Clint
Dempsey, talentuoso giocatore del Fulham.
Se Bradley nonostante sia figlio del cittì è un signor
giocatore (ben tre gol di cui due decisivi contro il
Messico nelle qualificazioni), la stella della squadra è
senza ombra di dubbio Landon Donovan, uno che ha i piedi
di un sudamericano e che ha gol ed assist nel sangue.
Gioca sempre a testa alta ed è elegante nelle movenze ed
inoltre possiede grande esperienza avendo militato in
Europa nel Bayer Leverkusen, nell'Everton e per un breve
periodo persino nel Bayern di Van Gaal dove ha
totalizzato sei gettoni. E' stato nominato per ben sei
volte giocatore dell'anno in patria nella Major League
ed ha superato già da un po'le cento presenze in
nazionale. Sarà lui ad illuminare con la sua classe le
punte che in partenza dovrebbero essere il possente ma
scomposto e deludente Jozy Altidore (più croce che
delizia sia nel Villarreal che nell'Hull City dove ha
segnato una sola rete) e Brian Ching degli Houston
Dynamo, a meno che Bob Bradley non decida di impiegare
Dempsey come seconda punta o molto meno realisticamente
Eddie Johnson dell'Aris Salonicco. L'attacco è
senz'altro il vero cruccio del cittì perchè la stellina
Charlie Davies che aveva impressionato nella
Confederations si è messa fuori gioco da solo. Infatti
questo agile e tecnico attaccante del Sochaux, abile
anche nella protezione del pallone è stato vittima
nell'ottobre scorso (ma non era lui alla guida!) di un
terribile incidente stradale dove ha riportato
molteplici fratture e non ha fatto in tempo a
recuperare, essendo tornato ad allenarsi solo negli
ultimissimi tempi. Quindi icapitolando, la difesa,
tranne i portieri che offrono le più assolute garanzie è
il vero tallone d'Achille degli Usa; il centrocampo è il
reparto nettamente migliore della squadra mentre
l'attacco appare un po' spuntato e legnoso, eccezion
fatta per Dempsey in uno schema che prevede il 4-4-2 con
la variante del 4-4-1-1.
IL PRONOSTICO:
Siamo certi che gli americani a Rustenburg
contro l'Inghilterra getteranno sul campo cuore e
polmoni e cercheranno di rendere molto ardua la vita a
Don Fabio ed a suoi ragazzi ma l'esperienza e la
maggiore qualità tecnico-tattica del team
britannico alla fine dovrebbe avere senz'altro la meglio.
Il mio pronostico prevede la vittoria inglese;
il segno gol (in gol almeno una volta
entrambe le squadre), e l'over (almeno
tre gol totali nella gara). Il tutto impreziosito da due
possibili risultati esatti: il 3-1 e il
4-2 a favore dei Leoni d'Albione.
12-06-10
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