Esordio Mondiale della Germania, che affronta
l’Australia nel secondo match del gruppo D



di Andrea Colacione

La Germania che approda in Sudafrica è una squadra piuttosto falcidiata dai numerosi infortuni patiti e dall'età media sin troppo verde. Per il tecnico Joachim Low (una coppa di Germania con lo Stoccarda ed un titolo austriaco con il Tirol Innsbruck, oltre ad una ricca esperienza in Turchia) i guai sono iniziati già da tempo e sembrano non voler finire mai, anche se il selezionatore ha evitato di buttarsi giù, regalando autostima ai giocatori che ha a disposizione. Perso il portiere Robert Enke che si è suicidato in preda ad una fortissima depressione Low ha poi dovuto rinunciare anche al nuovo titolare, quel Renè Adler che tanto bene aveva fatto nel Bayer Leverkusen ma che si è fratturato una costola in un momento inopportuno. Oltre a loro mancheranno anche i difensori Heiko Westermann dello Schalke 04 e Trash dello Stoccarda oltre al giocatore che avrebbe dovuto prendere per mano la squadra grazie alla sua esperienza: Michael Ballack che però é stato messo ko dal ghanese Kevin-Prince Boateng, fratellastro (per via dello stesso padre) di Jerome, regolarmente convocato dallo stesso Low. Con la caviglia fuori uso Ballack ha però dovuto dare forfait, mentre Kevin Kuranyi, i cui centimetri avrebbero potuto far comodo davanti è stato escluso già da tempo per motivi disciplinari, mentre Torsten Frings e Thomas Hitzlesperger rimarranno a casa per scelta tecnica.
Altra grossa incognita di questa Germania che punta e molto sul blocco Bayern è proprio la stanchezza dei neocampioni di Germania, nonchè vincitrici della Coppa nazionale e finalisti di Champions contro l'ultima Inter di Mourinho che sono stati spremuti come un limone dall'esigente tecnico olandese Van Gaal. Ed è per tale ragione che i giocatori bavaresi, così come quelli del Werder sono arrivati in ritiro con qualche giorno di ritardo, svolgendo dapprima un lavoro di scarico prima di tornare a forzare i ritmi in vista del mondiale nel ritiro svolto in Alto Adige. I tedeschi hanno superato brillantemente il proprio girone di qualificazione conquistando ben 8 vittorie e 2 pareggi senza alcuna sconfitta. La squadra di Low inoltre è riuscita a sconfiggere per ben due volte la Russia principale concorrente (2-1 in casa ed 1-0 in trasferta) realizzando 26 reti e subendone appena 5. In Sudafrica con tutti questi giocatori fuori sarà molto difficile esprimersi ai massimi livelli, nonostante la qualità del gioco tedesco è piuttosto buona in base al materiale che Low ha a sua disposizione. Però, sembra banale dirlo, con i teutonici bisogna stare sempre all'erta perchè nel calcio un minimo contano anche le tradizioni. Tradizioni che in questo caso parlano tra Germania Ovest e Germania unificata di ben tre titoli mondiali ed altrettanti europei, condite da ben 7 finali mondiali e 6 europee (record assoluto!) con l'aggiunta con di ben 11 semifinali mondiali in 16 partecipazioni. In Sudafrica si potrebbero vedere un paio di alternative tattiche: o il 4-4-2 con due esterni di centrocampo, due mediani e due punte o più probabilmente il 4-2-3-1 con tre fantasisti che a turno appoggiano l'ariete prescelta.
Ma procediamo con quel poco di ordine che si può fare: tra i pali forse il prescelto sarà il 36enne para-calcia rigori Hans-Jorg Butt del Bayern Monaco, specie dopo l'errore dell'inglese Green contro gli Usa, anche se non sono affatto da scartare le altre due ipotesi rappresentate dai talentuosi ma incostanti Tim Wiese del Weder Brema (fortissimo tra i pali ma un po' incerto nelle uscite, specie quelle aeree) e Manuel Neuer, classe '86 dello Schalke 04.
La difesa è tutt'altro che imbattibile con Boateng a destra, il lungo e lento Mertesacker e Tasci in mezzo ed il nuovo capitano Lahm, l'unico all'altezza della situazione a sinistra. Se c'è qualche alternativa sulle fasce come Aogo, Badstuber e Marcel Jansen, in mezzo l'unica alternativa è il pachidermico Arne Friedrich, retrocesso quest'anno con l'Hertha. Il centrocampo è presto fatto ed è forse il miglior reparto della squadra. Con entrambi i moduli gli interpreti di partenza dovrebbero essere gli stessi e cioè il geometrico Sami Khedira interessante '87 dello Stoccarda e Bastian Schweinsteiger, inventato in questo ruolo da Van Gaal in mediana (Low si fida di lui perchè è ormai un veterano del gruppo) e Thomas Muller, sorpresa stagionale del Bayern e Thomas Ozil, il talento di origine turca che ha rimpiazzato Diego nel Werder Brema sulle fasce in caso di 4-4-2. Davanti poi spazio ad uno tra Mario Gomez e Miro Klose (entrambi sotto tono quest'anno nel Bayern) e Lukas Podolski del Colonia (solo 2 reti nell'ultima Bundesliga!). In caso di 4-2-3-1 invece Podolski si sposterebbe sulla sinistra nella batteria di trequartisti, accentrando invece la posizione di Ozil. Se a centrocampo c'è qualche alternativa di qualità: Toni Kroos ora al Leverkusen, Marko Marin del Werder e Piotr Trochowski dell'Amburgo, in attacco addirittura persistono molti dubbi, dato che il brasiliano naturalizzato tedesco Cacau dello Stoccarda e l'interessante Stefan Kiessling del Bayer Leverkusen potrebbero addirittura partire titolari o più realisticamente conquistarsi il posto cammin facendo. Qualcosa in più la capiremo già dall'esordio contro l'ostica Australia, molto meno indecifrabile dei tedeschi.
Infatti il cittì olandese Pim Verbeek che ha rilevato il connazionale Guus Hiddink sulla panchina dei "canguri", cambio peraltro già avvenuto su quella della Corea del Sud dopo il trionfale 2002, ha molti meno dubbi sia tattici che sulla scelta dei giocatori che appare più o meno obbligata. Il modulo è un vero e proprio 4-5-1 che diventa 4-4-1-1 in fase offensiva grazie agli inserimenti di Tim Cahill,ottimo centrocampista dell'Everton. Il gruppo è praticamente lo stesso di Germania 2006: mancano all'appuntamento per evidenti limiti anagrafici i soli Mark Viduka e Moore. Verbeek che al termine del mondiale si accaserà sulla panchina del Marocco dice di voler puntare ai quarti di finale ma quasi certamente non ci crede nemmeno lui. Tra i pali ci sarà il solito inossidabile 38enne Mark Schwarzer, gran protagonista della stagione europea con il Fulham, mentre la difesa da destra a sinistra sarà composta da Wilkshire (Dinamo Mosca), Lucas Neill ex Blackburn ed ora al Galatasaray, Craig Moore ed infine a sinistra Carney, neo campione d'Olanda con il Twente. Un reparto complessivamente modesto. Se la difesa non è un granchè molto meglio è il centrocampo dove c'è tanta sostanza e persino una discreta qualità. Lo compongono Mark Bresciano (Palermo), Vincent Grella del Blackburn ma con un lunghi trascorsi italiani, Tim Cahill, classe 1979 dell'Everton, (il miglior giocatore della squadra, molto abile sia di testa che con gli inserimenti palla a terra), Brett Emerton anche lui del Blackburn ed a turno uno tra l'esperto 30enne Jason Culina, a lungo in Olanda e Scott Chipperfield, cursore del Basilea. Davanti infine la classica torre di stampo britannico che dovrebbe essere il "pachidermico" Scott McDonald del Middlesbrough con Brett Holman dell'Az Alkmaar e Dario Vidosic (altro pachiderma del Duisburg) di scorta.
Infine un discorso a parte lo merita Harry Kewell, giocatore di grandissima classe, ora in forza al Galatasaray ma con un brillantissimo passato nel Leeds e nel Liverpool. Non è più quello di una volta; il tempo non dà scampo a nessuno ed è spesso infortunato (infatti salterà l'esordio con i tedeschi!) ma Verbeek se lo è portato lo stesso, comprendendo bene che è molto meglio avere in squadra i suoi sporadici raggi di sole, piuttosto che il buio perenne.

IL PRONOSTICO:
Sulla carta la Germania è favorita, nonostante le numerose assenze ma se dovesse tardare a sbloccare il punteggio, il centrocampo australiano può render vita dura ai più quotati tedeschi sia sul piano della corsa che della copertura degli spazi, mentre come detto difesa e attacco dei "Socceroos" sono decisamente modesti. Non è un pronostico semplice ma Andrea Colacione vi consiglia di azzardare l'X con handicap, anche se non rimarrei troppo sorpreso in caso di pareggio.

13-06-10