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Francia-Messico. Un Messico
frizzante dovrebbe
avere la meglio una Francia addormentata

di Andrea Colacione
La vittoria dell'Uruguay ha complicato ulteriormente i
piani e così Francia e Messico nel match serale di
Polokwane che chiude la seconda giornata del gruppo A
sono chiamate a darsi una svegliata.
Soprattutto la Francia, finalista nel 2006 e sconfitta
ai calci di rigore proprio dagli azzurri di Marcello
Lippi.
A Parigi e dintorni tutti attendono al varco il cittì
Domenech, uno che potenzialmente potrebbe stare
antipatico persino ai propri genitori.
Personaggio arrogante, pittoresco e quasi sempre
provocatorio, Domenech ne ha già combinate tante, troppe
e comunque andrà a finire il suo mondiale e quello della
Francia ha già il destino segnato, visto che sulla
panchina dei galletti approderà il più saggio Laurent
Blanc. Stampa e tifosi attendono solo che trascini la
nazionale nel baratro per poterlo criticare ed
attaccare, questa volta in modo definitivo. Il
selezionatore francese non è stato capace di farsi amare
praticamente da nessuno e persino molti giocatori di
ieri e di oggi lo hanno sconfessato: in privato ed a
volte pure in pubblico.
Le sue teorie bislacche non piacciono a nessuno ed
infatti in seno al gruppo presente in Sudafrica c'è già
una mezza rottura che potrebbe diventare definitiva in
caso di sconfitta contro gli aztechi.
Nonostante i già molteplici problemi di natura tattica e
ambientale il signor Raymond ha trovato il tempo di
dispensare in conferenza stampa le sue consuete
banalità: "Nessun allenatore può andare in campo al
posto dei giocatori".
Peccato però che molti giocatori non gli danno ascolto,
così come accadeva in passato (ci sono dichiarazioni di
Thuram ed altri a tal proposito).
Questa volta però almeno per una volta pare che abbiano
vinto i senatori dello spogliatoio: Anelka e Ribery su
tutti che hanno fatto fuori Gourcuff, protagonista
assoluto due anni fa con il Bordeaux campione di
Francia, allenato proprio da quel Laurent Blanc ormai
prossimo a guidare la Francia. Come dire che per l'ex
milanista ci sarà un futuro pressoché assicurato; ma
almeno oggi il presente non sembra proprio sorridergli.
Al suo posto partirà titolare Malouda, protagonista in
Premier ed in Coppa d'Inghilterra con il Chelsea di
Carletto Ancelotti. Per il resto il solito 4-2-3-1 con
una manovra che tutto sommato ha retto fino a trequarti
di campo ma che non è mai stata incisiva in zona gol.
Davanti al talentuoso portiere Lloris, la non del tutto
convincente coppia centrale formata da Gallas ed Abidal,
un mezzo pesce fuor d'acqua in quel ruolo con la spinta
di Sagna e del nuovo capitano Evra sulle fasce.
Davanti a loro la diga di protezione sarà formata da
Toulalan e Diaby, vale a dire cattiveria agonistica e
dinamismo.
Poi dietro all'unica punta Anelka che relegherà ancora
una volta Henry in panchina ci sarà il solito trio di
mezzepunte formato da Govou, ormai l'ombra di se stesso,
Ribery e Malouda; un trio che doveva essere delle
meraviglie e che invece è parso molto più fumo che
arrosto, anche se visto il talento degli ultimi due
potrebbe pur sempre accendersi da un momento all'altro.
Nel frattempo l'odiato cittì ha ricevuto pure una
pittoresca offerta da Amarande, nota attrice francese
che gli ha offerto di emulare l'ex stella dei Red Devils,
Eric Cantona nel mondo del cinema.
Ma prima c'è il Messico che potrebbe diventare per lui e
per tutti i tifosi della nazione un'autentica agonia.
La squadra di Aguirre è molto più sciolta nel suo
dinamico e vivace 4-3-3 che sembra godere di un più che
sufficiente equilibrio tattico. I messicani in questo
momento sembrano avere una marcia raddoppiata rispetto
agli avversari odierni e mentre il giovane Vela ostenta
sicurezza (per quanto ho visto mi sembra di avere buone
chance di qualificazione), il più esperto Marquez, uno
che la sa lunga ammonisce: "I francesi non sono in un
gran momento ma dispongono pur sempre di grandi
campioni".
Nel frattempo Aguirre manderà in campo inizialmente la
solita squadra.
Davanti al portiere Perez i centrali saranno Osario e
Francisco Rodriguez con Aguilar e Salcido sulle corsie
esterne. Il centrocampo a tre formato da Marquez perno
centrale con ai suoi lati Juarez e Torrado assicura
esperienza e dinamismo, anche se non è troppo rapido.
Ma attenzione perché di grande rapidità godono i due
attaccanti esterni Giovanni dos Santos e Carlos Vela,
pronti a rifornire di cross la punta centrale Guillermo
Franco. Senza contare che in panchina per l'attacco il
Messico può sempre usufruire dell'esperienza e della
classe di Blanco e della vivacità, della tecnica e della
freschezza di Hernandez (già acquistato dal Manchester
United) e Barrera. Stupisce un po' l'unico cambio
operato da Aguirre e cioè il probabile ingresso in
difesa di Aguilar con l'avanzamento di Juarez e
l'esclusione del grande talento Andrés Guardado che
gioca nel Deportivo La Coruna.
Ma il cittì della "tri" ha i giocatori sotto mano e
quindi la sa molto più lunga di ognuno di noi.
IL PRONOSTICO:
Se sarà match vero fino in fondo per me vincerà
il Messico, molto più fresco e molto più
squadra rispetto all'anarchia che regna in campo e fuori
in seno alla Francia che probabilmente cercherà di
addormentare la gara facendo possesso palla a
centrocampo e sperando in qualche invenzione di Ribery.
Il pareggio potrebbe essere rischioso per entrambe ma si
sa che in questi casi spesso si fanno calcoli. Ed allora
la Francia potrebbe rimandare tutto al match contro la
squadra sudafricana (con il morale sotto i tacchi e con
scarsissime possibilità di credere nel miracolo), mentre
il Messico potrebbe sperare in un Uruguay più rilassato,
vista l'ottima differenza reti.
Ma potrebbe essere troppo rischioso per entrambe; non
sapendo che tipo di opzione verrà scelta consiglio per
andare quasi sul sicuro di giocare la doppia
chance (pareggio o vittoria) in favore
degli aztechi.
17-06-10
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