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CILE-SPAGNA. TANTO EQUILIBRIO, POSSIBILE
VITTORIA DI MISURA DELLA SPAGNA

di Andrea Colacione
Comunque andrà a finire, stasera a Pretoria quasi
certamente si consumerà la prima grande ingiustizia di
questo mondiale. Infatti Spagna e Cile sin qui sono
state le più belle del reame insieme a Messico ed
Argentina ma un po’ per sfortuna ed un po’ per scarsa
mira sotto rete non hanno raccolto tutto ciò che hanno
seminato. Le furie rosse e la “Roja” sono due squadre
per certi versi molto simili sia nei pregi (molti) che
nei difetti (davvero pochi). Si affidano entrambe ad uno
stile di gioco ricco di qualità e di organizzazione ma
la nascita del progetto ha radici completamente
differenti. I cileni hanno giurato fedeltà al credo del
“Loco” Marcelo Bielsa, un maniaco dello studio e di ogni
singolo dettaglio in campo e fuori mentre gli spagnoli
hanno affidato la gestione di ciò che gli appartiene da
tempo all’equilibrio di Del Bosque, uno che se non si è
inventato nulla anche perché ha compreso che non c’era
nulla da inventarsi quantomeno sin qui ha saputo
conservare tutto il lavoro svolto in precedenza senza
alcun tipo di danno. Il cittì di Salamanca è entrato in
carica all’indomani dell’Europeo vinto da Aragonés nel
2008 e sotto la sua gestione le furie rosse sono rimaste
imbattute per trentacinque gare consecutive prima di
cadere contro gli Usa nella Confederations Cup. E’ stata
quella finora l’unica sconfitta sotto la gestione del
Bosque oltre al ko subito dalla Svizzera nell’esordio di
questo mondiale. Una sconfitta come detto frutto più che
altro della “malasuerte” e dei difetti di mira
dell’attacco, ma al tempo stesso una sconfitta che non
può rimettere in discussione tutto il lavoro svolto per
il meglio in precedenza, come testimoniato dalle dieci
vittorie su dieci gare nel gruppo 5 di qualificazione ai
mondiali della zona europea. La Spagna ha i migliori
numeri del mondiale finora stando alle statistiche che
sono matematica allo stato puro ma ha raccolto molto
poco; ha il miglior numero di passaggi riusciti, il
miglior possesso palla ed il record di tiri ma ha solo
tre punti conquistati con appena due goal segnati.
Eppure il gioco è fluido, gli automatismi sono perfetti
ed il tiqui-taca funziona come un’orchestra. Ma oggi non
si può più sbagliare, bisogna raccogliere il massimo,
magari seminando anche di meno. Del Bosque ed i suoi
giocatori però seguiranno ancora la strada maestra,
quella con cui hanno incantato tutta Europa, quella
indicata dal Barcellona di Pep Guardiola. “Oggi è come
una finale – incalza suonando la carica il cittì
spagnolo – quindi dobbiamo solo vincere ma ho piena
fiducia nei miei giocatori: li vedo carichi, stanno
tutti bene e soprattutto sono abituati alla pressione”.
Ma serve concretezza; Fernando Torres in primis deve
riscattare i numerosi goal falliti contro l’Honduras
perché il Cile è un avversario ben più difficile da
domare. Del Bosque poi quando gli viene chiesto se
questa sarà la partita della vita risponde con un
perentorio: “No, non sarà così, noi andremo ancora
avanti in questo mondiale; sono certo che i miei
giocatori non mi tradiranno e raggiungeranno gli ottavi
di finale”. Proveranno a farlo ancora una volta con il
tiqui-taca perché tutti vedono il futbòl alla stessa
maniera, eccezion fatta per il difensore Alvaro Arbeloa,
l’unica voce fuori dal coro. “Al mondiale ci si va per
vincere – dice il giocatore del Real Madrid – e non per
jugar bonito”. Ma oggi il problema non dovrebbe essere
la concentratissima Spagna (finalmente al gran
completo!) ma il Cile, formazione temibile, in costante
crescita e con un autostima che grazie al maestro Bielsa
cresce di giorno in giorno. “Dobbiamo arrivare agli
ottavi – afferma il cittì argentino – e per raggiungerli
dovremo giocare per vincere, senza fare calcoli e senza
snaturarci”. Parole senz’altro sagge quelle dello
spregiudicato Bielsa che oggi dovrà però rinunciare agli
squalificati Carmona e Matias Fernandez, sostituiti
rispettivamente da Millar e dal “mago” Valdivia, ex
idolo dei tifosi del Palmeiras in Brasile. Il
selezionatore della roja poi però chiarisce meglio il
suo pensiero: “Dovremo essere aggressivi, cercando di
alzare la linea difensiva e di tenere il più a lungo
possibile il possesso del pallone per poi poter
attaccare in modo rapido”. Tutti concetti che i suoi
giocatori hanno imparato a mettere in pratica già da
tempo. Nel suo 3-3-1-3 tutti attaccano e tutti difendono
tranne Humberto Suazo che funge da riferimento
offensivo. Diversi giocatori cileni sono molto duttili;
basti pensare che tra quelli che inizieranno la gara
oggi Isla e Vidal possono essere impiegati sia in difesa
che a centrocampo mentre Millar, Valdivia, Beausejour ed
Alexis Sanchez possono essere schierati sia a
centrocampo che in attacco. Oggi saranno proprio “El
nino maravilla” e Jean Beausejour che gioca nell’America
di Città del Messico ad accompagnare il bomber della
squadra Suazo (dieci reti nelle qualificazioni
sudamericane) in tutte le azioni d’attacco. Beausejour
ha origini haitiane e quest’anno ha sofferto doppiamente
per i terremoti che hanno colpito sia il suo paese
d’origine che il Cile. Oggi dopo tanta tristezza vorrà
conoscere l’ebbrezza della felicità, dell’estasi allo
stato puro. Due squadre che giocano un calcio per certi
versi simile; due squadre che si stimano e che si temono
ma solo una come detto forse ce la farà. La differenza
sulla carta dovrebbero farla la qualità dei singoli
giocatori che sono molto validi da una parte e
supersonici dall’altra ma anche l’organizzazione e la
concentrazione che verranno applicate stasera a Pretoria
saranno determinanti. Ad ogni buon conto non dovrebbero
mancare gli spunti per rimanere incollati davanti al
televisore e per godersi fino in fondo questo splendido
match; ma fate attenzione ad un particolare: quelli con
la maglia azzurra ed i pantaloncini bianchi saranno i
giocatori spagnoli visto che entrambe le squadre sono
praticamente identiche anche nell’ uniforme. Ci
auguriamo soltanto “que a ganar seja el mejor”.
IL PRONOSTICO:
Come scritto a più riprese sarà una partita
equilibrata, interessante e molto accesa fino
alla fine. Indovinare il pronostico dovrebbe essere
piuttosto complicato ma personalmente credo che alla
fine la maggior qualità dei fuoriclasse spagnoli
possa avere la meglio. Andrea Colacione
consiglia di scommettere sul pareggio nel primo
tempo e sulla vittoria spagnola di
misura al fischio finale.
25-06-10
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