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Brasile-Cile. Nonostante il
non gioco di Dunga,
i verdeoro dovrebbero spuntarla anche questa volta

di Andrea Colacione
Robinho è pronto a scatenarsi ancora una volta: quando
incontra i cileni scende in campo con gli occhi della
tigre come testimoniano le sei reti realizzate contro la
Roja. Lui è pronto così come i suoi compagni che sanno
perfettamente come i presupposti siano tutti a loro
favore. Infatti la nazionale di Bielsa ha pagato a suon
di cartellini l’impegno profuso nell’ultimo e decisivo
match del gruppo H contro la Spagna. Così oggi allo
stadio Ellis Park di Johannesburg dovrà rinunciare al
centrocampista Estrada (espulso contro le furie rosse)
ma soprattutto ai due centrali difensivi Waldo Ponce, il
leader della difesa e Gary Medel out per questa sera in
quanto ammoniti e diffidati. Oltre alle assenze
importanti dei cileni i brasiliani possono contare anche
su una tradizione che è decisamente favorevole, specie
negli ultimi tempi. Infatti dal 2007 in poi la Seleçào
ha sempre sconfitto la Roja (ben cinque vittorie su
cinque gare con venti goal segnati ed appena tre subiti)
ed ha sempre segnato almeno tre reti. Le due nazionali
ovviamente si sono incontrate anche nel mega girone di
qualificazione sudamericano con i “canarinhos” che hanno
prevalso in entrambe le circostanze (3-0 in trasferta e
4-2 a loro favore a Salvador). Ed andando ancora più
indietro nel tempo ci sono altri due precedenti che
sorridono ai carioca, questa volta nella fase finale di
una Coppa del Mondo; le due squadre si sono affrontate
nel 1962 e nel 1990 in match ad eliminazione diretta ed
il Cile è sempre uscito dal torneo. Senza Ponce e Medel,
oggi toccherà a Pablo Contreras che gioca in Grecia nel
Paok Salonicco l’arduo compito di fermare l’attacco
atomico del Brasile composto dal rientrante Kakà, da
Luìs Fabiano e dall’incubo Robinho. Anche Dunga per la
verità ha qualche problema di formazione ma è roba di
poco conto rispetto ai grattacapi del collega Marcelo
Bielsa. Felipe Melo è praticamente out ed ovviamente
verrà sostituito da Josué (tanto per non rinnegare il
credo difensivista!), mentre Elano è ancora in dubbio
per i postumi del colpo ricevuto dall’ ivoriano Keita ma
alla fine dovrebbe farcela, anche perché lo stesso Julio
Baptista, inguardabile contro il Portogallo ha qualche
acciacco da smaltire. Intanto Robinho parla da leader ed
indica ai compagni la ricetta giusta per approdare ai
quarti di finale. “La nostra squadra deve essere rapida;
dovremo essere abili a giocare sempre in velocità per
mandare in confusione i marcatori cileni durante
l’intera gara ed inoltre dovremo sfruttare costantemente
le fasce laterali: solo così possiamo avere molte chance
di andare in rete”. Robinho poi procede nella sua
analisi molto lucida parlando dell’avversario odierno.
“Il Cile nelle precedenti gare ha praticato un gioco
offensivo ma non credo che farà la stessa cosa contro di
noi; se affronteranno il match molto chiusi, noi dovremo
toccare il pallone con molta velocità per forzare il
loro blocco difensivo”. Ma Gilberto Silva, già Campione
del Mondo nel 2002 in Corea e Giappone non si fida dei
cileni e dice: “Quello che abbiamo potuto vedere finora
è che loro non hanno paura di giocare; persino in dieci
contro la Spagna hanno affrontato il match con coraggio
e quindi non credo che si chiuderanno in difesa neanche
contro di noi”. Il tecnico dei cileni Marcelo Bielsa ha
più di un motivo per capovolgere un verdetto che sulla
carta sembra quasi annunciato ma ieri in conferenza
stampa ha usato toni pacati e di buon senso. “El loco”
infatti è rimasto scottato dai brasiliani anche quando
dirigeva l’Argentina, sconfitta nella finale della “Copa
America” del 2004 proprio dalla Seleçào. “La parola
vendetta – esordisce il cittì della Roja – indica un
tipo di comportamento che tento sempre di evitare. Mi
sembra un’esagerazione, diciamo piuttosto che quando si
hanno precedenti sfavorevoli il desiderio di rivalsa
aumenta. Ogni match è un’opportunità e domani (oggi per
chi legge n.d.r.) noi avremo un’opportunità piena di
attrattive”. Bielsa che ha fatto allenare la squadra a
porte chiuse per nascondere la formazione ha poi
proseguito nella sua analisi. “Sarà una partita da tutto
o niente e noi faremo il possibile per cercare di
incanalarla nel verso giusto”. Il cittì “rosarino” poi
prima di chiudere la conferenza ha espresso parole di
profonda stima per i brasiliani. “Il movimento
calcistico esprime sempre delle grandi squadre:
attualmente il Brasile è una e la Spagna è l’altra; non
c’è alcun dubbio che i brasiliani siano tra i migliori
in assoluto”. Dichiarazioni che potrebbero sembrare una
resa ma invece chi conosce a dovere la bravura, il
coraggio e la meticolosità del tecnico argentino sa
perfettamente che la Roja oggi proverà a compiere il
miracolo, almeno fin quando sarà possibile. Bielsa come
detto ha nascosto la formazione ma facendo due calcoli
si può immaginare chi manderà in campo. In difesa
Gonzalo Jara, neopromosso in Premier League con il West
Bromwich e come detto Pablo Contreras rileveranno i
titolari Ponce e Medel; a centrocampo rientreranno da
squalifica Carmona e Matìas Fernandez mentre in attacco
dovrebbe giocare finalmente Humberto Suazo, il
cannoniere della squadra che è reduce da una serie
innumerevole di problemi fisici. Bielsa lo manderà in
campo al posto del “Mago” Valdivia perché ha il gol nel
sangue e poi volendo essere scaramantici è l’autore di
tutte e tre le marcature cilene dal 2007 in poi nei
match contro la Seleçào. I giocatori verde-oro dovranno
stare molto attenti al suo istinto da killer delle aree
di rigore ma anche alla velocità ed alla tecnica di
Alexis Sanchez e Jean Beausejour che agiranno ai suoi
lati con lo scopo di rifornirlo a dovere e di tenere il
più bassi possibile i due terzini di spinta di Dunga:
Maicon e Michel Bastos.
IL PRONOSTICO:
Alla fine nonostante il non gioco di Dunga, il
Brasile dovrebbe spuntarla anche questa volta.
Ha una difesa molto forte che però oggi non potrà mai
distrarsi e davanti giocatori in grado di accendere il
turbo e di inventarsi la giocata di classe in qualsiasi
momento della gara. Il Cile però nonostante l’handicap
delle assenze difensive è squadra molto organizzata sia
quando ha il pallone tra i piedi che quando non c’è
l’ha. Si tratta di un gruppo completo visto che non
mancano né l’agonismo e né la tecnica e visto che
soprattutto davanti dispone di gente dotata di ottima
qualità. E poi c’è Marcelo Bielsa: un tecnico che ha
lavorato non bene ma benissimo. Probabilmente tutto ciò
non basterà neanche oggi ma comunque andrà a finire il
Cile, così come è avvenuto per il Messico e la Corea del
Sud uscirebbe a testa altissima da Sudafrica 2010.
Andrea Colacione consiglia per questo
match di puntare sulla vittoria brasiliana,
sul segno “gol”, sull’over
ed azzarda due possibili risultati esatti: il
2-1 ed il 3-1 a favore della
Seleçào.
28-06-10
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