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ARGENTINA-MESSICO. NON MANCHERA' LO
SPETTACOLO IN CAMPO. ARGENTINA FAVORITA

di Andrea Colacione
Diego Maradona ha ritrovato la felicità dei giorni
migliori: è tornato ad essere il re e a riavere tutti ai
suoi piedi. Ma ad attenderlo c’è l’ennesimo filo spinato
della sua vita che in realtà sembra che ne racchiuda
altre mille. Il selezionatore dell’Argentina deve essere
bravo a schivarlo perché il Messico è una bestia
difficile e soprattutto imprevedibile. Sarà ancora una
volta gloria o tragedia perché nella vita di Diego non
ci sono mai mezze misure, l’umore è sempre altissimo o
bassissimo, dipende da come gira la luna ed il destino.
Polvere e povertà e poi delizie e trionfi, eccessi che
hanno messo in bilico persino la sua stessa vita, cure,
tante cure (non soltanto dimagranti) e l’affetto
imprescindibile delle figlie Dalma e Gianina che lo
hanno allontanato da vizi troppo pericolosi. Così è
rinato il giocatore che incantava l’universo e che oggi
si è trasformato in un commissario tecnico di successo.
Maradona vuole incantare ancora; sa di poter contare su
Tevez ed Higuain, su Di Maria e su Milito ma soprattutto
su Lionel Messi destinato a ripetere la sua
stratosferica carriera. Maradona vuole prendersi
l’ennesima rivincita contro i suoi detrattori e contro
un destino che più di una volta lo ha gettato nel
baratro. Il futuro è però oggi, quando il cittì
argentino si giocherà ancora una volta in novanta minuti
quello che è diventato l’obiettivo più importante della
sua esistenza: ridiventare campeòn mundial con
l’Argentina, alzare la coppa più importante da cittì
dopo averla alzata come un Dio da giocatore. Se non
dovesse riuscirci i suoi nemici torneranno a denigrarlo
e la stampa non gli perdonerà nulla perché lui ha Messi
e qualche altro fenomeno e quindi deve vincere sempre e
comunque fino alla fine. Maradona però adesso sta bene,
ci crede e soprattutto ha totale fiducia nei suoi
giocatori che adora e che lo adorano. Per approdare ai
quarti oggi il cittì argentino schiererà una squadra un
po’ più coperta perché teme la velocità e la
spregiudicatezza degli aztechi. Così Maxi Rodriguez
dovrebbe occupare a centrocampo il posto di Veron seppur
con caratteristiche diverse, mentre in difesa l’ottimo
Otamendi (in realtà un centrale) dovrebbe essere
preferito a Jonas Gutierrez che in realtà è un tornante
di centrocampo. Infine al centro della difesa potrebbe
giocare Burdisso al posto di Samuel che difficilmente
recupererà in tempo utile dall’infortunio. Sulla sponda
opposta Javier Aguirre che è amico di Maradona ha
ricevuto molte critiche dalla stampa e persino dal
Parlamento messicano. I suoi hanno impressionato tutti
almeno fino alla sfida con l’Uruguay ma lui ha avuto il
torto di non schierare “El chicharito” Hernandez (appena
acquistato da Alex Ferguson) insieme agli altri baby
prodigio Giovanni dos Santos e Carlos Vela. Maradona è
preoccupato particolarmente dai colpi di testa di
Guillermo Franco, argentino naturalizzato che dovrebbe
essere il terminale offensivo di un tridente che
comprende anche Giò dos Santos e finalmente Hernandez,
visto che Vela non ha ancora recuperato totalmente
dall’infortunio muscolare subito contro la Francia. Per
il resto andranno in campo più o meno gli stessi. Nel
mondiale tedesco di quattro anni fa (erano sempre gli
ottavi di finale) ebbero la meglio gli argentini ai
tempi supplementari. I messicani sanno di essere più
deboli anche in questa occasione ma vogliono provare lo
stesso a sconfiggere gli argentini. Con coraggio come
sempre: nonostante l’albiceleste potrà contare su Messi
e Maradona.
IL PRONOSTICO:
Sarà una partita brillante e molto divertente: ricca di
capovolgimenti di fronte e di azioni collettive ed
individuali. Per gli argentini non dovrebbe essere un
impegno troppo agevole ma alla fine se rimarranno
concentrati in difesa ed a centrocampo conquisteranno la
vittoria ed il passaggio ai quarti di finale perché
possono contare davanti su giocatori a dir poco
fenomenali. Per questo Andrea Colacione consiglia di
giocare la vittoria dell’Argentina, il
segno “gol” (in rete entrambe) e l’over.
Lo spettacolo è presumibile che non tradisca affatto le
numerose attese.
27-06-10
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