Uruguay-Ghana, un confronto equilibrato che verrà giocato sul filo dei nervi

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Uruguay-Ghana è il quarto di finale meno sponsorizzato in quanto a sfidarsi non ci sarà nessuna favorita della vigilia ma invece è gara ricca di significati e contenuti. A cominciare dal “giallo”della terna arbitrale. Inizialmente era stato designato Howard Webb, finora il miglior arbitro visto a Sudafrica 2010 ma l’Uruguay l’ha ricusato temendo possibili ritorsioni dopo il goal non visto da Jorge Larrionda che ha danneggiato l’Inghilterra contro la Germania. Il pronto intervento di Sebastiàn Bauzà, Presidente della AUF, la Federazione locale ha rimesso le cose a posto e così la Fifa ha accettato di sostituirlo con il portoghese Benquerença. L’Uruguay sogna di rinverdire i fasti del 1950 quando battezzò il neonato Maracanà sconfiggendo gli strafavoriti padroni di casa del Brasile in una finale che ha regalato pagine e pagine di letteratura, scomodando alcune delle penne più prestigiose di tutto l’ universo. Erano i tempi di Ghiggia e di Schiaffino e del capitano Obdulio Varela che dopo aver vinto la Coppa Rimet rimase tutta la notte a bere birra insieme agli sconsolati brasiliani nei bar di Rio de Janeiro, rendendosi conto della tragedia che lui e i suoi compagni avevano procurato ad un intero popolo.
Oggi al loro posto ci sono Forlàn, Suarez e Cavani che quasi per scherzo del destino potrebbero incrociare di nuovo i brasiliani, questa volta in semifinale, in una rivincita attesa a questi livelli già da troppo tempo. Per riuscirci la “Celeste” dovrà sconfiggere il Ghana, mentre la Seleçào dovrà buttar fuori dal Sudafrica l’Olanda, un compito per entrambe non proprio semplicissimo. Tabarez lo sa bene e predica umiltà ma pur scherzandoci su nutre grande fiducia nella sua squadra e fa bene perché sin qui non è stato mai tradito. Ieri durante la conferenza stampa ad un certo punto un giornalista di un’agenzia tedesca gli ha domandato, giocando con il suo soprannome “El Maestro” che voto darebbe alla Celeste e lui dopo essersi preso una pausa ed essersi lasciato andare ad un sorriso ha risposto con la consueta ironia: “Voti proprio non ne do; ho smesso di praticare il mestiere di maestro e poi qui si parla di calcio, non è una scuola”. Poi tornando serio ha commentato così: “Ho potuto notare che i miei giocatori stanno bene, stanno recuperando dagli sforzi che fin qui sono stati notevoli e stanno rispondendo nel migliore dei modi.
Li vedo tutti tranquilli anche perché lo staff tecnico li sta lasciando rilassare perché non è importante come stanno oggi (ieri per chi legge n.d.r.) ma come staranno domani (oggi) sul campo”. L’Uruguay è più che mai convinto: già prima di salire sull’aereo, Oscar Tabarez aveva rilasciato dichiarazioni ambiziose, figuriamoci ora che dopo tanto lavoro ha a portata di mano le semifinali, traguardo che l’Uruguay non raggiunge da tempo immemorabile. “Siamo convintissimi di potercela fare e sento che i giocatori hanno molta fiducia nel loro tecnico ed in ciò che si sono prefissati. Abbiamo le nostre aspettative ma non abbiamo mai sognato in anticipo; abbiamo sempre cercato di superare un ostacolo alla volta. Ora più che mai dovremo essere equilibrati ed interpretare bene la gara, tenendo alto il livello di attenzione e se possibile eliminando quei pochi difetti che abbiamo mostrato nelle precedenti gare”. Non per nulla lo chiamano Maestro e lo si capisce da queste frasi dove oltre a far intuire capacità tecniche, mostra anche di conoscere a dovere il lato psicologico dei suoi calciatori con cui ha creato un gruppo molto affiatato. Ed in tal senso le parole del goleador Diego Forlàn ci vengono in soccorso. “Noi stiamo seguendo le istruzioni del nostro cittì e siamo fermamente convinti di raggiungere la semifinale. Sarebbe una gioia meritata per tutto il nostro paese, dopo tanto tempo”.
Il maestro Tabarez contro il Ghana effettuerà due cambi, uno di uomini e l’altro di posizionamento in campo. Nel primo caso impiegherà sulla destra del centrocampo Alvaro Fernandez al posto di Alvaro Pereira, mentre nel secondo invertirà la posizione di Forlan e Cavani con il primo che giocherà da punta insieme a Suarez, mentre il secondo darà una mano al centrocampo e cercherà di inserirsi tra le linee. Fernandez che si giocherà il match della vita ha una storia che merita di essere raccontata tutta di un fiato. Infatti questo ventiquattrenne di Montevideo con un fisico da “flaco” (magro) e con un tocco di palla leggiadro proprio come Schiaffino (facendo le dovute proporzioni!) nonostante la giovane età è già un vero e proprio globetrotter del pallone. Dopo aver iniziato con l’Atenas di San Carlos in seconda divisione è passato dapprima al Wanderers di Montevideo (squadra che ha dato i natali ad un certo Enzo Luìs Francescoli) e poi al Puebla in Messico prima di rientrare in patria grazie all’occhio lungo dell’ottimo tecnico Gerardo Pelusso che gli ha spalancato le porte del Nacional, da sempre il club più prestigioso del paese insieme allo storico rivale Penarol. Con il Nacional il giovane centrocampista ha raggiunto le semifinali di Libertadores ed ha conquistato il titolo nazionale 2008-2009 prima di vivere una breve quanto sfortunata parentesi in Portogallo con il Vitoria Setùbal.
A salvargli il mondiale e forse in parte anche la carriera è arrivato ancora una volta in suo soccorso Gerardo Pelusso che se l’è portato all’Universidad de Chile nelle cui fila disputerà dopo il mondiale le semifinali di Libertadores. Fernandez che al mondiale finora ha giocato appena qualche spezzone oggi avrà l’occasione della vita, partendo da titolare ma non deve fallire ed il ragazzo che mostra nervi ben saldi lo sa benissimo. “Dovremo essere noi ad attaccare il Ghana; loro si dovranno preoccupare del nostro gioco – ha detto alla vigilia del match – e noi dovremo essere abili ad approfittare dei loro eventuali errori”. Poi ha lanciato il grido di guerra, caratteristica tipica della “garra” (grinta)che gli “orientales” posseggono da sempre. “Io sto benissimo: potete stare tranquilli che nella “cancha” lasceremo ogni goccia di sangue pur di conseguire la vittoria”. A dimostrazione di quanto ha fatto bene sin qui la Celeste ci è giunta notizia che il nuovo tecnico Rafa Benitez abbia suggerito a Moratti l’ acquisto del difensore centrale Diego Godin che milita nel Villarreal. Se l’ Uruguay è così determinato, in Ghana sono addirittura euforici. Infatti intorno alla capitale Accra sono stati montati numerosi maxischermi con la gente che si è riversata in strada per pregare le divinità affinché proteggano i loro idoli durante il proseguo del cammino mondiale. “Sarà una grande vittoria – ha dichiarato il trentanovenne Fred Marfo, figura di riferimento nel paese – così potremo trasformare la nostra festa in una sorta di estensione della celebrazione del giorno della Repubblica”. Ma a crederci non è solo la gente ma anche i giocatori e soprattutto il cittì serbo Milovan Rajevac.
“Ci credo veramente che sconfiggeremo l’Uruguay – ha dichiarato ieri il selezionatore del Ghana – perché la mia squadra ha una grande capacità nel sapersi reinventare e nel saper reagire a qualsiasi tipo di avversità; da gennaio in poi abbiamo affrontato numerosi problemi e per questo mondiale abbiamo perso Michael Essien che era il nostro leader ma i ragazzi si sono rimboccati le maniche, dando tutto per far felice un intero paese”. Ma nessuno è ancora soddisfatto: lui per primo e lo dice a chiare note. “Questa è l’esperienza più bella che ho vissuto come tecnico, ma non è ancora tempo di bilanci: noi combatteremo con il massimo delle nostre forze fino alla fine perché vogliamo arrivare il più in alto possibile e rendere orgoglioso l’intero continente africano. La nostra avventura sono certo che non terminerà contro l’Uruguay”. Il Ghana vuole vincere con gioia e serenità ed infatti il giocatore dell’Udinese Kwadwo Asamoah ha fatto sapere che il gruppo non si sente sotto pressione. Nonostante un certo Abedì Pelé che oggi non vedrà in campo il prezioso talento di suo figlio Andre Ayew in quanto squalificato ha rilasciato una dichiarazione dicendo che il Ghana può arrivare fino alla finale.
IL PRONOSTICO: E’ una gara molto aperta ed i propositi di entrambe le squadre fanno pensare ad un match non solo intenso ma anche molto duro. Se il portoghese Benquerença saprà tenerlo in pugno dall’inizio alla fine, allora sarà adrenalina pura perché la posta in palio per entrambe è quasi irripetibile. Sarà un confronto quindi equilibrato e che verrà giocato sul filo dei nervi. Ad ogni buon conto Andrea Colacione vede leggermente favorito l’Uruguay in quanto più esperto e soprattutto perché gli africani dovranno fare a meno di Andre Ayew, appunto il figlio di Abedì Pelè che personalmente considero tra i più grandi talenti in circolazione, avendolo seguito anche durante la stagione in qualche occasione con il neopromosso Arles di Avignone. E’ un ’89 e se avrà cervello è un predestinato come suo padre e come il fratellino più piccolo che è del ‘91. Peccato solo che oggi non sarà in campo ma comunque andrà a finire lo potremo ammirare con il Marsiglia che è proprietario del suo cartellino.
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02-07-10
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