Oggi è il gran giorno dell’apoteosi. Spagna ed Olanda infatti si sfideranno a Johannesburg in una finale del tutto inedita, evento che non capitava da Argentina ’78 quando i padroni di casa ebbero la meglio proprio sugli arancioni. Quello fu l’ultimo mondiale disputato d’inverno fino ad oggi e cioè fino a Sudafrica 2010.
La Spagna sulla carta è nettamente favorita, nonostante l’Olanda ha più di un argomento da mettere in campo come l’organizzazione di gioco ed il talento assoluto di Sneijder e Robben, campioni transitati dal Real Madrid e scaricati troppo prematuramente. Il calcio spagnolo, da sempre protagonista con i club, ora dopo aver conquistato l’Euro 2008 ha l’occasione unica di salire sul tetto del mondo, evento che sarebbe per le Furie Rosse il perfetto completamento di un ciclo irresistibile, il giusto premio per l’organizzazione tattica e per la qualità del gioco sin qui espresso dai numerosi giocatori in possesso di un talento di primissimo livello. La Spagna che è stata spesso tanto bella quanto incompiuta oggi è finalmente matura e sicura di sé stessa; è figlia degli ultimi trionfi del Barcellona e di un tecnico che una volta entrato in carica ha usato molta saggezza, improntando il proprio lavoro sulla continuità del suo predecessore e sul talento dei giocatori a disposizione. Del Bosque che appartiene già da tempo alla leggenda del Real Madrid, sia da tecnico che da giocatore, oggi può riscrivere la storia mondiale della Spagna e se lo meriterebbe perché ha lasciato sempre da parte il proprio ego, dando massima libertà di espressione ai fuoriclasse che compongono il suo dream team.
Del Bosque oggi dovrà fare il pompiere per sé stesso e per i suoi giocatori, dovrà gestire le proprie emozioni e quelle dei suoi ragazzi perché l’impresa è ancora da completare e dall’alto di una consumata esperienza sa che non si vince con l’emozione ma con l’istinto e la lucidità nell’arco degli interi novanta minuti. Ieri il cittì di Salamanca,alla vigilia del match ha confessato con il suo solito stile pacato le proprie sensazioni ed i propri sentimenti. “Non credo che l’Olanda cambierà la propria filosofia di gioco solo perché affronta la Spagna – ha esordito Del Bosque – visto che loro hanno uno stile ben definito. Sicuramente modificheranno qualche dettaglio ma non credo che si snatureranno per speculare sul risultato”. Il selezionatore degli iberici ha dimostrato grande umiltà, scusandosi con chi non ha potuto schierare durante il mondiale. “Abbiamo una rosa ricca di alternative, formata da giocatori rapidi e di qualità; mi dispiace il fatto di non averli potuti impiegare tutti ma purtroppo nel calcio la continuità si raggiunge schierando la stessa base quando si raggiungono i risultati”. Rispetto ad un possibile trionfo, Del Bosque si è mostrato sereno come al solito.
“Sono tranquillo, siamo tutti consapevoli di ciò che abbiamo fatto finora però per me il lavoro non è stato affatto complicato dal momento che i miei giocatori sono sempre stati molto motivati. Mi chiedete come festeggerò in caso di vittoria? Non so rispondere perché l’allegria ti viene da dentro sul momento, l’emozione non è una recita teatrale. Comunque ripeto sono tranquillo perché ho molta fiducia nei miei giocatori; per vincere la cosa più importante è avere il giusto feeling con il pallone e la gioia di giocare un bel calcio”. Poi Del Bosque ha confermato di non aver preparato nessun piano anti-Sneijder, anche se verrà controllato con la dovuta attenzione. “Un piano anti-Sneijder non esiste; abbiamo già affrontato altri fuoriclasse nelle partite precedenti ed ho massima fiducia nel mio centrocampo che sa come tenere in mano l’iniziativa del gioco”. La Spagna vuole vincere senza alcuna speculazione e difatti l’ex tecnico del Real Madrid ha confermato di non aver fatto esercitare i suoi giocatori sui penalties, nonostante i due errori commessi da Villa contro l’Honduras e da Xabi Alonso contro il Paraguay. “Non credo che sia utile allenarsi a calciare i rigori perché durante le gare è tutto differente”.
Come dire che incide solo lo stato d’animo del momento. Infine prima di congedarsi Del Bosque ha voluto rivolgere un pensiero a tutto il popolo spagnolo che vive giorni di profonda crisi sociale ed economica. “E’ bello sapere che la mia Nazionale ha unito il paese e che ora ci sono bandiere esposte anche nelle comunità autonome. Mi piacerebbe che tanta gente fosse meno radicale”. Oltre a Del Bosque ieri hanno parlato un po’ tutti gli spagnoli a cominciare da Xavi che insieme a Casillas e Marchena ha conquistato il mondiale under 20 in Nigeria. “Ci tocca vincere – ha esordito il fuoriclasse azulgrana – perché è un buon momento per questa generazione ed il calcio spagnolo si merita di alzare la Coppa del Mondo”. Poi Xavi ha tirato fuori le proprie emozioni. “Ho una gran voglia di competere, di vincere e di farlo nel miglior modo possibile. Non vedo l’ora di scendere in campo”. Xavi è fortemente convinto di poter realizzare il sogno di un’intera nazione. “Abbiamo tutti gli ingredienti giusti per giocare una grande finale; siamo tutti speranzosi ed emozionati con la possibilità che abbiamo di fronte. Per noi è un evento storico e dobbiamo assolutamente approfittare di questo momento”.
Il professore del centrocampo del Barça e della Nazionale iberica ha le idee molto chiare e si sente orgoglioso quando spiega la filosofia di gioco spagnola. “E’ vero che abbiamo un gioco molto simile a quello praticato con Guardiola ed è vero anche che molti titolari provengono da lì, ma questa Spagna non è composta solo da giocatori del Barcellona; comunque tutto il nostro popolo è orgoglioso per ciò che abbiamo fatto finora”. Poi Xavi ha spiegato come dovrà essere affrontata l’ Olanda. “Entrambe le squadre posseggono grandi giocatori a centrocampo, per questo sarà fondamentale imporre la nostra personalità e tenere in mano il più possibile l’iniziativa. Sono convinto che la chiave del match starà nel possesso di palla ma dovremo stare attenti perché l’Olanda ha una mentalità simile alla nostra”. Infine interpellato sulla possibile vittoria del Pallone d’ Oro, Xavi ha risposto con grande umiltà. “Per me il numero uno resta Messi, anche se è stato eliminato ai quarti di finale; comunque sia per me è un onore già essere tra i dieci candidati ma domani (oggi per chi legge n.d.r.) non sarà una sfida Xavi contro Sneijder. Sarà Olanda-Spagna, perché il football è uno sport collettivo”. Un po’ tutti i giocatori spagnoli sono in trance agonistica ed emotiva e non potrebbe essere altrimenti.
Si va da Villa che sogna una gara simile a quella vissuta nella semifinale contro la Germania, ad Iniesta che vuole solo la vittoria fino a Casillas che riconosce di essere nervoso e di sentire bruciori di stomaco. Ma l’estremo difensore spagnolo però avverte: “Nella mia testa passa solo la vittoria”. L’Olanda proverà a capovolgere il destino di un match che in qualche modo appare segnato. Nel paese si sentono orgogliosi per quanto i ragazzi di Van Marwijk hanno saputo compiere finora ma sono un po’ tutti consapevoli di partire sfavoriti. Ed i giudizi dei grandi del passato non fanno che alimentare questa sensazione. In tal senso tra gli altri si sono espressi Ronald Koeman, Ruud Van Nistelrooy e soprattutto il più grande calciatore della storia orange, un certo Johann Cruijff. “Vedrò la gara – ha spiegato l’ex stella di Ajax e Barcellona – insieme ad un gruppo di amici spagnoli ed olandesi. Mi sento privilegiato perché gioirò in qualunque modo andrà a finire. Sono olandese ma ho vissuto molto a Barcellona e quindi ho assimilato questo stile di vita. Qualunque sarà il responso del campo mi sentirò orgoglioso”. Poi ha spiegato le proprie sensazioni sul match. “La Spagna è favorita ma ha molta più pressione dell’Olanda. Comunque se terrà in mano l’iniziativa vincerà senz’altro”. Poi dall’alto della propria esperienza e della propria saggezza Cruijff si è soffermato sulla propria filosofia calcistica.
“Nel 1974 e nel 1978 l’Olanda non ha vinto il titolo mondiale ma è passata alla storia per la bellezza del suo gioco che è stato copiato da molti allenatori. Bisogna essere amici del pallone perché se lo sai tenere tra i piedi e lo tratti con cura gli avversari non possono fare altrettanto. La Spagna sta giocando già da un po’ di anni con uno stile brasiliano-olandese, molto più dello stesso Brasile ed i risultati si vedono. Giocare a calcio è una responsabilità. Vedere una Nazionale così è un esempio per i bambini: pensare solo a vincere non è una cosa buona”. Poi Cruijff è tornato a parlare del presente incensando di giusti elogi Del Bosque e Xavi. “Del Bosque è un gran signore per quello che dice e che fa sia nei rapporti con la stampa che in panchina, mentre Xavi comunque andrà a finire la finale merita senz’altro il Pallone d’Oro”. Van Marvijk sa di avere contro tutto e tutti nei pronostici della vigilia ma prova ugualmente a caricarsi.
“E’ la partita più importante di tutta la mia vita – ha dichiarato il selezionatore degli orange – ma è importante per tutti i giocatori perché nessun olandese è mai stato Campione del Mondo. Cercheremo di fare tutto il possibile per riuscire ad alzare la coppa e con tutto il rispetto per gli avversari siamo convinti di potercela fare, anche perché mi sento che si sbloccherà Van Persie”. Van Marwijk per l’ occasione recupererà l’esterno destro basso Van der Wiel e la diga di centrocampo De Jong, reduci da squalifica mentre Del Bosque dovrebbe partire con lo stesso undici con cui ha steso la Germania in semifinale e cioè con Pedro in campo e Fernando Torres inizialmente in panchina. Gli ingredienti per uno spettacolo all’altezza della situazione ci sono tutti, anche perché arbitrerà l’inglese Howard Webb, uno dei pochi direttori di gara che in questo mondiale ha saputo offrire costantemente prestazioni di alto livello. Webb ha arbitrato sette gare nell’ultima Champions senza estrarre mai un cartellino rosso e senza concedere rigori. Lascia correre il gioco il più possibile in perfetta simbiosi con le tradizioni del calcio inglese ed è stato designato ad arbitrare la finalissima proprio per queste ragioni. Lo spettacolo non può essere rovinato; tutto il mondo osserverà con attenzione Olanda-Spagna ed eventuali errori decisivi questa volta non verrebbero tollerati da nessuno.
IL PRONOSTICO: Almeno nella prima mezz’ora potremmo assistere a molte fasi di studio con le squadre che cercheranno di coprire il campo nel miglior modo possibile ma alla fine la classe del centrocampo spagnolo e la velocità dei suoi attaccanti dovrebbero avere la meglio su una difesa olandese che è tutt’altro che imperforabile. Dovrebbe essere una partita piuttosto equilibrata ma alla fine è molto probabile che sarà la Spagna ad alzare il trofeo più prestigioso. Andrea Colacione vede la Spagna vincitrice ma solo di misura. Due i possibili scenari: vittoria per 2-1 nei tempi regolamentari oppure identico punteggio nei supplementari.