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LETTERA AL CARBONCHIO: ALLARME PSICOSI!

L’angoscia per il bioterrorismo colpisce proprio tutti. Ma c’è davvero pericolo? 

Basta un solo sintomo ormai per scatenare la paura del contagio. Negli Stati Uniti e solo nella città di Dallas, ci sono stati 180 allarmi per lettere sospette che in realtà sono poi risultate tutte regolari. L’allarme è tuttavia mondiale: trentaquattro missive sono sotto osservazione nella Repubblica Ceca ed a Belgrado si registrano due ricoveri; timori anche in Giappone, Nuova Zelanda e Francia. In Italia sono state segnalate lettere con polvere da Cagliari a Torino, paura anche sul volo El Al da Roma a Telaviv, per della polvere bianca sparsa su un vassoio. Palazzo Chigi ha messo a disposizione i velivoli per affrontare l’emergenza, il Viminale vara regole per gli uffici e Polizia e Carabinieri si preparano con pattuglie di intervento immediato contro attacchi ed attentati. Tuttavia piovono puntuali le rassicurazioni dei ministri: “Non vi è un rischio concreto per l’antrace in Italia”. Il   numero degli allarmi nel frattempo cresce sempre di più. Colpa della suggestione? Probabilmente si ma alla luce delle terrificanti notizie che provengono dagli Stati Uniti è comunque lecito chiedersi se il pericolo sia reale oppure se è solo il frutto dei comportamenti condizionati dalla paura. Secondo RINO D’ANNA, disegnatore, la maggior parte degli allarmi è dovuta alla suggestione. “Una piccola quantità  - afferma Danna – di rischio effettivo c’è, ma non è tale da giustificare l’allarme. Personalmente non ho timori di questo genere”. Anche secondo lo scrittore LUCIANO DE CRESCENZO, il pericolo non esiste. “Il fenomeno – spiega De Crescenzo – è dovuto un po’ ai giornali ed un po’ alla stupidaggine. La probabilità di essere contagiati è una su sei miliardi, attualmente è più pericoloso percorrere la Roma-Napoli che essere contagiati dal carbonchio”. MICHELE CUCUZZA, conduttore della trasmissione “La vita in diretta”, è convinto che si tratti di un piano terroristico: “Il panico che sta provocando, – spiega Cocuzza – la minima polvere ci mette in allarme, è già un successo per i terroristi. In Italia, come hanno già sostenuto più volte, non sussiste alcun tipo di pericolo, esistono persone che scherzano mescolando irresponsabilità e mancanza di rispetto. Diverso è per gli Stati Uniti dove c’è un’unica matrice, quindi è evidente che si tratta di un’iniziativa di terrorismo. L’effetto che loro vogliono è proprio quello di creare il panico, per esempio è impressionante il tempismo con il quale hanno agito dopo l’attentato alle torri ed i bombardamenti. Siamo presenti ad un piano indubbiamente terroristico”. VINCENZO DEL GAUDIO, chirurgo plastico: “In America, i mass media  ci stanno dimostrando che il bioterrorismo è un pericolo reale. In Italia ancora no, parlando anche con altri miei colleghi non risulta che sussista alcun rischio. Personalmente non ho paura, almeno per ora”.  Il bioterrorismo in questo momento non potrebbe essere un’arma efficace. Ad esserne convinto è l’imprenditore, DANILO DORONZO, il quale afferma: “Un conto è mandare quattro lettere in giro, ed un altro è creare un serio pericolo. Gli attacchi non potrebbero essere fatti adesso, perché in genere sfruttano l’elemento sorpresa, come è accaduto a New York. Il problema è che ci sono troppi giornalisti che riportano le notizie, ogni volta sembra che debba accadere qualcosa ma poi non succede niente. Il bioterrorismo potrà essere un pericolo forse fra tre anni, quando la gente meno se lo aspetta”.  Nel suo editoriale, sul Corriere della Sera, SERGIO ROMANO, scrive: “ L’America non può scartare l’ipotesi di un attentato e accetta, per meglio prepararsi alla difesa, la prospettiva peggiore, vale a dire la possibilità di un nuovo attacco terroristico. Prepariamoci a combattere nei prossimi mesi , accanto ad alcune battaglie reali, molte battaglie fittizie. Per condurre le sue operazioni il terrorismo può usare ora le armi e gli attentatori suicidi, ora le voci allarmistiche, i timori. Occorre evitare la trappola, rifiutare la guerra dei nervi, impedirgli di vincere senza neppure colpire”.UMBERTO DONATI, manager, si ritiene invece un fatalista ed afferma: “Non lo so, non lo voglio sapere; è un problema che non mi pongo perché voglio vivere serenamente. Non mi sembra tuttavia che sussista un pericolo così grave, non più almeno, di tante altre cose che ci sono”. Sulle pagine di Sette, GIULIANO ZINCONE, scrive: “Il terrorismo s’impadronisce di molte emozioni e rischia di farle impazzire. Dopo la tragedia delle Twin Towers e dopo le minacce planetarie di bin Laden, ogni  sciagura fa pensare istintivamente a un sabotaggio. Così è stato per la presunta epidemia di carbonchio in Florida, che ha subito evocato la minaccia di un’offensiva batteriologica. E’ straziante ammetterlo, ma è proprio così. Il terrorismo stravolge le comuni percezioni del pericolo e del dolore”.

 

Sonia Scomparin 19-10-01