Pubblichiamo in questo settore del sito le poesie che i nostri lettori
 vorranno inviarci, dopo una selezione della nostra redazione

2008-2009


Non ti auguro la vita di una stella,

sarebbe troppo lunga.

Non ti auguro la vita di una rosa

sarebbe troppo breve.

Ti auguro di avere nella vita

quello che hai già.

Lo splendore di una stella

e la bellezza di una rosa

di anonimo – trascritta da renata mucci, giugno 2010

Le notti di aprile

Nelle notti di aprile,
le margherite
dagli occhi sognanti
appendono al vento
la gonna leggera
dei petali bianchi.
Si specchiano nude
nel chiaro di luna,
bagnate di luce
su tutta la pelle
si tuffano in cielo:
diventano stelle


(elena alberti nulli, aprile 2010)

E' notte

Penso agli amici/ che dormon felici

e mando un pensiero/di gioia foriero

Posati giù in fondo/i temi del giorno

son senza difesa /in lista d’attesa

pronti a tornare/per darsi da fare

non so se son lieti/o se sono inquieti,

ma se tu insisti/a ignorar quelli tristi

sopprimi la noia/e fai posto alla gioia.

Il giorno tarato/non ti vien cambiato

è meglio mediare /o almeno tentare

Il dì arriva in fretta/è qui, non aspetta

Sorridi ! La vita  non è mica  infinita !

R.M. (febbraio 2010)


Più felice sono quando più lontana

Più felice sono quando più lontana
porto la mia anima dalla sua dimora d'argilla,
in una notte di vento quando la luna brilla
e l'occhio vaga attraverso mondi di luce

Quando mi annullo e niente mi è accanto
né terra, né mare, né cieli tersi
e sono tutta spirito, ampiamente errando
attraverso infinite immensità.

(Emily Brontë)

da Renata Mucci, Novembre 2009

A TE
(di Jovanotti)

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...

Niki, Novembre 2009

Filastrocca dei dodici mesi

Gennaio mette ai monti la parrucca

Febbraio grandi e piccoli imbacucca

Marzo libera il sol da prigionia

Aprile con bei colori orna la via

Maggio ci dona il canto degli uccelli

Giugno appende frutti ai ramoscelli

Luglio falcia le messi al solleone

Agosto, saggio, al sicuro le ripone

Settembre i dolci grappoli arrubina

Ottobre, alla vendemmia, empie la tina

Novembre ammucchia aride foglie in terra

Dicembre…ammazza l’anno e lo sotterra

 

(da Renata Mucci, Ottobre 2009)

Un violento, incessante bisogno di intimità!

L'intimita' spirituale è la mia personale illusione.
Il sogno ke inseguo e ke mai ha inteso, voluto o potuto divenir realtà.
E' la mia dolce ossessione.
La mia piu' ambita passione.
Quel sentieto ke posso attraversare ad occhi chiusi sull'orlo di un burrone.
Il miraggio ke mi rende felice.
Il segreto vitale.
Quella consapevolezza ke mi rende eterna,
comprensiva,
materna.
L'intimita' spirituale è l'essenza della condivisione.
Il coraggio della vera coesione.
Una pura, totale comunicazione.
L' ho sfiorata tante volte....
o almeno cosi' mi è parso, ma nel fallimento....
ogni volta qualcosa s'è perso.
E questa volta, purtroppo non è da meno.
ma ho l'antidoto per questo veleno.
Come ogni volta muoio per poi rinascere.
Il mio inseguimento non si fermerà ora,
ma capisco!!!! cio' ke mi sfiora,
altro non è ke il mio stesso desiderio,
un desiderio urlante,
amplificato,
frustrato...
Ma non giochero' a questo gioco da sola.
Non so tradirmi.
Non vedo ragione per mentirmi.
Intimita' spirituale.... la mia meta ambiziosa.
Quella pietra preziosa,
incastonata al centro
quel centro luminoso
il punto voluminoso
l'essere virtuoso...
ke non intendo tradire.
Come ogni volta provero' a capire.
E una certezza sorge luminosa dopo una notte di lacrime e luna calante....
INTIMITA' SPIRITUALE....SI PUO' E SI DEVE...

Iris Le piane, Agosto 2009
                                                                      

Il Passato

E' una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all'estasi
O alla disperazione.

Se qualcuno l'incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!

Emily Dickinson

(da Giò, Luglio 2009)

Riepilogando

Son su con gli anni e cerco ancora,

un po’ dovunque...ciò che mi rincuora.

Sprecare l’autunno è un po’ da idioti

se ci sono i figli,  nipoti... pro nipoti.
        

Coltivo con passione un orticello

spero che dopo me, rimanga quello;

il mio orticello  è stato seminato

per dare frutti, rari sul mercato!

 

Sperando che il raccolto non deluda

e che la tempesta non si includa

semino, ma non sto ad aspettare

così la delusione,non mi può trovare!

 

Il terreno fertile, non vuol limitazioni

dà fiori sempre, non bada alle stagioni. 

Lì è nato l’amore in ogni sua espressione:

quello per gli altri, spesso senza ragione,

 

quello filiale,  fraterno,  per i figli,

nel mio terreno fiorisce sotto i tigli;

quello amicale, spesso mal ricambiato

che in ogni caso non andrà sprecato!

 

C’è, irrinunciabile, l’amore nella coppia

dolce magia...che la felicità raddoppia.

Va ben protetto affinché faccia luce

per superar le falle, mentre ci conduce.

 

Ho faticato, ma in questo sta l’incanto

francamente non so cos’é il rimpianto;

se qualcuno ha calpestato il mio orticello

altri l’ han dissetato. Questo é stato bello!                           

 

Mi han fatto male ? Io non lo ricordo,

ma il bene ricevuto non lo scordo !

Credo sia un buon atteggiamento

che rasserena il cuore ogni momento.

(da Renata Mucci, Giugno 2009)

DA DOVE VENGO?
(filastrocca)

Da dove vengo davvero non so..

.però ero felice e lo fui per un po'.
Poi, fu per amore che venni al mondo
e fui coinvolta in gran un girotondo

Con musica, stelle, profumo di fiori
ma poi,d'un tratto, mi buttarono fuori.
Senza preavviso conobbi il dolore,
 rimasi basita col freddo nel cuore.

E fu mio figlio che con un sorriso..
.mi aprì la porta del suo paradiso.
Mi feci forza, mi armai di coraggio,
ignorai la pena del brusco passaggio.

Scrivevo, intanto, di più e su ogni cosa
 e qualcuno mi offriva talvolta una rosa.
Il tempo è volato un po' troppo in fretta
ed ora assaporo quest'ultima fetta.

Ho amato la vita, ho intuito l'amore
e or vivo con gioia le prossime ore
Ho buoni amici .....e col loro affetto
pure il tramonto mi fa un bell'effetto.

Renata Mucci (maggio 2009)

Voglia di coccole !  

L’amore le richiede ogni momento  
per avere garanzia del sentimento;
la passione le effonde sulla pelle
con  emozioni che portan tra le stelle.
  
Offre coccole, il materno atto amoroso,  
al grembo che protegge un seme prezioso;
e a sperare nel domani sempre  invita,
chi sente il palpitar di un’altra vita.

Se ne compiace l’innocente fantolino,
le richiede gioioso anche il bambino;
l’adolescente le anela, alle prime pulsioni,
per avere conferma a vaghe sensazioni.

Dolce é la carezza, sul viso un po’ sciupato
di chi palesemente  ha  molto amato;   
trasmette conforto e riesce a rincuorare
chi le offese del tempo vuole contrastare.  

E’ un gesto di palese  tenerezza   
sta in superficie, ma dona concretezza
a un sentimento in cui l’avarizia
viene subìta come un’ingiustizia.

La coccola  che arriva  inaspettata,
può volgere al  meglio  un’intera giornata;         
esserne  generosi consente di donare
un bene prezioso, che non puoi comprare!  

Renata Mucci, Aprile 2009

"SAREBBE BELLO!"

Se la tragedia di questi giorni ci rendesse migliori.
Se qualcuno fosse contento di averci incontrato.
Se ci ricordassimo di sorridere.

Renata Mucci, Aprile 2009

"UN FIORE APPASSITO"

Un fiore appassito,
nelle pagine di un libro
da tempo dimenticato.

Si è perso nel tempo,
stretto fra due fogli
pigiati con gli altri,
quasi a chiuderne un segreto,
che poi non è.

E' appassito
per mancanza di luce,
perchè soffocato ed immerso
in una storia non sua,
ma che l'uomo gli ha imposto.

Forse il ricordo di una gita
su un prato ora anche lui ingiallito,
la compagnia di una persona cara
che può anche non essere più,
e di cui rimane quel fiore
che parla e significa ancora di lei.

No, non prenderlo fra le dita,
si spezzerebbe sicuramente,
è ormai un equilibrio che si può rompere,
sbriciolando con sè anche il ricordo che rappresenta.

E' fatto per rimanere lì,
fra le pagine di un libro,
da tempo dimenticato
e aperto per caso.


Cesare Borroni, marzo 2009

 

OTTO BACI (per te)

Tengo nel mio pugno

otto baci.

Li depongo in uno scrigno,

perché sono speciali.

Azzurri: come la serenità;

palpitanti: come il cuore;

indelebili: come l'amore,

che provo per te.

 

E, mentre dormi, ne prendo fuori due,

per deporli sui tuoi occhi.

Un altro, per imprimerlo sulla tua bocca.

Due, li voglio mettere sulle tue orecchie,

perché non ti giungano più cose sgradite.

Sulla tua spaziosa fronte ne metto un altro,

perché cancelli tutti i tuoi problemi.

I rimanenti due, li cospargo sulle tue mani.

 

E, al tuo risveglio,

voglio abbracciarti forte

sino a toglierti il respiro.

E se dopo gli otto baci per te

non sei ancora tutto mio

morire così, fra le tue braccia,

sì … da donarti

anche la mia vita.

(Azeta - marzo 2009)

Canto di marzo
Quale una incinta, su cui scende languida
languida l'ombra del sopore e l'occupa,
disciolta giace e palpita su 'l talamo,
sospiri al labbro e rotti accenti vengono      
e súbiti rossor la faccia corrono,

tale è la terra: l'ombra de le nuvole
passa a sprazzi su 'l verde tra il sol pallido:
umido vento scuote i pèschi e i mandorli      
bianco e rosso fioriti, ed i fior cadono:
spira da i pori de la glebe un cantico.

- O salïenti da' marini pascoli
vacche del cielo, grigie e bianche nuvole,       
versate il latte da le mamme tumide
al piano e al colle che sorride e verzica,
a la selva che mette i primi palpiti -.

Cosí cantano i fior che si risvegliano:       
cosí cantano i germi che si movono
e le radici che bramose stendonsi:
cosí da l'ossa dei sepolti cantano
i germi de la vita e de gli spiriti.       

Ecco l'acqua che scroscia e il tuon che brontola:
porge il capo il vitel da la stalla umida,
la gallina scotendo l'ali strepita,
profondo nel verzier sospira il cúculo       
ed i bambini sopra l'aia saltano.

Chinatevi al lavoro, o validi omeri;
schiudetevi a gli amori, o cuori giovani;
impennatevi a i sogni, ali de l'anime;       
irrompete a la guerra, o desii torbidi:
ciò che fu torna e tornerà ne i secoli.

Giosuè Carducci

(da Antonella P., Marzo 2009)


A TE MAMMA

C’è un posto nel mio cuore, in cui ti ritrovo.
In esso domini un regno tutto tuo,
e sei regina di uno spazio senza fine,
di un tempo senza domani.

Ti parlo con le labbra dell’anima,
che sa piangere e gioire per te,
ma dimmi, perché son maggiori le lacrime?

Forse sarà perché ho bisogno di te,
perché i tuoi occhi sono così immobili,
il tuo sorriso velato,
la tua bocca tremante,
nel silenzio lontano di te che non vedo,
ma che sento tanto vicina e presente in me,
Mamma! Mamma, che non sei più!

(Cesare Borroni, Febbraio 2009)

 

GRAZIE PAPA' !

 

Tu, papà mio

ch'eri seme d'amore,

hai dato la tua essenza

perché sorgessi,

dove si alza il sole.

 

Mi hai donato

la luce dei tuoi occhi,

e del tuo cuore

il battito vitale.

 

Hai posato, sulle mie,

le tue mani forti

per condurmi

dove il mondo si risveglia.

 

Ho aperto la porta della vita,

e ho visto germogli

spuntare dalle zolle,

e gocce di rugiada

su petali di rose.

 

Ho assorbito

i tuoi insegnamenti, lottando, come te,

fra spine e asperità

ringraziando chi

ha dato a te, la vita,

perché, se esisto,

è perché

tu sei passato prima di me,

in questo mondo

di continuità.

 

(AZ - febbraio 2009)

UN BACIO NEL CIELO

Tiene la mano

in quella del padre

LUI, un bambino … curioso di tutto,

e s'incammina tra gente e colombi,

in questa piazza, dorata dal sole.

Sua proiezione, quasi irreale

è questo uomo, che gli cammina al fianco.

Laggiù, c'è il mare

enorme distesa

e tanti gabbiani … farfalle giganti,

si librano in cielo,

per poi sfiorare, come su un fiore,

il pelo dell'acqua.

Vede automobili, di tanti colori;

un gelataio col suo carretto,

una vecchina, vestita di grigio

con nelle mani, un mazzo di fili

e sulla cima … palloncini rossi.

Mangia il gelato

e con lo sguardo … segue la mano,

sin dove arriva, il suo palloncino.

Lassù, in quell'azzurro

baciato dal sole,

vede il sorriso della sua mamma

e LUI,

come volesse donarle il suo cuore,

lo lascia libero

ad involarsi nel cielo.

Un tenero bacio, tutto per lei.

(Azeta - gennaio 2009)

L'AMICIZIA

Ci sono momenti di sofferenza o di tristezza,
o giornate come pugnalate al cuore;
la mia vita e il mio cuore sono aperti per te.

Queste orecchio possono ascoltare, qualsiasi cosa in ogni  momento.
Anche questi occhi hanno accumulato tante lacrime per piangere con te

Quando sei gioioso non c'è bisogno di parlare, io lo capisco vedendo il tuo viso
e quando senti tristezza solitudine o voglia di allontanarti,
parla con me di tutte queste cose, io carico sulle mie spalle la metà delle tue sofferenze.

Andiamo avanti insieme. Questa è la nostra strada, fino a quando continuerà la nostra amicizia

Daisaku Ikeda

(da Gioelle, Gennaio 2009)

Il mare d'inverno

Il mare d'inverno
è solo un film in bianco e nero visto alla tv.
E verso l'interno, qualche nuvola dal cielo che si butta giù.
Sabbia bagnata, una lettera che il vento sta portando via,
punti invisibili rincorsi dai cani,
stanche parabole di vecchi gabbiani.
E io che rimango qui solo a cercare un caffè.
Il mare d'inverno
è un concetto che il pensiero non considera.
È poco moderno, è qualcosa che nessuno mai desidera.
Alberghi chiusi, manifesti già sbiaditi di pubblicità,
Macchine tracciano solchi su strade,
dove la pioggia d'estate non cade.
E io che non riesco nemmeno a parlare con me.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a farci compagnia.
Mare mare, non ti posso guardare così perché
questo vento agita anche me.
Passerà il freddo
e la spiaggia lentamente si colorerà.
La radio e i giornali
e una musica banale si diffonderà.
Nuove avventure,
discoteche illuminate piene di bugie.
Ma verso sera, uno strano concerto
e un ombrellone che rimane aperto.
Mi tuffo perplesso in momenti vissuti di già.

Enrico Ruggeri

(da Antonella P., Dicembre 2008)

IL PENSIERO

Tra cose materiali e ideali

il deficit stagnante

oppure il pareggio,

ti sprona verso il meglio,

fai questo e quello

e ancora vai avanti,

per sopravviver con gli altri

… con rispetto.

 

Ingoi dispiaceri

sorridi perché devi.

Bisogna andare avanti

seguire la corrente e se ti fermi

oppure torni indietro,

se ti riprometti

di cambiare il tutto

inciampi nei giudizi dei pensanti,

quelli che vanno sempre

diritti, in avanti.

 

Ma qualche cosa resta

in ognuno dei presenti,

per quelli che verranno

per quelli ormai finiti.

Il pensiero

individuale concessione

arbitrio a noi spettante

di rendere lampante

o di tener segreto.

(AZ dicembre 2008)

Novembre

Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al più sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. È l'estate,
fredda, dei morti.

(Giovanni Pascoli)

da Clap, Novembre 2008

 

LIBERO VIANDANTE

Ponti e strade.

Gente indifferente

viavai di "parti" del progresso

e tu libero

non te ne importa niente !

Col tuo fardello misero

percorri l'esistenza

spaziando come un'ombra

tra i resti del "consumismo".

Le strade sono prati

i ponti … arcobaleni

ti copre il cielo buio

tu parli con la luna.

Dimenticato, braccato,

commiserato,

tra i rapporti miseri

l'anima senti.

Scende la sera

e mani del mistero

ti accompagnano verso il sole

la tua solitudine, resta indietro.

 

(A.Z. novembre 2008)


"TIENI SEMPRE PRESENTE"

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!

(Madre Teresa di Calcutta)

da gioelle@hotmail.it, novembre 2008

Marionette

Con occhi sbarrati,

irrealmente immobili,

le marionette si muovono,

nel loro mondo

di cartone colorato.

E farse di vita scorrono,

manovrate da mani reali,

per incantati occhi

di uomini bambini.

Pupazzi senz'anima,

vestiti di stoffe sgargianti,

che verranno appesi

in fila

nell'oscurità.

Il loro sole, fatto di luci

tramonta e riappare

a sipario alzato

fino a sbiadire

e consumare la loro immagine.

Marionette,

confuse tra di noi,

che sciolgono

il colore dei loro occhi,

con pianti sommessi

perché noi

non vogliamo riconoscerci.

(Azeta, ottobre 2008)


Il piu bello dei mari

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet

(da Gioelle, Ottobre 2008)

Settembre

triste il giardino: fresca
scende ai fiori la pioggia.
Silenziosa trema
l'estate, declinando alla sua fine.
Gocciano foglie d'oro
giù dalla grande acacia.
Ride attonita e smorta
l'estate dentro il suo morente sogno.
S'attarda fra le rose,
pensando alla sua pace;
lentamente socchiude
i grandi occhi pesanti di stanchezza.


Hermann Hesse


(da Antonella P. settembre 2008)

 


NEI MIEI PENSIERI ... VAGHI


Cerco di centrare

l'essenza del tuo IO,

guardandoti negli occhi,

sentendoti parlare.

 

E vedo ritrosia

in mezzo ai tuoi tesori!

Quel voler dare,

col cuore e con rispetto,

senza che s'accorga il mondo.

 

La timidezza copri

con volontà forzata,

per inserirti

nel puzzle della vita.

 

E poi ti basta

una mano tesa,

qualcuno che ti ascolti,

per lasciar scorrere

come torrente in piena,

i tuoi valori chiusi,

per l'indifferenza altrui.

 

Apriti al mondo

e scrutalo per bene,

osa pure, senza confronti!

C'è chi vale veramente

ed anche chi,

non vale proprio niente!!!

 

(Azeta settembre 2008)


RIPETUTE EMOZIONI

Si fa, il primo passo

e poi il cammino,

non si conta più.

Si fanno le prime esperienze

e poi, ancora delle altre

come un'indigestione di ciliege

accattivanti, dopo le prime.

E i passi nella vita

riempiono il sacco del Sapere

in un continuare,

a ripetere,

come già vissute,

rinchiuse nei meandri

dei ricordi nascosti.

Si è già vissuti

o siamo presagi del Destino?

Fulminati dai primi incontri

indifferenti ad altri,

come se i primi

li avessimo già incontrati.

Il primo passo

e l'ultimo ... si confondono

e ci conducono

allo stesso posto

 in un tempo-stesso

per un ripetersi

a vivere e rivivere

le stesse emozioni.

(AZ - agosto 2008)

Un giorno d’estate

Colui che fosse capace di replicare

un giorno d’estate,
sarebbe più grande di esso - anche se
fosse il più minuscolo del genere umano.

E se - fosse capace di riprodurre il sole,
nel momento del suo calare,
l’indugiare, e lo scolorare, intendo

quando l'Oriente è stato superato
e l'Occidente, divenuto ignoto,
il suo nome rimarrebbe.

Emily Dickinson

(Antonella P. - Agosto 2008)

L'UNICA STAGIONE

Un vagito

al primo alito di vita

Prime parole

e insicuri passi

Alimento

di nozioni intellettive

Fioritura

dell'uomo del domani.

E arriva l'oggi,

e il domani

più veloce ancora!

per ricordi, letti

tra le pieghe

solcate sulla carne,

tra i passi stanchi

che conducono … al di là

per una nuova vita.

Mentre

si riempiono  di gemme,

stecchiti rami,

nel carosello

di stagioni all'infinito

l'UOMO

è già passato,

sparendo, con un lamento,

laggiù, in fondo

oltre l'infinito

nell'orizzonte che si perde.

L'ultimo alito

che si congiunge al primo

come un abbraccio d'addio

della sua unica stagione.

(AZ luglio 2008)


Estate

C'è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.

Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un'erba che so,
con un tonfo. Così trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d'aria
e il prodigio sei tu. C'è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.

Ascolti.
La parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.

Cesare Pavese

(da Antonella P. - Luglio 2008)


EVVIVA I NOSTRI

Evviva i nostri giocatori,

se pur fortunati coi rigori,

hanno vinto anche di cuore,

finalmente un po' di onore!

Che dici, ci possiamo sperare?

E addirittura i quarti superare?

Dovremo imparare il flamenco,

certo che con Toni sbilenco...

La vedo dura ahimè veramente,

speriamo si svegli prontamente.

Balleremo forse il cha cha cha,

ma il buon Panucci un gol ci farà.

Le probabilità di una nostra vittoria,

non sono molte in questa storia.

Speriamo almeno di dimostrare,

che se vogliamo sappiamo giocare.

E allora "Forza azzurri", noi tifiamo,

e la nostra bandiera sventoliamo,

ma voi non deludeteci nuovamente,

e regalateci un Europeo sorprendente!!!

(TB, Giugno 2008)

PASSANO GLI ANNI ...

Passano gli anni,

secondi, minuti, ore,

per muoversi, fermarsi,

dormire svegliarsi,

amarsi, odiarsi,

e ancora avanti,

per strade e viali,

per cielo e mare

in un giro continuo,

senza ritrovarsi mai ...

Conoscere gli altri

e non se stessi ...

oppure, l'incontrario in uno

sprofondarsi nell'interiorità:

amanti di noi stessi,

per elevare l'Ego,

il migliore, fra due entità.

Passano gli anni,

ci si abbandona

e si torna indietro ...

trovando, nel passato,

rifugio di ricordi sbiaditi,

vestendo a nuovo, avvenimenti

dando loro, valori inesistenti.

Passano gli anni,

e ci sforziamo di guardare in là!

E' difficile sapere se,

il muoversi, il fermarsi,

l'amarsi, l'odiarsi

è sempre uguale

in questa programmata umanità.

Passeranno gli anni ...

e secondi, minuti, ore

scandiranno il tempo del tempo,

per un brulicare

di passaggi inosservati,

rinati

da stecchiti rami del passato ...

e noi ormai finiti,

staremo a guardarli !

(A.Z. - giugno 2008)

GIUGNO - Frammento 247

Cosa darei per vedere il suo volto?
Darei, darei la mia vita, ovviamente,
ma questo non basta!
Aspetta un minuto, lasciami pensare!
Darei il mio bobolink più grande!
Così sono due, lui, e la vita!
Sapete chi è Giugno,
ecco, darei lui,
rose colte ieri a Zanzibar,
e calici di gigli, come pozzi,

miglia e miglia, di api,
canali blu
che flotte di farfalle, traversarono,
e valli screziate di margherite,

Poi ho obbligazioni in banche di primule,
doti di giunchiglie, azioni profumate,
domini, ampi come la rugiada,
sacchi di dobloni che api avventurose
mi portarono, da mari di firmamenti,
e porpora, peruviana.
Ora, l’ho comperato,
Shylock? Rispondi!
Firma il contratto!
"Giuro di pagare
a lei – che ciò promette –
un’ora, del viso del suo sovrano"!

Emily Dickinson

(da Antonella P. - Giugno 2008)

E' INUTILE...

E' inutile vedere 
le rondini nel cielo 

se, poi, senti 
il freddo d'inverno, dentro.                    

        

E' inutile inebriarsi 

nell'acqua di sorgente 

se la febbre ti rode, 

fino a consumarti. 

                                           

E' inutile aspettare
che "un niente" cambi 
e sperare
che succeda qualcosa. 

 

Anche per te 
se il vento contrario 
spacca le tue vele 
e ti spettina i pensieri. 

 

E'inutile accorgersi
che sei a questo mondo

e poi t'accorgi
che lo pensi solamente.

 

Gli altri ... non ti notano.

Gli altri ... non ti sentono

e se ne vanno,

sui sentieri dell'ignoto.

 

Forse, perché, oggi,

non ci sei ancora.

Nasci in te stessa

e in te stessa, muori.


(da Azeta maggio2008)  

INCANTO DI TRIESTE

La brezza della sera
arriva dal pendio
di questo Carso asciutto,
ma verde al tempo stesso.

Seduti sulla riva,
gli sguardi fissi al cielo,
gli innamorati, muti,
allentano la mente
ai loro sogni eterni.

Incanto di Trieste,
che canta, a chi l'ascolta,
la dolce serenata
che solo chi si ama
raccoglie dentro sè.


(da Cesare Borroni - aprile 2008)

IL BERSAGLIO


Passo a passo,
la vita, ti cammina accanto!
A distogliersi, un attimo,
LEI, ha già girato l'angolo.

E la strada si fa sferica
e a cerchio la percorri!
E mentre giri, si rimpicciolisce
in una spirale,
che sembra non finire mai.

Ti fermi un momento
a leccarti le ferite,
o a ridere beata
perché, prima o poi,
il cerchio finirà!

Ti ritroverai nel mezzo,
come una freccia
conficcata a distanza
dall'arco del destino.

E come premio
di tanta precisione,
avrai vinto, la tua età:
20 - 40 - 60 - 80 - 100,
non importa, quando finirà.

Allora potrai fermarti,
riposare un poco
e, inserirti nella dimensione
senza svolte dove,
per fare l'inventario della vita,
avrai tutto il tempo che ti occorre!


AZ - aprile 2008

Mia Genova difesa e proprietaria

Le case così salde nei colori
a fresco in piena aria,
è dalle case tue che invano impara,
sospese nella brezza
salina, una fermezza
la mia vita precaria.

Genova mia di sasso. Iride. Aria.

da Almanto - aprile 2008

Chi sono?

Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell'anima mia:
"follia".
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore la tavolozza dell'anima mia:
"malinconia".
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
Nella tastiera dell'anima mia:
"nostalgia".
Son dunque...che cosa?
Io metto una lente
Davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell'anima mia.



Aldo Palazzeschi

Almanto - aprile 2008


GENOVA

Genova mia città intera.
Geranio. Polveriera.
Genova di ferro e aria,
mia lavagna, arenaria.

Genova città pulita.
Brezza e luce in salita.
Genova verticale,
vertigine, aria scale.

Genova nera e bianca.
Cacumine. Distanza.
Genova dove non vivo,
mio nome, sostantivo.

Genova mio rimario.
Puerizia. Sillabario.
Genova mia tradita,
rimorso di tutta la vita.

Genova in comitiva.
Giubilo. Anima viva.
Genova in solitudine,
straducole, ebrietudine.

Genova di limone.
Di specchio. Di cannone.
Genova da intravedere,
mattoni, ghiaia, scogliere.

Genova grigia e celeste.
Ragazze. Bottiglie. Ceste.
Genova di tufo e sole,
rincorse, sassaiole.

Genova tutta tetto.
Macerie. Castelletto.
Genova d'aerei fatti,
Albaro, Borgoratti.

Genova che mi struggi.
Intestini. Caruggi.
Genova e così sia,
mare in un'osteria.

Genova illividita.
Inverno nelle dita.
Genova mercantile,
industriale, civile.

Genova d'uomini destri.
Ansaldo. San Giorgio. Sestri.
Genova in banchina,
transatlantico, trina.

Genova tutta cantiere.
Bisagno. Belvedere.
Genova di canarino,
persiana verde, zecchino.

Genova di torri bianche.
Di lucri. Di palanche.
Genova in salamoia,
acqua morta di noia.

Genova di mala voce.
Mia delizia. Mia croce.
Genova d'Oregina,
lamiera, vento, brina.

Genova nome barbaro.
Campana. Montale, Sbarbaro.
Genova dei casamenti
lunghi, miei tormenti.

Genova di sentina.
Di lavatoio. Latrina.
Genova di petroliera,
struggimento, scogliera.

Genova di tramontana.
Di tanfo. Sottana.
Genova d'acquamarina,
area, turchina.

Genova di luci ladre.
Figlioli. Padre. Madre.
Genova vecchia e ragazza,
pazzia, vaso, terrazza.

Genova di Soziglia.
Cunicolo. Pollame. Trilia.
Genova d'aglio e di rose,
di Pré, di Fontane Masrose.

Genova di Caricamento.
Di Voltri. Di sgomento.
Genova dell'Acquasola,
dolcissima, usignuola.

Genova tutta colore.
Bandiera. Rimorchiatore.
Genova viva e diletta,
salino, orto, spalletta.

Genova di Barile.
Cattolica. Acqua d'Aprile.
Genova comunista,
bocciofila, tempista.

Genova di Corso Oddone.
Mareggiata. Spintone.
Genova di piovasco,
follia, Paganini, Magnasco.

Genova che non mi lascia.
Mia fidanzata. Bagascia.
Genova ch'è tutto dire,
sospiro da non finire.

Genova quarta corda.
Sirena che non si scorda.
Genova d'ascensore,
paterna, stretta al cuore.

Genova mio pettorale.
Mio falsetto. Crinale.
Genova illuminata,
notturna, umida, alzata.

Genova di mio fratello.
Cattedrale. Bordello.
Genova di violino,
di topo, di casino.

Genova di mia sorella.
Sospiro. Maris Stella.
Genova portuale,
cinese, gutturale.

Genova di Sottoripa.
Emporio. Sesso. Stipa.
Genova di Porta Soprana,
d'angelo e di puttana.

Genova di coltello.
Di pesce. Di mantello.
Genova di lampione
a gas, costernazione.

Genova di Raibetta.
Di Gatta Mora. Infetta.
Genova della Strega,
strapiombo che i denti allega.

Genova che non si dice.
Di barche. Di vernice.
Genova balneare,
d'urti da non scordare.

Genova di "Paolo & Lele".
Di scogli. Furibondo. Vele.
Genova di Villa Quartara,
dove l'amore s'impara.

Genova di caserma.
Di latteria. Di sperma.
Genova mia di Sturla,
che ancora nel sangue mi urla.

Genova d'argento e stagno.
Di zanzara. Di scagno.
Genova di magro fieno,
canile, Marassi, Staglieno.

Genova di grige mura.
Distretto. La paura.
Genova dell'entroterra,
sassi rossi, la guerra.

Genova di cose trite.
La morte. La nefrite.
Genova bianca e a vela,
speranza, tenda, tela.

Genova che si riscatta.
Tettoia. Azzurro. Latta.
Genova sempre umana,
presente, partigiana.

Genova della mia Rina.
Valtrebbia. Aria fina.
Genova paese di foglie
fresche, dove ho preso moglie.

Genova sempre nuova.
Vita che si ritrova.
Genova lunga e lontana,
patria della mia Silvana.

Genova palpitante.
Mio cuore. Mio brillante.
Genova mio domicilio,
dove m'è nato Attilio.

Genova dell'Acquaverde.
Mio padre che vi si perde.
Genova di singhiozzi,
mia madre, Via Bernardo Strozzi.

Genova di lamenti.
Enea. Bombardamenti.
Genova disperata,
invano da me implorata.

Genova della Spezia.
Infanzia che si screzia.
Genova di Livorno,
Partenza senza ritorno.

Genova di tutta la vita.
Mia litania infinita.
Genova di stocafisso
e di garofano, fisso
bersaglio dove inclina
la rondine: la rima.



Giorgio Caproni - aprile 2008


A VOLTE...

A volte, nella vita,
nuvole minacciose
si addensano
sul nostro cielo. 

Poi, d'improvviso,

un colpo di vento,

od una brezza leggera,

le porta lontano.

 

Ritorna il sereno,

ed il sole

risplende di nuovo,

fugando i fantasmi della paura.

 

Apriamo le braccia…

la vita è lì per sorriderci,

e donarci ancora

i suoi beni preziosi!


Cesare Borroni - marzo 2008


E' NOTTE...

E' notte,

profondo è il silenzio,

interrotto dal lento battito del mio cuore.

Una macchina passa,

là fuori,

con occhi di luce,

silenziosa e discreta,

mentre tutto è così immobile,

quasi irreale....

Domani le vie si animeranno

e vinceranno questo silenzio

che affascina,

e assorbe l'animo stanco

della giornata passata.

Cesare Borroni - marzo 2008


QUALCUNO MI CHIAMA ...          

Che cos'è                                                  
questo sentire ovattato,                              
questa percezione                                      
di camminare nel vuoto?                             
Le tempie pulsano,
un groppo in gola                                      
e il passo pesante,                                      
mentre incedo verso il nulla.                       
Tutt'intorno,
un buio freddo                        
mentre l'orecchio
percepisce indistinte voci.                          

Qualcuno chiama,                                      
sento il mio nome                                      
ma non riconosco il suono.                        
Girarsi è inutile,                                          
non c'è nessuno!                                                           
Un lieve tepore                                          
mi prende il cuore.                                     
Penso a mia figlia                                       
e poi, penso a te.
Subito dopo,                                             
il viso bagnato di amare gocce                    
si fa ghiaccio e statico                                
e nel pallore, mi riconosco:                         
è l'anima mia che se ne va.                          
Forse LEI, mi sentirà                                 
mentre mi chiamo?                                     
Ed io, trattenuta su questa terra,                  
attendo la vita.                           

Azeta -marzo2008                     


INFINITO


Un viale senza fine
e in fila, con braccia protese
individui allo sbocciar della vita.

Gente che cresce.

Gente al tramonto.

Vorrei percorrerlo in fretta
ma, rami mi toccano
mi lacerano
se mi soffermo sono perduta.

C'è il sole
poi la pioggia.

Mi sento le membra pesanti,
paralizzate,
impaurita da un pericolo imminente.

Ombre mi seguono,
la paura m'imprigiona,
sento il cuore pulsare nelle orecchie.

Perché non c'è nessuno a fermarmi?

In fondo al viale
ci deve essere qualcosa!

Incespico,
cado ... mi rialzo
e sento un tepore,
una pace mai conosciuta.

I rami sono ritti verso il cielo,
germogli verdi,
canti di uccelli.

E la gente sparisce.

Solo alberi!

Sono giunta alla fine del viale?

Sento la speranza,
mi sorride,
mi prende per mano,
mi conduce là,
nella vita che continua.

E vedo alberi, e gente,
e pioggia.

Sono stanca, ricado.

Il viale non ha fine,
mi sforzo di reagire.

Mi aggrappo all'aria
e, con passo deciso,
mi avvio senza voltarmi.



AZ febbraio 2008

LE PIEGHE DELLA NOTTE


Piano, piano
le ombre della sera,
si formano come pieghe
ad invecchiare il giorno.

L'oscurità acuisce i rumori.
L'orologio si fa incessante
e scandisce il tempo,
in una fretta controllata.

Il cuore gli fa eco
e poi, saetta
verso un traguardo
a porte chiuse.

Le mie nocche,
bussano
e piccole schegge
mi trafiggono l'anima.

Il rossore sanguigno del tramonto
colora, per un momento, l'oscurità.
Col suo manto nero
la notte si disperde.

E aria fresca e lieve mi sfiora,
in un'alba chiarissima:
il mondo si risveglia,
si riaccende la speranza.

AZ - gennaio 2008