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Chirurgia Plastica e Estetica

a cura del Prof. Vincenzo Del Gaudio
Specialista in Chirurgia Plastica & Estetica

 

 

La chirurgia dell'addome

Il mio problema è… le condizione del mio addome

Pelle in eccesso, smagliature, muscolatura ceduta, sono le sequele frequenti di una gravidanza oppure di un considerevole dimagrimento. Può conseguirne un aspetto profondamente antiestetico. A volte, in casi estremi, la pelle ed il grasso in eccesso possono ripiegarsi su se stessi e formare delle vere e proprie pieghe (addome a "grembiule"). Parimenti un addome particolarmente grasso può risultare molto sgradevole.

Cosa può esser fatto?

Una operazione chiamata addomino plastica separa la pelle ed il grasso dai sottostanti muscoli addominali attraverso una incisione che decorre da un lato all’altro dell’addome, passando al livello dei peli pubici. La pelle ed il grasso vengono tirati verso il basso, come se fossero una "tendina", e l’eccesso viene rimosso, la muscolatura addominale viene opportunamente rinforzata con strutture appropriate. Le ferite sono suturate e viene ricostruito un nuovo ombelico nella sua posizione naturale. In alcuni casi può essere sufficiente un’operazione meno estesa che combina la lipoaspirazione con una moderata rimozione della pelle eccedente.

Quali sono le conseguenze?

Sarà necessario un ricovero in clinica per 2-3 giorni durante i quali avrete dei drenaggi. Residueranno esiti cicatriziali importanti, della cui qualità è unicamente responsabile la cute del soggetto: una cicatrice lineare che decorre nel basso addome e che è generalmente nascosta per intero dal costume da bagno, e se la tecnica lo ha previsto, anche una cicatrice circolare periombelicale, che si cela all’interno dell’ombelico stesso. In rari casi può inoltre residuare una piccola cicatrice verticale sovrapubica. E’ essenziale che voi comprendiate con esattezza come saranno le cicatrici nel vostro caso particolare, poiché la loro estensione può variare secondo il tipo di tecnica usata, per soddisfare le vostre esigenze. Può residuare ancora un certo grado di diminuzione della sensibilità nella regione bassa dell’addome dovuta all’interruzione delle terminazioni nervose sensitive. Normalmente questa iposensibilità è transitoria, in rari casi è permanente.

Durerà il miglioramento?

L’effetto estetico e di sostegno della parete addominale durerà tutta la vita, a patto che non ingrassiate in maniera smodata o non abbiate altre gravidanze.

Quali sono i limiti?

L’addominoplastica rimuoverà tutti gli inestetismi (cicatrici preesistenti, smagliature, ecc.) che si trovano sulla porzione di cute che viene eliminata.

Quali sono i rischi?

Tutti gli interventi chirurgici importanti effettuati, come in questo caso, in anestesia generale o peridurale, comportano un minimo rischio. Per questo le chiederemo accurate analisi preoperatorie, una attenta visita anestesiologica ed una accurata anamnesi. Se, come descritto in letteratura, molto raramente, dovesse presentarsi un ematoma nel postoperatorio, potrebbe essere necessario il suo drenaggio. A volte si formano i cosiddetti "sieromi"; si tratta di raccolte di linfa sotto il tessuto adiposo dovute all’interruzione dei vasi linfatici in seguito allo scollamento dei tessuti. Queste raccolte, nella maggioranza dei casi, si risolvono spontaneamente, a volte invece è necessario il loro drenaggio pungendole ed aspirandole con una siringa. Questa manovra, quando è necessaria, non è dolorosa. Occasionalmente si può avere la cosiddetta deiscenza (apertura) della ferita o spontaneamente o per eccessiva trazione dei lembi. In questi casi, dopo una attenta e probabilmente lunga serie di medicazioni locali, a cicatrizzazione avvenuta, si può operare una revisione della cicatrice. Per scongiurare la remota possibilità di infezioni o sepsi somministriamo di routine antibioticoterapia. E’ anche possibile una cattiva guarigione delle ferite, soprattutto in pazienti predisposti geneticamente, o forti fumatori e a volte può essere necessaria una revisione. Normalmente le cicatrici evolvono bene diventando delle linee di colore bianco che comunque si notano. Tuttavia alcune persone hanno una innata tendenza all’allargamento delle cicatrici e alla ipetrofia delle stesse fina alle cosiddette forme cheloidee. In questo caso una adeguata terapia medica o chirurgica può aiutare a risolvere il problema nei mesi successivi all’intervento. Per ridurre il rischio molto remoto di trombosi usiamo farmaci antiaggreganti piastrinici e consigliamo una mobilizzazione precoce.

Cosa dovreste fare prima dell’intervento?

Dovrete evitare di assumere aspirina (acido acetilsalicilico) o altri farmaci contenenti questo composto per 7-10 giorni. Il fumo peggiora l’irrorazione sanguigna periferica e quindi la guarigione dei tessuti e può determinare una peggiore guarigione delle ferite: è bene evitarlo o ridurlo. Se siete tendenzialmente anemici, è opportuno l’assunzione di ferro prima e dopo l’intervento. Se prendete la pillola anticoncezionale il vostro chirurgo vi consiglierà di sospenderla prima dell’intervento ed usare un altro metodo

Cosa dovrete fare dopo l’intervento.

Per i primi giorni sarà necessaria l’assunzione di antidolorifici. Quando tornerete a casa sarebbe opportuno che qualcuno vi sia di aiuto nel lavoro per qualche giorno. Dovrete tornare dal chirurgo per togliere i punti dopo circa 10-20 giorni, probabilmente in più sedute. Il vostro addome sarà opportunamente contenuto in un’apposita guaina di forma e materiale adeguati per circa un mese, durante il quale, comunque, potrete condurre una vita di relazione normale. Possono perdurare lievi o media sensazioni dolorose transitorie nei giorni successivi all’intervento. Dovrete evitare l’attività sportiva estrema per almeno 6 settimane. Dovrete evitare di esporre le cicatrici al sole durante i primi mesi, eventualmente proteggendole con crema a scudo totale. Non esitate a chiedere ulteriori informazioni o chiarimenti o a sottoporre alla nostra attenzione le esigenze particolari del vostro caso.

                                                            
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