Torino ora è in attesa di un nuovo sovrano Sono certo, verrà da Alba, prov. di Cuneo




di Riccardo Ruggeri

Mi pongo spesso la domanda: come sarà Torino senza la Fiat? Mi rispondo: tornerà a essere una città sabauda. Il suo DNA è quello, ha bisogno di un sovrano: il Re, Mussolini, Gianni Agnelli, in vita solo ossequio, sfumature e giudizi li cogli solo ai loro funerali. La borghesia torinese è cortigiana, nata dalla fusione di aristocratici scivolati in basso e fornitori reali saliti al “piano ammezzato”: non potevano capire la complessità dell'industria, del lavoro in fabbrica, la sua dignità fattasi status, di conseguenza consideravano operai, manager, imprenditori alieni. Ovvio, erano abituati da sempre solo a maggiordomi, commessi, portieri. L'unica componente borghese viva, competitiva, laboriosa, intellettualmente avanzata, era la piccola comunità ebraica. Ora Torino è una città europea, perché questa Europa vacua, burocratica, cosmopolita e multiculturale nel senso peggiore dei due termini, è diventata come lei. Lo si coglie dal segnale debole per eccellenza, il doppio rapporto cani da compagnia-abitanti e bambini-abitanti delle zone residenziali-collinari.

La Fiat per Torino fu un accidente, mai fu accettata, così come la piccola-media imprenditoria che nacque come sua ancella ma poi divenne adulta. La sua borghesia non aveva lombi gagliardi per fornire al sovrano il management necessario: dovette quindi avvalersi dei figli degli operai. Ora si sono inventati Torino “città della cultura”, tanti eleganti depliant, nessun contenuto: è disperante ma questo sarà il suo destino. Rimane una città spaccata, il centro elegante-residenziale pare un relais-chateaux, nelle periferie (banlieue dalle panchine sempre occupate) trovi solo vecchi pensionati, cassa-integrati, esodati nullafacenti, fornitori di droga e sesso estremo: a poco a poco evaporeranno. La vita della Torino operaia della mia giovinezza ormai è solo in San Salvario, dove gli immigrati a fronte di un lavoro regolare ne hanno due in nero (esattamente come i miei nonni), e stanno diventando benestanti grazie alla loro laboriosità (esattamente come i miei nonni). Western Union movimenta i loro risparmi, mentre i borghesi per mantenere il simulacro del passato stile di vita prelevano da Intesa-San Paolo risparmi antichi. Torino è in trepida attesa del nuovo sovrano. Sorrido, da anni considero Alba (quella di Michele Ferrero, imprenditore-lavoratore) la vera capitale del (mio) Piemonte langarolo.



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ITALIA OGGI, 19-09-12