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CAMBIARE SUBITO

di Ezio Mauro
Ormai è una questione di decenza, e anche di sopravvivenza. La legge
anti corruzione non può rimanere ostaggio di una destra allo sbando,
arroccata nelle paure personali del suo leader, politicamente suicida al
punto da non avvertire l’urgenza assoluta di mettere il nostro sistema
al passo con l’Europa: ma anche, e soprattutto, con la sensibilità
acutissima del Paese, che non tollera più abusi e furbizie.
La cintura di illegalità corruttiva che soffoca l’Italia e la sua
libertà tiene lontani gli investimenti stranieri, penalizza le imprese,
altera il mercato. Ma soprattutto pesa sul sistema per 60 miliardi
all’anno, una cifra enorme che è il segno dell’arretratezza del Paese e
del condizionamento di una diffusa criminalità quotidiana.
A tutto ciò si aggiungono l’uso disinvolto del denaro pubblico e gli
sprechi del sistema politico. Lo scandalo della Lombardia, con le
vacanze pagate al presidente Formigoni da un faccendiere della sanità, e
la vergogna del Lazio, con cifre da capogiro intascate dai consiglieri
regionali per spese private, fanno ormai traboccare il vaso. Ieri
Napolitano ha definito la corruzione “vergognosa”, il giorno prima Monti
aveva denunciato “l’inerzia” della destra.
Ora non ci sono più alibi. Il governo non può fare il notaio delle
inerzie altrui: vada avanti con forza e il Premier chieda al Parlamento
di approvare subito la legge. Chi non la vuole, se ne assuma la
responsabilità. E l'opinione pubblica faccia sentire la sua voce. Il
cambiamento può cominciare qui, oggi.
LA REPUBBLICA, 26-09-12
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