Cesare Lanza: «Le Olimpiadi in tv? Sono soltanto un kolossal»




di Marco Liguori

Un grande kolossal televisivo, dove la pubblicità la fa da padrone e dove le imprese degli atleti sono dimenticate nei quattro anni successivi. Cesare Lanza, giornalista ma soprattutto autore televisivo e profondo conoscitore delle più recondite caratteristiche del piccolo schermo, ha così descritto a Scs Magazine il rapporto tra i Giochi Olimpici e la tv. Questi sono visti come elemento di spettacolarità contingente con i loro record o le imprese epiche: tutto si brucia nell’arco di pochi giorni. Con una speranza: sponsor e televisioni non selezionino gli sport da ammettere nel programma olimpico.

Nel 1960 ci fu la prima diretta televisiva delle Olimpiadi in Europa e nel 1964 in Giappone ci fu la prima trasmissione in tutto il mondo. Si può dire che da allora la tv abbia dato un contributo decisivo alla diffusione dei Giochi e, perché no, dell’idea dello spirito olimpico?

La televisione ha imposto le Olimpiadi come un grande spettacolare evento che affascina le popolazioni di tutto il mondo, a prescindere dal sempre più remoto e dimenticato valore sportivo e umano. Basta pensare alle colossali cerimonie di apertura sempre più costose, pirotecniche e grandiose, e sempre più seguite da milioni e milioni di telespettatori, bambini in primis, assolutamente indifferenti allo svolgimento delle gare. Quindi: diffusione moltiplicata per mille; spirito olimpico, ridotto a zero. Un kolossal televisivo, paragonabile – che so – all’elezione del Papa: sicuramente ci sono, nei due magnifici eventi, molti appassionati di sport per le Olimpiadi e molti religiosi veri per la fumata bianca o nera; prevale tuttavia lo spettacolo, la curiosità – anche effimera.

Qual è l’evento a suo giudizio più importante della storia televisiva dei Giochi?

Per me, per la valenza umana oltre che sportiva, la maratona perduta sul traguardo da Dorando Petri. Pensate se, a quell’epoca, ci fossero state le trasmissioni televisive di oggi: il crollo per sfinimento fisico all’ultimo minuto sarebbe stato il “picco” di ascolto imbattibile. Ma la televisione non c’era…. Televisivamente, quindi, per noi italiani la vittoria di Berruti nei 200 metri. Al passaggio in curva ai cento metri in onore di Livio si alzò uno stuolo di colombe… Ero giovane, avevo una visione ancora del tutto romantica delle gare olimpiche.

Secondo lei oltre alle discipline più spettacolari come atletica, nuoto, calcio, basket, pugilato e ginnastica si dovrebbe ritagliare anche un maggiore spazio televisivo ad altre considerate “minori”?

La pubblicità fa legge. Tot spettatori, tot pubblicità… Se alcune manifestazioni non sono seguite con grandi numeri dal pubblico, non c’è niente da fare. Da non trascurare, inoltre, anche l’elemento corruttivo ed esplosivo – e inevitabile! – dei super guadagni. Non ci sono più dilettanti. Chi arriva alle Olimpiadi guadagna cifre notevoli, in qualche caso immense. Altro che De Coubertin! I protagonisti delle poche grandi sfide (quelle avvincenti per tutti, anche per chi se ne infischia dello sport), i record, valgono assai di più di un kolossal di Hollywood… E’ una grande “bolla” che seduce in quei giorni e poi svanisce. Il giorno dopo, dimentichiamo quasi tutto. In primo luogo, le imprese, che so, di canottieri o spadaccini o di tiratori al bersaglio, protagonisti alle Olimpiadi, vincitori, eroi in quelle settimane e poi quasi del tutto dimenticati nei quattro anni successivi.

C’è il rischio che sponsor e televisioni possano in futuro dettare una selezione degli sport da ammettere ai Giochi?

No, spero di no. Però, già adesso gli spazi televisivi sono ristretti per gli sport che non interessano. E ciò che non appare in televisione, ahimé, non esiste.

Quale evoluzione potrebbe avere il rapporto tv-Olimpiadi?

Il rapporto è destinato a ingigantirsi perchè l’elemento spettacolo, il detonatore, è formidabile, non resistibile, non sostituibile. E’ uno dei casi (pochi) in cui Internet non avrà il sopravvento. Perchè non interessano tanto le notizie, quanto la spettacolarità delle immagini e delle sfide tra i super campioni. Ci sarà sempre più spazio, e successo in tivù, per le super sfide “montate” ad arte da tutti i media.



scsmagazine.it, 04-07-12
 




Condividi