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Corona dentro, Schettino fuori
 
di Marcello Veneziani
Sono rimasto lievemente sconvolto dalla giustizia estiva
e casereccia: Schettino libero dagli arresti domiciliari; Corona
costretto a casa dalle nove fino alla mattina. La colpa di Schettino,
come sapete, è trascurabile. Gli crebbe uno scoglio davanti, lui voleva
salutare il Giglio, fece sgombrare la nave in ritardo, poche decine di
morti, poche migliaia di scampati, pochi miliardi di danni. Ora
apprendiamo da lui che Dio lo ha ispirato nella manovra, salvando
migliaia di persone. Vorrei sommessamente chiedere al dio Nettuno di
Schettino: visto che c’era, non poteva evitare l’incidente anziché
intervenire dopo? Corona, invece, è «pericoloso per la sicurezza e la
pubblica moralità», «non rispetta le regole civili», perciò deve stare
la sera a casa. Scusate, non capisco: se commette reati, sbattetelo
dentro, altro che la sera a casa come i bambini; ma se si comporta in
modo immorale ditelo alla mamma o al dio di Schettino, ma si può
condannare penalmente un comportamento immorale? Mi chiedo quanti
milioni di italiani dovrebbero stare a casa obbligati dal giudice perché
«pericolosi per la pubblica moralità »o perché «non rispettano le regole
civili». O era un messaggio trasversale a Berlusconi, alle nove a letto,
da solo? Capisco invece le ragioni umanitarie della liberazione di
Schettino da casa: dopo quel che ha combinato, lasciarlo in balia della
moglie senza possibilità di fuga, dev’essere stato tremendo. Nemmeno il
41 bis...E se obbligassero Corona e Schettino a convivere fino a
diventare brave massaie e angeli del focolare?
IL GIORNALE, 10-07-12
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