Allo sbando la Rai, specchio dell’Italia



Di Cesare Lanza

 

Doveva essere la seduta decisiva per le nomine dei consiglieri Rai. Invece, in conseguenza dell’assenza dei consiglieri di nomina Pdl e Lega, la riunione è stata rinviata. È un episodio che più essere considerato grave, inevitabile, grottesco, o anche, in questo bizzarro Paese, positivo (soprattutto dai diretti interessati, che rimangono al loro posto). Comunque lo si giudichi, questo annunciato rinvio è – come spesso succede – lo specchio, per nulla deformante, della situazione politica italiana. Per altro, i consiglieri della Vigilanza sono tutti politici. Ma in ballo è il boccone appetitoso della cosiddetta azienda di servizio pubblico. Con relativa spartizione delle poltrone importanti e di ogni singola poltroncina e anche degli sgabelli, ambitissimi in Viale Mazzini.

Questa volta è in gioco la credibilità del Premier Monti, il quale - non senza sacrosante ragioni – aveva osato forzare le burocrazie dei politicanti per azzardare a nominare “sua sponte” il Presidente, la signora Tarantola, e perfino il Direttore Generale, Luigi Gubitosi. E interessa a pochissimi nel mondo politico che, in questa condizione, l’azienda Rai resti totalmente allo sbando, in preda a una crisi economica dilagante, senza palinsesti compiuti e rassicuranti, in piena crisi della pubblicità. Tanto, paga Pantalone.


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26-06-12