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Passa la responsabilità civile dei
magistrati, la politica torna nel caos
Approvato l'emendamento della Lega. Con 50 voti in più.
Giudici pronti allo sciopero

Un emendamento della Lega che introduce la responsabilità civile dei
magistrati – approvato ieri dalla Camera a scrutinio segreto – ha
rigettato il Paese nel passato. Al periodo precedente al governo Monti.
Insorgono i magistrati. Destra e sinistra tornano ad accusarsi
reciprocamente. Parte la caccia ai franchi tiratori. Napolitano torna a
essere tirato per la giacca.
L’emendamento prevede che “chi ha subito un danno ingiusto per effetto
di un comportamento, di un atto o di un provvedimento" di un magistrato
"in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave
nell'esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia”, possa
rivalersi facendo causa allo Stato e al magistrato per ottenere un
risarcimento dei danni.
50 voti in più
L'emendamento del leghista Gianluca Pini aveva il parere
contrario del governo. Tutti i partiti che appoggiano l’esecutivo Monti,
perciò, avrebbero dovuto bocciarlo. Il Pdl invece non l’ha fatto. E ha
anche applaudito all’esito della votazione.
Che tra l’altro ha registrato una cinquantina di voti favorevoli in più
del previsto, che si sono sommati a quelli di Pdl e Lega. D’altra parte
le inchieste della magistratura coinvolgono un po’ tutto l’arco dei
partiti in Parlamento.
Magistrati pronti allo sciopero
Immediatamente sul piede di guerra i magistrati. Il segretario
dell'Anm Giuseppe Cascini ha subito minacciato "proteste anche estreme",
cioè lo sciopero. E assieme a Luca Palamara hanno parlato di "una forma
intimidatoria e di vendetta verso il libero esercizio della funzione di
giudice", nonché di "un ennesimo tentativo di risentimento e di
ritorsione" nei confronti della magistratura.
“Incostituzionale”
"È una norma incostituzionale – ha rilevato Cascini - in
contrasto con i principi più volte affermati dalla Corte di Giustizia
europea", una "mostruosità giuridica" che il Senato dovrà cancellare.
"Convocheremo per martedì prossimo un comitato direttivo centrale
straordinario – ha poi annunciato Palamara in una successiva
dichiarazione - per decidere sullo stato di agitazione e sullo sciopero
contro la norma approvata oggi".
Il governo pensa a un emendamento
Prudentissima la reazione del ministro della Giustizia Paola
Severino: "Confidiamo che in seconda lettura si possa discutere qualche
miglioramento", ha detto. Nessun intervento urgente domani in Consiglio
dei ministri, dicono fonti governative, ma la guardasigilli e i suoi
colleghi di governo si metteranno al lavoro per disinnescare la mina al
Senato attraverso un emendamento.
IL SALVAGENTE, 03-02-12
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