Monti: «Posto fisso, che monotonia» Pd: è una sciocchezza. Pdl: irrispettoso
Fornero incontra parti sociali su riforma mercato del lavoro: il governo la farà comunque. Il premier: «I giovani devono abituarsi a cambiare. L'articolo 18 è l'apartheid dei lavoratori»




ROMA - «Il posto fisso diventa monotono quando uno ce l'ha, e ti puoi guardare intorno. Quando non ce l'hai è desiderabile»: è questa la replica del leader del Pd, Pier Luigi Bersani, al premier Mario Monti che ieri, a Matrix, aveva detto: «I giovani si abituino a non avere più il posto fisso. Che monotonia. E’ bello cambiare e accettare le sfide». Il premier aveva aggiunto: «L'articolo 18 non deve essere un tabù, è l'apartheid dei lavoratori». Dichiarazioni che, oltre alla replica di Bersani, hanno scatenato reazioni di vario tipo. Intanto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha aperto oggi il tavolo a Palazzo Chigi con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro annunciando: «C'è un dialogo in corso. Il governo farà di tutto per prendere il treno. Se lo facciamo insieme siamo contenti, altrimenti il governo cercherà comunque di farlo. L'incontro di oggi non è rituale perché la Ue, i mercati, noi e voi sappiamo che questa è un'occasione per fare una cosa buona. E se non la cogliamo, perdiamo».

«Distinguere tra flessibilità buona e cattiva». «Vogliamo distinguere tra flessibilità buona e cattiva, in entrata e in uscita. E realizzare un'uniforme distribuzione delle tutele sia nei segmenti del lavoro sia nel ciclo di vita della persona - ha detto Fornero alle parti sociali - L'obiettivo complessivo è, comunque, quello di rafforzare la posizione dei lavoratori». Il ministro ha parlato anche di formazione e apprendistato e del potenziamento delle politiche attive e dei servizi al lavoro. L'obiettivo complessivo, ha aggiunto, non è aiutare i lavoratori a discapito delle imprese o viceversa. Il disegno è di grande respiro».

Due tre settimane per chiudere.
«Abbiamo il vincolo delle risorse e del tempo - ha detto Fornero - ci sono 2-3 settimane per chiudere sull'impianto della riforma del mercato del lavoro». Il ministro ha quindi proposto alle parti sociali di incontrarsi di nuovo a Palazzo Chigi tra dieci giorni per contenere i tempi.

Monti: posto fisso monotono. «I giovani si abituino all'idea di non avere più il posto fisso a vita. Che monotonia. È bello cambiare e accettare delle sfide - ha detto ieri sera Monti a Matrix - L'obiettivo deve essere quello di tutelare di più chi è schiavo del mercato del lavoro o non riesce proprio ad entrare. La riforma sulla quale il ministro Fornero e tutto il governo adesso è impegnato ha la finalità principale di ridurre il terribile apartheid che esiste nel mercato del lavoro tra chi per caso o per età è già dentro e chi giovane fa terribile fatica ad entrare o entra in condizioni precarie. C'è una perfetta corrispondenza», ha proseguito, tra l'agenda italiana sul lavoro e quello che si è detto nei giorni scorsi in sede europea. In particolare, il problema della disoccupazione giovanile è presente in almeno otto o nove paesi Ue: anche in Europa è possibile fare meglio».

«L'articolo 18 non è un tabù». Può essere pernicioso per lo sviluppo dell'Italia e il futuro dei giovani in un certo contesto ma può essere abbastanza accettabile in un altro contesto», ha continuato Monti, sottolineando la necessità di procedere «ad una modifica del sistema di flessibilità in entrata e in uscita». Per Monti è essenziale una «riforma degli ammortizzatori che tuteli il singolo lavoratore quando deve cambiare lavoro, senza legare la tutela del lavoratore a un posto di lavoro che diventa obsoleto».

Rotondi: da Monti luogo comune irrispettoso. «Sul posto fisso, da Monti un luogo comune irrispettoso di una generazione che fa del precariato la sua definizione e la sua nevrosi - dice Gianfranco Rotondi, membro dell'Ufficio di presidenza del Pdl. Questi giovani sono conservatori se preferiscono la monotonia dei padri?».

Latorre: sul posto fisso Monti dice una sciocchezza. «E' stata una delle peggiori performance televisive del presidente del Consiglio - dice il vice capogruppo del Pd al Senato, Nicola Latorre - Lo dico con il dovuto rispetto per Mario Monti. Teorizzare che la società non è dinamica perché c'è l'articolo 18, perchè c'è il posto fisso è una sciocchezza. Teorizzare che il posto fisso è noioso credo sia discutibile e io non la penso proprio così».

Zingaretti: battuta infelice. «Il posto fisso è una noia? Battuta infelice. Credo che la vera tragedia in Italia sia la disoccupazione e il lavoro precario»: lo scrive su Facebook e Twitter il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.

Borghesi (Idv): parole inopportune, Monti dovrebbe chiedere scusa. «Penso che le parole siano inopportune e inappropriate, tipo quelle di Padoa Schioppa quando disse che le tasse sono bellissime: Monti dovrebbe chiedere scusa agli italiani - dice Antonio Borghesi dell'Idv - Io ho una figlia ultra trentenne che vive di lavori precari. Monti ha sbagliato profondamente e dovrebbe chiedere scusa a tutti quegli italiani che in questo momento vivono un momento estremamente difficile. Lui guarda ad un periodo in cui cambiare era più facile, adesso le cose sono molto diverse. Il precariato va superato. I giovani sanno che non avranno lo stesso lavoro a vita ma va garantito il passaggio da un posto di lavoro a un altro, cosa che ora non accade».

Brunetta: addio al posto fisso è un luogo comune coraggioso. «Ho una grande simpatia per il luogo comune di Monti perchè è coraggioso - dice l'ex ministr Renato Brunetta del Pdl - Ho detto anch'io tanti luoghi comuni e sono stato crocifisso, insultato ma anche apprezzato, dai fannulloni ai panzoni e così via: ma questo Paese, la stampa soprattutto, ha dei tassi di ipocrisia spaventosi. Anche se Monti ha detto un'ovvietà, un luogo comune, in un momento tra l'altro molto difficile perché oggi la gente ha bisogno di protezione, del posto fisso piuttosto che della speranza de posto che cambia, ha avuto coraggio.

Meloni: senza impiego fisso nessuna certezza o garanzia. «La flessibilità è un elemento del mondo del lavoro con il quale i giovani fanno da tempo i conti - dice l'ex ministro della Gioventù, Giorgia Meloni - purtroppo senza avere alcun tipo di tutela o di aiuto da parte dello Stato. Monti sa benissimo che i giovani non inseguono più da tempo la chimera del posto fisso. Ormai, loro malgrado, se ne sono fatta una ragione. Chi sembra invece non averlo capito sono le banche e gli istituti di credito che, senza busta paga e, appunto la garanzia di un lavoro a tempo indeterminato, non fanno nulla e non concedono mutui per l'acquisto della prima casa. Il nodo, quindi, non è la mobilità, ma il precariato e l'instabilità del posto di lavoro, che rendono la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze al primo impiego, figli di un dio minore dal punto di vista delle prospettive di vita».


IL MESSAGGERO, 02-02-12