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Con "Socrate" il merito in prima serata
tivù

di Luca Bagatin
“Socrate", programma senza fronzoli, senza pretese, senza
scenografie mastodontiche o raffinate. Programma con l'unico scopo di
voler fondere l'intrattenimento all'approfondimento culturale, fra
musicisti, persone comuni, giornalisti e studiosi.
Il programma di Cesare Lanza, andato in onda martedì scorso, in prima
serata su Rai Uno e condotto da Tiberio Timperi, invero, viene da
lontano: viene dal progetto che lo stesso Lanza, con la collaborazione
della figlia Giorgia, si inventò l'estate scorsa e diramando le sue
intenzioni in rete. Stiamo parlando del movimento culturale "Socrate
2000" per il ritorno al merito (www.socrate2000.com).
In Italia il merito è pressoché assente. Vanno avanti i soliti
raccomandati ed ai giovani rimangono o le briciole o il nulla.
Anche in televisione abbiamo assistito, negli ultimi decenni, ad un
imbarbarimento involutivo che ha portato ed importato la peggior
televisione "all'americana" dalla quale non abbiamo mai avuto nulla da
imparare.
Pensiamo al triste Grande Fratello, riedizione televisiva delle perverse
fantasie sessuali del marchese De Sade e che oggi, infatti, è in
picchiata d'ascolti.
Il pubblico, insomma, alla lunga non è così scemo come si possa
banalmente credere.
Il pubblico, i cittadini, pretendono, specie in quest'epoca di crisi
economica, sociale e culturale, di essere al centro delle discussioni e
vogliono approfondire.
E triste è che ci si renda conto di ciò solo oggi, ma è ancor più triste
che lo si faccia solamente in parte.
Prendiamo Sanremo ed il cast strapagato che ci aspetta fra qualche
settimana. E' meritocratico tutto ciò, oppure è l'ennesimo specchietto
per le allodole, un metodo utilizzato nell'Antica Roma dagli Imperatori
per tenere occupato il popolino a divertirsi ?
Pensiamo poi alla politica, ove i soliti noti sono candidati, con
sistemi elettorali tutt'altro che meritocratici, bensì verticistici. Ed
ove costoro, cambiando di schieramento, hanno la possibilità di decidere
più in base alla loro prospettiva pensionistica, che in base alle reali
esigenze del paese. Pensiamo ai fantomatici "Responsabili" and Co.
Pensiamo che, invece, negli Stati Uniti d'America, ove vige un
consolidato sistema secondo il quale o ottieni risultati oppure vai a
casa, la situazione è diametralmente opposta: anche il figlio di una
famiglia non abbiente o sconosciuta ai più, può ascendere ai massimi
livelli della carriera. Da noi un sistema di questo tipo apparirebbe
piuttosto impensabile.
Ed è molto, molto sconfortante.
In tutto questo un piccolo, piccolissimo spiraglio: in prima serata, pur
in una Rai che andrebbe privatizzata (sempre per promuovere il merito e
non le logiche partitocratiche o di parte), eccoti "Socrate".
Programma non urlato (stranamente !), non volgare, non scosciato.
Programma in cui l'ottimo Giancarlo Giannini legge brani di Socrate e di
altri grandi. Programma sobrio e che - guarda un po' tu - tre milioni di
telespettatori hanno anche premiato.
Si potrebbe fare meglio, si potrebbe fare di più. Vero, verissimo. Si
potrebbero invitare persone ancor più comuni, che però hanno qualche
cosa da dire e da dare, ancor più giovani volenterosi, leggere ancor più
brani in diretta televisiva. Magari si potrebbe anche pensare ad una
piccola striscia quotidiana, dopo il telegiornale, in cui discutere di
filosofia, cultura ed attualità.
Il vento sta cambiando, gente, il segnale è chiaro, ma occorre ampliare
il progetto e renderlo permanentemente attivo.
Politica Magazine, 10-02-12
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