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CALCIOPOLI / AL DI LA' DELLE SENTENZE  
DUE O TRE COSE CHE E' BENE RICORDARE
 Calciopoli, la resa dei conti
a cura di Rachele Zinzocchi
 
Precedenti italiani

 

1927, corruzione nel derby Torino-Juventus che costò la revoca dello scudetto dei granata. Un dirigente torinista promise al difensore bianconero Luigi Allemandi 50mila lire per perdere. Il Toro in effetti vinse ma Allemandi sul campo si impegnò al massimo e quando chiese il saldo rimase a bocca asciutta. Un giornalista assiste alla scena che divenne pubblica: scudetto revocato e Allemandi inibito a vita.

 

 

1937: ombra su Triestina-Juventus. Un ex calciatore della squadra giuliana tentò di persuadere con il denaro il portiere della Triestina a farsi segnare. Il portiere rifiutò, ma l'ex giocatore fu squalificato a vita.

 

 

1954-55: l'Udinese passa dal secondo all'ultimo posto in classifica, dopo aver convinto i giocatori della Pro Patria a perdere.

Il Catania viene retrocesso in B per aver truccato due partite con l'aiuto di un arbitro. Stessa sorte per il Verona, retrocesso perché il presidente Garonzi telefona al giocatore del Napoli, Clerici, prima della gara tra le due squadre.

 

 

1980: Un commerciante e un ristoratore accusano alcuni calciatori di accettare denaro per truccare le partite, onde garantire vincite a un gruppo di scommettitori clandestini, di cui i due fanno parte. Il 23 marzo vengono arrestati 11 giocatori (Albertosi e Morini del Milan, Girardi del Genoa, Cacciatori, Wilson, Manfredonia e Giordano della Lazio, Stefano Pellegrini dell'Avellino, Della Martira e Zecchini del Perugia, Magherini del Palermo) e anche il presidente del Milan, Felice Colombo, con l’accusa di truffa aggravata. Anche Paolo Rossi è coinvolto (ordine di comparizione), come Fernando Viola e Giuseppe Dossena. Il 22 dicembre la giustizia ordinaria assolve tutti, ma quella sportiva no. Milan e Lazio retrocedono in B, Avellino, Perugia e Bologna (A) e Palermo e Taranto (B) vengono penalizzate di 5 punti. Le squalifiche per 20 giocatori vanno da tre mesi ai sei anni di Pellegrino. Fu colpito anche Paolo Rossi: solo grazie a un'amnistia potè presentarsi al Mundial 82 e vincerlo. Al presidente del Milan viene inflitta l'inibizione definitiva, mentre a quello del Bologna, Fabretti, squalifica di un anno.

 

 

1986: scandalo scommesse clandestine. 12 società e 62 i giocatori coinvolti. Queste le sanzioni: a Udinese e Lazio 9 punti di penalizzazione nel campionato successivo, il Perugia 2 e il Foggia 5.

 

1992: la Disciplinare condanna il Licata alla retrocessione in C2 per illecito sportivo

 

1993: Taranto-Pescara: 3 anni di inibizione al dg Marino, 3 punti di penalizzazione al Pescara, 2 al Taranto, 8 mesi di squalifica all'ex allenatore del club abruzzese, Giovanni Galeone, per omessa denuncia, e sei ai giocatori Camplone, Pagano e Righetti.

 

2001: inchiesta su Atalanta-Pistoiese di coppa Italia: si parlò di un presunto tentativo di combine per consentire scommesse pilotate in favore di amici di giocatori.

 

2004: altro scandalo per squadre e giocatori, tra cui Stefano Bettarini, in quel periodo alla Sampdoria. Più pesanti le posizioni di Antonio Marasco, Generoso Rossi e Roberto D'Aversa. Due arbitri Marco Gabriele e Luca Palanca vengono sospesi in via cautelativa. Perquisite le sedi di Modena, Chievo, Lecce, Siena, Reggina, Ascoli, Piacenza, Catanzaro, Crotone, Fermana, Lumezzane, Sassari Torres e Taranto.

 

2005: il Genoa centra la promozione in A, ma grazie alle intercettazioni telefoniche emerge il tentativo di combine col Venezia. Il Genoa viene retrocesso in C1 e penalizzato di 3 punti.

 

 


 

Brasile

 

Scandalo calcio, settembre 2005

Gli arbitri Edílson Pereira de Carvalho (membro dello staff di arbitri FIFA) e Paulo José Danelon sono accusati di aver truccato alcune partite del Brasileirao, campionato nazionale brasiliano, per favorire scommettitori clandestini (scommesse milionarie presso un sito internet specializzato). La banda avrebbe guadagnato un milione di reales (441.500 dollari) con scommesse in cui investivano tra i 66mila e gli 88mila dollari. Per ogni partita i due arbitri avrebbero ricevuto tra 10.000 e i 15.000 reales (> tra i 3.000 e 5.000 euro) I due vengono sospesi, poi arrestati.

Soprattutto Edílson Pereira de Carvalho è al centro degli scontri: esce presto dal carcere ma viene “aggredito” dai tifosi. Dopo 5 giorni, confessa in diretta alla tv Globo: «Sono corrotto, è vero, ho indirizzato il risultato di undici partite, a tutto questo sono stato portato perché mi trovo sommerso di debiti e per ogni partita guidata incassavo diecimila euro. Ho cominciato con Palmeiras-America, poi via via per altre partite. Sono pentito». Citato anche il match tra Juventude e Figueirense.

 

Lo scandalo è annunciato dalla rivista Vejà. Gli investigatori partirono dalle intercettazioni telefoniche in cui Pereira de Carvalho «vende» o «cerca di vendere» i risultati di 25 partite da lui dirette, sia nel campionato nazionale brasiliano che in Coppa Libertadores e Sudamericana.

La Federcalcio brasiliana decide di annullare e far rigiocare tutti e undici gli incontri incriminati.

Meno drammatica la situazione di Paulo José Danelon: avrebbe truccato “solo tre partite”.

Su entrambi le accuse sono state frode, cospirazione e crimini contro l'economia. La Procura di San Paolo ha infatti chiesto indennizzi per 16,5 milioni di dollari.

 

Caso di testata, aprile 2005

L’arbitro Bernardino Demonico Junior rifila una testata al portiere del Rio Preto Joao Paolo, nella gara di campionato serie A2 tra il Rio Preto e il Botafogo Sp (13.a giornata, 4-3 per questi ultimi). Il portiere Joao Paulo è stato colpito dall’arbitro in seguito alle proteste per un’ammonizione ricevuta. Sembra che l’arbitro, ripreso dalle telecamere della tv, abbia colpito senza cattiveria, ma la punizione arriverà. È stato sospeso e rischia la radiazione.


 

 

Germania

 

Scandalo calcio, 2005

L’arbitro berlinese Robert Hoyzer, 25 anni, è accusato di aver truccato numerose partite. Lui ammette poi di aver manipolato i risultati dopo aver ricevuto 67mila euro da stranieri che gestivano scommesse illecite: un'organizzazione criminale croata mafiosa, capeggiata da Ante Sapina. A febbraio è arrestato, poi liberato. Il 29 aprile la Federcalcio tedesca lo sospende a vita, vietandogli di ricoprire cariche nella Federazione calcio. Ma la procura di Berlino sospetta che sia responsabile anche di ulteriori reati simili: altro arresto e 25 persone indagate, tra cui 14 giocatori. Tra i vari, anche il calciatore Steffen Karl, accusato di aver contribuito a truccare le partite, i noti arbitri Jurgen Jansen e Dominik Marks, e anche l’arbitro Torsten Koop, radiato dalla federazione per aver taciuto ai pm un tentativo di corruzione nei suoi confronti. I vertici calcistici tedeschi chiedono il pugno duro. A novembre Hoyzer è condannato a 2 anni e mezzo di carcere, per 6 casi di manipolazione di partite, tra cui una della Coppa di Germania tra SC Paderborn 07 e Hamburger SV dell’agosto 2004 dove aiutò il Paderborn a conseguire una sorprendente vittoria. Spina è condannato a tre anni. All’arbitro Dominik Marks 18 mesi di carcere con il beneficio della condizionale

 

 

Altro caso, fine 2005-primi 2006

A Colonia la procura indaga (sospettando che siano state truccate) su tre partite disputate dal Bayer Leverkusen nella stagione 2002-03. Sono gli incontri che hanno visto il Bayer, allora in lotta per la salvezza, battere Arminia, Monaco 1860 e Norimberga. Proprio nel bilancio di quest'ultima squadra sarebbero stati trovati 580 mila euro dalla provenienza sospetta. Di questi, 380 mila sarebbero finiti nelle mani di un giocatore del Norimberga, e 80mila in quelle di un procuratore.


 

 

Inghilterra

 

 

Scandalo Eriksson, gennaio 2006: con una intervista trappola del News of the World a Sven Goran Eriksson, ct della Nazionale (in cui un falso sceicco di Dubai si fingeva interessato ad averlo come insegnante), scoppia la bufera (Gli sporchi affari di Sven, titolo). Eriksson “parla troppo”, mostrando la sua “voglia di denaro” (consiglia di comprare l'Aston Villa proponendosi come tecnico, dice di poter strappare Beckham al Real e "sparla" di Owen, Ferdinand, Rooney). Dice poi: «I manager inglesi sono corrotti». «In Inghilterra c'è sempre un certo traffico... I manager sono direttamente coinvolti nei trasferimenti e intascano bustarelle». Fa anche tre nomi, non rivelati però dal settimanale. Il primo, definito «il peggiore», lavora per uno dei club più forti della Premier League; il secondo guida una delle società più famose d'Inghilterra ed è stato coinvolto in un importante trasferimento; il terzo è sulla panchina di una formazione che ha condotto "trattative illegali". La Federazione lo chiama, Eriksson e il suo agente Athole Still parlano col direttore generale Brian Barwick. Comunque alla fine gli viene ribadito pieno appoggio.

 

"Allarme scandalo", ottobre 2003

The Guardian lancia l’allarme: «Il declino di questo sport ha raggiunto un livello tale che bisogna agire rapidamente per tornare a livelli civili». Anche in Francia si titola: «Il calcio inglese nel caos». Più che di una “Calciopoli”, si parla del terribile malcostume e della violenza. Ma l’ombra dell’accusa va già sugli interessi economici.

Tra i fatti “esemplari” citati all’epoca:

-          qualche giorno prima di partita Turchia-Inghilterra, l’11 ottobre, per la qualificazione agli europei 2004, la nazionale minaccia di non giocare, per l’esclusione del difensore Rio Ferdinand, non presentatosi a un test antidoping;

-          lo stesso giorno due calciatori del Leeds United sono arrestati con l’accusati di aver violentato una ragazza;

-          caso di stupro di gruppo in un grande albergo di una ragazza di 17 anni da parte di alcuni giocatori della Premier League;

-          Craig Bellamy, ala gallese del Newcastle Fc, ubriaco, è condannato per aggressivo razzista;

-          la Federazione inglese cita sei giocatori dell’Arsenal davanti alla commissione disciplinare per i gravi incidenti del 21 settembre al termine di un incontro col Manchester United.

 

Tutto ciò è spiegato come “effetti perversi del denaro” su uno sport in mano agli speculatori. I club inglesi, per lo più quotati in borsa, raccolgono molto più denaro delle squadre del continente, grazie soprattutto ai diritti tv pagati dalla rete BSkyB. Giocatori e manager ingaggiati a peso d’oro, ma anche agenti, dirigenti di club, produttori di gadget, avvocati, banchieri. Premi partita, spot e sponsorizzazioni sono cresciuti a dismisura. Il fatturato dell’impresa calcio si avvicina al miliardo di sterline all’anno. Ma si fa notare: nessuno indaga davvero sugli «affari» del calcio e sul giro di denaro, dissimulato dietro società off-shore, per gestire i redditi dei calciatori. Lacerata da lotte interne, anche la Football Association è incapace di punire corruzione e razzismo, penalizzata dall’influenza dei grandi club molto ricchi e dalla mancanza di risorse. Si critica la passività del governo laburista con Tony Blair che aveva promesso di far cambiare le cose, ma poi nulla.


Caso di razzismo, marzo 2006
 

La polizia inglese indaga sul difensore del Liverpool Steve Finnan, accusato di aver rivolto un insulto razzista al giocatore di colore del Manchester United, Patrice Evra, durante la sfida di FA Cup del 18 febbraio. Finnan nega, ma la polizia fa sapere che esaminerà il video della partita. L’accusa è partita da alcuni tifosi: due supporters dei Red Devils, sordomuti, che stavano guardando – separatamente pare - il match in tv, e hanno letto il labiale.


 

 

Israele

 

Scandalo calcio, dicembre 2004

Un giudice di Tel Aviv arresta e condanna a un anno di galera due ex arbitri israeliani, Meir Amsili e Uri Biton, già giudicati colpevoli di aver ricevuto 7000 shekels israeliani (quasi 1.300 euro) per aggiustare il risultato di gare tra il '97 e il 2000. I due fino ad allora avevano ricevuto solo una condanna al servizio sociale. L’inchiesta si era aperta nel 2002 ed aveva coinvolto 13 persone.

 

 

 
Messico


Scandalo presidente Federcalcio, aprile 2005

Il presidente della Federcalcio messicana, Alberto de la Torre, è arrestato con l'accusa di evasione fiscale e rilasciato su cauzione poco dopo. Le accuse si riferiscono alla stagione 1997-'98, quando egli era responsabile amministrativo della squadra di prima divisione dell'Atlas, di cui è tuttora presidente. La presunta evasione fiscale ammonterebbe ad un importo pari a circa 800 mila euro.

14-7-06