
I GIORNALI ITALIANI
ALL'ESTERO
Spagna.
Paolo Ludovisi, Roma-Tenerife: solo andata.

Paolo
Ludovisi, 63 anni, nel 1994 fonda "Ciao Tenerife", prima rivista
in lingua italiana delle Isole Canarie. Sposato, risiede a Tenerife
dal 1989, da quando, in pratica, stanco del suo lavoro di commercialista
e del traffico di Roma, decide di trasferirsi in un posto dove
vivere è, forse, più facile...
Anagrafica
giornale
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nome testata:
"Ciao! Tenerife"
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anno di nascita:
1994
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luogo di pubblicazione:
Tenerife, Isole Canarie, Spagna
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periodicità:
mensile
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direttore:
Paolo Ludovisi
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editore:
Paolo Ludovisi
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numero di copie:
5.000
Anagrafica
direttore
-
nome:
Paolo Ludovisi
-
luogo di nascita:
Roma
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età:
63 anni
-
stato civile:
coniugato
-
anno in cui si è trasferito all'estero:
1989
-
anno di inizio direzione:
1994
Da quanto
tempo vive a Tenerife?
"Dal
1989".
Per quale
motivo ha deciso di trasferirsi?
"Per cambiare
vita: ero stufo del lavoro di commercialista, obbligato a combattere
con le leggi fiscali italiane che cambiavano ogni giorno, stanco
della routine quotidiana e del traffico di Roma".
Come è
arrivato alla direzione del suo giornale?
"Per caso...".
Ci racconti
come è capitato…?
"Un giorno
mi sono svegliato e mi è venuta l'idea del giornale. Parlando
con un amico avevamo notato che c'erano molti giornali locali
in inglese, tedesco, ma nessuno in italiano. Da lì l'idea di
tentare una nuova esperienza, con una rivista nella nostra lingua.
La novità è stata subito accolta con favore dalla Comunità Italiana
ed ora il mio periodico è al tredicesimo anno di vita".
Quale
altro lavoro avrebbe voluto fare?
"Nessun altro,
eccetto quelli che ho fatto e faccio".
Di sicuro, dopo le ultime elezioni, la curiosità sugli italiani
all'estero è cresciuta. A suo parere, cosa sarebbe necessario
sapere degli "altri italiani" che invece non si sa?
"Che l'italiano all'estero, anche se lontano, è legato alla
sua patria e che si sente completamente trascurato ed ignorato
dal governo, a parte sotto le elezioni, quando è coccolato unicamente
per ricevere un voto. Il giorno dopo tutti si dimenticano di
noi".
Come descriverebbe
la comunità italiana di oggi?
"Per quanto
riguarda la comunità delle Isole Canarie, si può dire che è
composta da persone che chiedono solo di lavorare tranquille,
senza troppe imposizioni fiscali, e da pensionati che qui vivono
bene sia per il clima sia per il rispetto di cui godono grazie
al modus vivendi spagnolo".
In che cosa il modus vivendi spagnolo è diverso da quello
italiano?
"Le faccio un paio di esempi: le persone sono gentili, pronte
a rivolgerti un sorriso, anche quando non ti conoscono; gli
impiegati dei pubblici uffici sono sempre disponibili ad aiutare
il cittadino, anche straniero, non lo trattano come un numero.
Tutto ciò rende sicuramente più gradevole la permanenza in questo
arcipelago".
Quale
è stato il periodo più difficile da affrontare?
"L'attuale,
direi, dovuto alla crisi internazionale che coinvolge tutta
l'Europa".
Come è
mutata la comunità italiana negli ultimi anni? Quali sono stati
i cambiamenti più eclatanti? Quali invece sono le costanti?
"Tenerife
non è mai stata terra di immigrazione, così come si potrebbe
intendere (valigia di cartone e tante speranze), dunque non
vi sono stati cambiamenti di rilievo. Trenta anni fa arrivavano
solo imprenditori, per investire, oggi, per lo più manager e
pensionati".
Come valuta,
nel complesso, il risultato delle ultime elezioni? E cosa, nella
pratica, gli italiani si aspettano dal nuovo governo?
"Pessimo.
Non mi riconosco in quest'Italia, oltretutto hanno eliminato
il Ministero degli Italiani all'Estero, nonostante le belle
parole dell'Unione durante la campagna elettorale. Ritengo che
l'attuale Governo abbia poca vita".
Per sfatare
i luoghi comuni sugli italiani all'estero, "mafia-pizza-spaghetti",
tanto per dirne qualcuno, quale è il rapporto degli italiani
con:
- gastronomia
- moda
- cultura/storia
"La
gastronomia, la moda e la cultura italiana sono le prime al
mondo e pertanto non possono essere dimenticate, anzi sono fattori
che cerchiamo di valorizzare. Quanto alla storia, le Isole Canarie
hanno avuto un'enorme influenza italiana. Qui ci sono intere
città fondate da noi, in particolare dai Genovesi nel 1500".
E lo sport?
"Naturalmente gli Italiani, in qualsiasi posto vadano, portano
le loro passioni: il calcio, la Formula Uno e le moto" .
Le nuove
generazioni, come (e se) manifestano il loro essere italiani?
"Non esistono
nuove generazioni di italiani nell'Arcipelago. È un territorio
relativamente giovane e cosmopolita".
Cosa risponde
a chi sostiene che per la cittadinanza italiana sia necessario
conoscere l'italiano?
"Qui viviamo
una realtà allucinante: essendo un territorio di "lingua spagnola",
il nostro Consolato è letteralmente preso d'assalto dai sudamericani
(argentini, venezuelani) che pretendono la nazionalità italiana,
spesso per interessi propri e non perché si riconoscono italiani.
Pertanto considero elementi fondamentali per il rilascio della
cittadinanza la conoscenza della lingua italiana, della nostra
costituzione, della nostra cultura e della nostra storia (anche
in maniera sommaria), la conoscenza della nostra bandiera e
del nostro Inno Nazionale. In alcuni casi, anche sapere "dove"
si trova l'Italia".
Quale
è, oggi, il ruolo dei giornali italiani editi all'estero?
"I giornali
non servono più per informare sull'Italia, perché con la televisione
satellitare e Internet siamo collegati quotidianamente con la
nostra patria. Ritengo, personalmente, che il nostro compito
sia - oltre che offrire un diversivo - di comunicare notizie
istituzionali relative agli italiani all'estero che non trovano
spazio in altri mezzi di comunicazione".
Quale
valore aggiunto hanno apportato le comunità italiane nelle società
nelle quali si sono insediate?
"L'italiano
con la sua genialità ha sempre contribuito allo sviluppo del
Paese in cui si è stabilito lasciando ovunque un'impronta importante".
Hai mai
pensato di rientrare definitivamente in Italia?
"No, ormai
i miei interessi sono qui".
Antonella
Parmentola
04/08/06