I GIORNALI ITALIANI ALL'ESTERO


 

Repubblica Ceca. Roberto Franzoni: "la creatività è il nostro fattore distintivo".

 

Roberto Franzoni, 41 anni, milanese, dirige dal 2002 "Progetto Repubblica Ceca", mensile edito a Praga. Affermato consulente aziendale, da bambino sognava di fare l'astronauta. Non risparmia qualche "critica" all'assegnazione dei contributi alla stampa italiana all'estero, ma questo non gli impedisce di esercitare con passione il suo lavoro. Essere a solo un'ora di volo dall'Italia, gli fa credere di non averla mai lasciata. 

 

 

Anagrafica giornale

 

-          nome testata: "Progetto Repubblica Ceca"

-          anno di nascita: 1993 con il nome di "EBS News", variato nel 1997 in "EBS Dossier", quindi nel 1998 in "Progetto RC". Nel 1999 ha assunto la denominazione attuale

-          luogo di pubblicazione: Praga

-          periodicità: mensile

-          direttore: Roberto Franzoni

-          editore: E.B.S consulting s.r.o.

-          numero di copie: 5.000

 

Anagrafica direttore

 

-          nome: Roberto Franzoni

-          luogo di nascita: Milano

-          età: 41 anni

-          stato civile: sposato

-          anno di inizio direzione: 2002

 

Da quanto tempo vive all'estero?

"Dal 1997" .

Per quale motivo ha deciso di trasferirsi?

"Ho accettato una nuova offerta di lavoro".

Come è arrivato alla direzione del suo giornale?

"Diventando amministratore della società editrice".

Quella del direttore è sempre stata una sua ambizione o un giorno le è capitato che…?

"Mi è capitato: la mia intenzione era soprattutto ricoprire la carica di amministratore della società piuttosto che divenire direttore dell rivista, ma queste figure nella nostra struttura coincidono...". 

Quale altro lavoro avrebbe voluto fare?

"Forse quello che svolgo attualmente, di consulente aziendale. Da piccolo, però, la professione dell'astronauta mi attirava molto".

Di sicuro, dopo le ultime elezioni, la curiosità sugli italiani all'estero è cresciuta. A suo parere, cosa sarebbe necessario sapere degli "altri italiani" che invece non si sa?

"Ritengo possa essere interessante sapere come, in ogni Paese estero, sia composta la rappresentanza italiana, suddivisa sia per indicatori macro quali età, sesso, provenienza, sia per dati qualitativi, professione svolta, motivi del trasferimento…".

Come descriverebbe la comunità italiana di oggi?

"Ritengo che questa vari sensibilmente in relazione al Paese di emigrazione (o meglio al continente in cui si è trasferita) e, soprattutto, al periodo in cui si è trasferita. In Repubblica Ceca la comunità italiana, iscritta all'AIRE, è generalmente costituita da professionisti, manager ed imprenditori".

Quale è stato il periodo più difficile da affrontare?

"Dal punto di vista lavorativo la nostra attività, anche editoriale, è molto legata alla vicende delle società italiane (in termini di raccolta pubblicitaria) e quindi della clientela italiana. Forse stiamo attraversando uno dei momenti più problematici per la quadratura dei conti, anche se non posso certo dire di essere in emergenza".

Come è mutata negli ultimi anni? Quali sono stati i cambiamenti più eclatanti? Quali invece sono le costanti?
"Come accennavo, la comunità italiana in Repubblica Ceca, è differente, per esempio, da quella americana: ha una storia pressoché recente, sviluppatasi dagli inizi degli anni '90. Non c'è mai stato un flusso di emigrazione costituito da persone in cerca di fortuna. Chi si è trasferito in questo Paese lo ha fatto, soprattutto, per motivi imprenditoriali o in qualità di manager di aziende che qui hanno aperto filiali. Vi sono, certamente, persone che devono il proprio trasferimento a ragioni "affettive" o addirittura politiche (prima della caduta del muro), ma queste non costituiscano una percentuale significativa. Dunque, cambiamenti non ve ne sono stati; forse ora, con la progressiva apertura del mercato del lavoro in Europa, sono molti i giovani che, terminati gli studi, inviano il proprio CV anche all'estero".

Come valuta, nel complesso, il risultato delle ultime elezioni? E cosa, nella pratica, gli italiani si aspettano dal nuovo governo?

"Il risultato del voto degli italiani all'estero rappresenta un dato eclatante, un vero e proprio autogol del centro destra. Non credo, infatti, che l'avvenuta estensione del diritto di voto derivi solo da nobili propositi: a mio parere, infatti, la decisione finale non poteva non essere collegata anche a precise valutazioni (risultate errate) sulla propensione politica della comunità italiana all'estero. La cosa strana è che però tale tendenza ha subito un'inversione nella recente votazione sul referendum confermativo, caratterizzato da un'estrema politicizzazione vista la forte compattezza e contrapposizione dei due schieramenti".

Per sfatare i luoghi comuni sugli italiani all'estero, "mafia-pizza-spaghetti", tanto per dirne qualcuno, quale è il rapporto degli italiani con:
- gastronomia
- moda
- cultura/storia
- politica
- sport

Tali stereotipi, almeno in Repubblica Ceca, non sono più tanto in voga: quando si parla di mafia si fa, infatti, riferimento soprattutto al fenomeno russo o balcanico (salvo che non si parli espressamente della Sicilia, invece che dell'Italia); allo stesso modo la pizza ormai ha assunto una connotazione internazionale, mentre gli spaghetti, in effetti, richiamano ancora fortemente il concetto d'italianità. Ad aiutare gli Italiani all'estero a liberarsi da tali luoghi comuni, sicuramente un valido soccorso è fornito dai meriti sportivi di personaggi come Valentino Rossi o di realtà come la Ferrari. Anche la nostra gastronomia, la moda, il design riescono a modificare l'immagine, talvolta, negativa che caratterizza gli italiani. Lo stesso non si può certo dire per la politica: generalmente gli italiani, secondo lo schieramento in cui si riconoscono, preferiscono denigrare il governo in carica piuttosto che difendere interessi e valori nazionali. Cultura e storia? Forse troppi italiani avrebbero bisogno di ripetizioni ...".

E le nuove generazioni, come (e se) manifestano il loro essere italiani?

"Spero continuino a distinguersi grazie al fattore "creatività" che da sempre ci contraddistingue".

Che cosa risponde a chi sostiene che per la cittadinanza italiana sia necessario conoscere almeno l'italiano?

"Non vorrei impantanarmi in discussioni politiche: se cioè il fattore determinante per la cittadinanza debba variare dallo ius sanguinis allo ius soli; resta indubbio che avrei qualche perplessità nel definire "italiana" una persona che non parla la nostra lingua".
Quale è, oggi, il ruolo dei giornali italiani editi all'estero?

"Non saprei ...la cosa certa è che Progetto Repubblica Ceca non è degno di ricevere i contributi per la stampa italiana all'estero in quanto, secondo la Presidenza del Consiglio dei Ministri, "non tratta dei fatti italiani e dei problemi dei lavoratori italiani all'estero e dell'emigrazione come prescritto dalla legge". Il nostro obiettivo purtroppo non è quello di parlare degli Italiani con la valigia di cartone chiusa con lo spago, ma di "difendere" gli interessi italiani in Repubblica Ceca, gridando allo scandalo per la vittoria dell'austriaca Kapsch per la realizzazione, in questo Paese, del pedaggio autostradale elettronico (che la vedeva confrontarsi con la più quotata Autostrade SpA), o per l'immagine estremamente negativa che la stampa ceca divulgava sulle Olimpiadi di Torino; "informare" i connazionali delle modifiche non solo legislative, ma anche imprenditoriali, civili, sociali e culturali; "fornire" le indicazioni necessarie per facilitare l'inserimento dei nuovi arrivati; esaltare i successi dell'Italia in questo Paese, come l'adozione del treno veloce Pendolino; "promuovere" le nostre splendide località; "informare" sulle attività promosse dalla Camera di Commercio Italo Ceca… Potrei continuare con l'elenco, ma la loro "inutilità" risulterebbe evidente al Governo italiano (di qualunque colore esso sia) ".
Quale valore aggiunto hanno apportato le comunità italiane nelle società nelle quali si sono insediate?

"La comunità italiana è in grado, oggi, di portare ricchezza alla comunità che la ospita. Qualche esempio: spiccata propensione verso la piccola e media impresa, diffusione della dieta mediterranea, gusto per il "bello", creatività nella soluzione dei problemi".

Tornerebbe a vivere in Italia?

"Si, anche se, essendo Praga solo ad un'ora di volo, non ho mai avuto l'impressione di averla, veramente, lasciata".


Antonella Parmentola

 

31/07/06