Cosa raccomandare ai tedeschi come strenna natalizia tipicamente italiana? Panettone e torrone, la foto autografata degli azzurri di Lippi campioni del mondo a Berlino, un libro di Pasolini o un profumo di Armani? Neanche per sogno. Il regalo tricolore proposto ai lettori dal quotidiano Berliner Zeitung è il "Don Patrone". La pubblicità del prodotto spicca al primo posto in un paginone a colori e proclama che è "un vino mafioso di Sicilia". Impossibile non vederlo. Le parole sono in italiano, tanto per garantire l'autenticità del nettare rosso che è un Nero d'Avola imbottigliato apposta per il quotidiano della capitale tedesca dalla Emmevini Spa di Verolanuova. Un brutto ceffo con la coppola troneggia sull'etichetta nera e il suo nome (Patrone in tedesco vuol dire proiettile) suggerisce l'idea dei colpi di lupara e fa rima con Corleone. Insomma, per quei mattacchioni del Berliner Zeitung, giornale di sinistra e antiberlusconiano, l'immagine del Belpaese resta sempre infida e malavitosa, chiunque siano gli inquilini di Palazzo Chigi e del Quirinale. La bottiglia di "Don Patrone" è in offerta a 9,95 euro (55 euro il cartone da sei). Per i lettori più esigenti, c'è una maxiofferta "mafiosa" che propone a 49,95 euro un bottiglione di "Don Patrone" con cavatappi a serramanico e 250 grammi di "Pistolen-Pasta" in una confezione tipo valigia del gangster che ha la forma di una custodia di violino. I souvenir mafiosi si possono ordinare via internet o attraverso un apposito centralino telefonico. Ma come è possibile storpiare fino a questo punto il Natale italiano ? Quando lo chiediamo a Gabriela Bruns, addetta alle promozioni commerciali del giornale, il suo volto s'illumina d'allegria: «Perchè, non è forse una cosa spiritosa? Stiamo avendo un forte successo. La maxi-offerta è quasi esaurita. Le consegne per le ultime ordinazioni potremo farle ormai soltanto dopo Natale». Ma è proprio la mafia che viene in mente per prima ai tedeschi pensando all'Italia? La Bruns capisce di averla combinata grossa: «Sa, abbiamo preso questa iniziativa su consiglio del nostro importatore tedesco di vini italiani. Non avevamo immaginato che qualcuno si potesse offendere».

Libero 21-12-06