LA SIGNORA DI «BUONA DOMENICA»: CON GILETTI LOTTA DI STILI, LUI E' UN SEPOLCRO IMBIANCATO
Perego: ma quale trash

«Chi mi accusa è solo un ipocrita»

Sara Varone, Paola Perego e Elisabetta Gregoraci durante la prima puntata della stagione 2006-2007  di «Buona Domenica»
 
di Alessandra Comazzi
 
ROMA. Paola Perego ha aria algida e labbra carnose, modi alteri e curve generose: il condensato dell'ormone femminile. Segno zodiacale Ariete, dunque determinazione che rasenta la ferocia, 42 anni, due figli di 15 e 10, casa a Roma, un passato di bilancia a Forum, di brava presentatrice a Verissimo (contestata perché faceva le interviste senza essere giornalista), adesso nuova signora della domenica, su Canale 5, dopo che Mara Venier ha lasciato sgombro il ruolo su Raiuno. Favorita, Venier, dal matrimonio e dal direttore Del Noce che non le avrebbe perdonato la lite tra Pappalardo e Zequila.

Invece a lei le liti le perdonano tutte, anzi gliele esaltano: come si trova in questa bufera?
«Io non mi sento dentro nessuna bufera: trovo ingiustificata l'etichetta di trash che ci affibbiano, e mi sembra che intorno al nostro programma ci sia un'informazione non veritiera».

Si è montata la testa? Sta parlando come i primi ministri, è tutta colpa dei giornali: non sarà invece colpa sua, che invita Anna Maria Franzoni e la tratta come una povera vittima?
«Allora, la Franzoni in questi anni è andata da tutte le parti, a tutte le ore, in tutte le fasce. Lei e la sua famiglia. Non parliamo solo di Vespa, ma dell'Italia sul due, della Vita in diretta. Io stessa a Verissimo avevo intervistato il marito che aveva mostrato una ricostruzione dell'omicidio fatta dai Ris, un bambolotto al posto del bambino. Bene, mai nessuno ha protestato. Adesso la intervisto io e scoppia questo delirio? Semplicemente perché le ho permesso di dire la sua verità».

A una persona condannata per omicidio lei ha permesso di fare pubbicità al suo libro?
«L'aveva fatto da Vespa due sere prima. Nessuno ha detto niente. A me sparano addosso».

Non sarà che lei gioca a diventare la nuova icona della tv popolare, e dunque, per proprietà transitiva, trash?
«Ma che cosa si intende per televisione trash? Da noi non si è mai sentita una parolaccia né una bestemmia, nemmeno durante la lite tra Sgarbi e la Mussolini; abbiamo fatto mettere un meccanismo che tolga l'audio in caso di parole troppo forti, e ci dicono che è per fare ascolto. Quindi se facciamo la rissa siamo trash e se la interrompiamo siamo strumentali. Ormai parlar male di Buona domenica è una specialità di chi Buona domenica non la guarda. Sarà perché diamo fastidio: sa, gli ascolti stanno andando molto bene».

Non è che gli ascolti positivi siano sintomo di un buon programma: si lamenta di chi parla male di lei, ma intanto prepara scalette dove è inevitabile litigare, dati i temi e i personaggi. Lo fa apposta?
«A Buona domenica i pareri si esprimono con veemenza, si cerca il contraddittorio, e chi è in grado di definire il confine tra rissa e discussione animata?»

Il confine è labile, quindi bisognerebbe rimanere ben sotto la soglia: chi ce l'avrebbe con lei?
«I perbenisti, i sepolcri imbiancati, gli ipocriti; con me ce l'ha l'Arena di Domenica in che trasmette i concorrenti della Talpa mentre mangiano gli occhi del vitello per dire che schifo; l'Arena che trasmette le nostre liti per dire che vergogna. Perché Giletti non trova argomenti che esulino da noi? Perché non ci ignora, perché non ci lascia in pace?»

Eccolo lì, ce l'ha con Giletti?
«E' una lotta di stili. Il nostro non è ipocrita».

Guarda caso, Giletti litigò con Presta. E Presta è il suo manager: che su Buona domenica non si rifletta l'antipatia che Presta sa suscitare?
«Mi rifiuto persino di pensarlo. Forse qualcuno credeva che, via Costanzo, tutto andasse a catafascio. Invece le cose si sono messe molto diversamente».

E con Costanzo come sono i rapporti?
«Ottimi, lui mi dà buoni consigli».

Diceva il poeta: non potendo più dare il cattivo esempio. E se Barbara Berlusconi vietasse ora qualcosa in tv ai propri bambini, sceglierebbe sempre Buona domenica?
«Spero di no. Senz'altro la guarderebbe prima di parlare».

Che mi dice di Lippi?
«Non si è più fatto trovare. D'altronde, io non lo conosco bene: non guardavo il suo Cangurotto della domenica...».

Quando ha cominciato a lavorare in tv?
«Vent'anni fa, con Columbro in Autostop».

Che vorrebbe fare da grande?
«Una Buona domenica più rilassata».

Se dice che la sua non è tv-spazzatura e che gli attacchi sono pretestuosi, perché non trova temi che dagli attacchi la mettano al riparo?
«Conduco un contenitore di sei ore e mezzo, ho modo di trattare tutti gli argomenti, anche se poi sembra che facciamo solo risse. Sono molto fiera, a esempio, dello spazio agli adolescenti. E' serio, e fa pure ascolto».

Vorrebbe interpretare una fiction?
«Se ne girassero una di notte... Io sono una comune donna che lavora, faccio la spesa, guardo i compiti dei miei figli, e loro mi consigliano, e non si scandalizzano per Buona domenica».

Le piacerebbe andare al Festival di Sanremo?
«Come no, a cantare: in coppia con Bettarini. Non vede che ci stiamo già allenando»?

La Stampa 8-11-06