LA SIGNORA DI «BUONA
DOMENICA»: CON GILETTI LOTTA DI STILI, LUI E' UN SEPOLCRO
IMBIANCATO
Perego: ma quale trash
«Chi mi accusa è solo un ipocrita»

di Alessandra Comazzi
ROMA. Paola Perego ha aria algida e
labbra carnose, modi alteri e curve generose: il condensato
dell'ormone femminile. Segno zodiacale Ariete, dunque
determinazione che rasenta la ferocia, 42 anni, due figli di 15
e 10, casa a Roma, un passato di bilancia a Forum, di
brava presentatrice a Verissimo (contestata perché faceva
le interviste senza essere giornalista), adesso nuova signora
della domenica, su Canale 5, dopo che Mara Venier ha lasciato
sgombro il ruolo su Raiuno. Favorita, Venier, dal matrimonio e
dal direttore Del Noce che non le avrebbe perdonato la lite tra
Pappalardo e Zequila.
Invece a lei le liti le perdonano tutte, anzi gliele
esaltano: come si trova in questa bufera?
«Io non mi sento dentro nessuna bufera: trovo ingiustificata
l'etichetta di trash che ci affibbiano, e mi sembra che intorno
al nostro programma ci sia un'informazione non veritiera».
Si è montata la testa? Sta parlando come i primi
ministri, è tutta colpa dei giornali: non sarà invece colpa sua,
che invita Anna Maria Franzoni e la tratta come una povera
vittima?
«Allora, la Franzoni in questi anni è andata da tutte le parti,
a tutte le ore, in tutte le fasce. Lei e la sua famiglia. Non
parliamo solo di Vespa, ma dell'Italia sul due, della Vita in
diretta. Io stessa a Verissimo avevo intervistato il marito che
aveva mostrato una ricostruzione dell'omicidio fatta dai Ris, un
bambolotto al posto del bambino. Bene, mai nessuno ha
protestato. Adesso la intervisto io e scoppia questo delirio?
Semplicemente perché le ho permesso di dire la sua verità».
A una persona condannata per omicidio lei ha permesso di
fare pubbicità al suo libro?
«L'aveva fatto da Vespa due sere prima. Nessuno ha detto niente.
A me sparano addosso».
Non sarà che lei gioca a diventare la nuova icona della
tv popolare, e dunque, per proprietà transitiva, trash?
«Ma che cosa si intende per televisione trash? Da noi non si è
mai sentita una parolaccia né una bestemmia, nemmeno durante la
lite tra Sgarbi e la Mussolini; abbiamo fatto mettere un
meccanismo che tolga l'audio in caso di parole troppo forti, e
ci dicono che è per fare ascolto. Quindi se facciamo la rissa
siamo trash e se la interrompiamo siamo strumentali. Ormai
parlar male di Buona domenica è una specialità di chi Buona
domenica non la guarda. Sarà perché diamo fastidio: sa, gli
ascolti stanno andando molto bene».
Non è che gli ascolti positivi siano sintomo di un buon
programma: si lamenta di chi parla male di lei, ma intanto
prepara scalette dove è inevitabile litigare, dati i temi e i
personaggi. Lo fa apposta?
«A Buona domenica i pareri si esprimono con veemenza, si cerca
il contraddittorio, e chi è in grado di definire il confine tra
rissa e discussione animata?»
Il confine è labile, quindi bisognerebbe rimanere ben
sotto la soglia: chi ce l'avrebbe con lei?
«I perbenisti, i sepolcri imbiancati, gli ipocriti; con me ce
l'ha l'Arena di Domenica in che trasmette i concorrenti della
Talpa mentre mangiano gli occhi del vitello per dire che schifo;
l'Arena che trasmette le nostre liti per dire che vergogna.
Perché Giletti non trova argomenti che esulino da noi? Perché
non ci ignora, perché non ci lascia in pace?»
Eccolo lì, ce l'ha con Giletti?
«E' una lotta di stili. Il nostro non è ipocrita».
Guarda caso, Giletti litigò con Presta. E Presta è il
suo manager: che su Buona domenica non si rifletta l'antipatia
che Presta sa suscitare?
«Mi rifiuto persino di pensarlo. Forse qualcuno credeva che, via
Costanzo, tutto andasse a catafascio. Invece le cose si sono
messe molto diversamente».
E con Costanzo come sono i rapporti?
«Ottimi, lui mi dà buoni consigli».
Diceva il poeta: non potendo più dare il cattivo
esempio. E se Barbara Berlusconi vietasse ora qualcosa in tv ai
propri bambini, sceglierebbe sempre Buona domenica?
«Spero di no. Senz'altro la guarderebbe prima di
parlare».
Che mi dice di Lippi?
«Non si è più fatto trovare. D'altronde, io non lo conosco bene:
non guardavo il suo Cangurotto della domenica...».
Quando ha cominciato a lavorare in tv?
«Vent'anni fa, con Columbro in Autostop».
Che vorrebbe fare da grande?
«Una Buona domenica più rilassata».
Se dice che la sua non è tv-spazzatura e che gli
attacchi sono pretestuosi, perché non trova temi che dagli
attacchi la mettano al riparo?
«Conduco un contenitore di sei ore e mezzo, ho modo di trattare
tutti gli argomenti, anche se poi sembra che facciamo solo
risse. Sono molto fiera, a esempio, dello spazio agli
adolescenti. E' serio, e fa pure ascolto».
Vorrebbe interpretare una fiction?
«Se ne girassero una di notte... Io sono una comune donna che
lavora, faccio la spesa, guardo i compiti dei miei figli, e loro
mi consigliano, e non si scandalizzano per Buona domenica».
Le piacerebbe andare al Festival di Sanremo?
«Come no, a cantare: in coppia con Bettarini. Non vede che ci
stiamo già allenando»?
La Stampa 8-11-06
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