LA POLEMICA TRA LANZA E DIPOLLINA SU "BUONA DOMENICA"

GLI ASCOLTI TIVU: IL CRITICO PUO' INFISCHIARSI DEI RISULTATI?

 

Cesare Lanza, autore di "Buona domenica", ha replicato al critico de "La Repubblica", Antonio Dipollina, che aveva dato - in una sua libera e legittima stroncatura - informazioni assolutamente errate sugli ascolti ottenuti dal programma di Canale 5.

"La Repubblica" pubblica oggi la lettera di Lanza, con una ulteriore chiosa di Dipollina. E troverete il definitivo commento di Lanza, riservato al nostro sito: un critico, al di là del suo incontestabile diritto di giudizio, ha forse anche il diritto di infischiarsi dei risultati?

 

13 ottobre 2006


 

Buona Domenica

e gli ascolti ufficiali

Cesare Lanza

Autore di "Buona Domenica"

 

Mi permetto di insistere, dopo la replica di Antonio Dipollina. Un critico televisivo, ovviamente, ha il diritto di scrivere ciò che vuole. Ma se fa riferimento a numeri e cifre, ha anche il dovere di informarsi con scrupolo: le agenzie a cui Dipollina fa riferimento erano sovrastate da altre agenzie e notizie, nonché dalle fonti ufficiali, accessibili a chiunque, con i numeri esatti degli ascolti. E' evidente che invece ha scelto le informazioni, che gli permettevano di costruire in maniera più vigorosa la sua critica.

Dipollina afferma che le cifre non importano a nessuno, salvo che a noi, diretti interessati. In realtà, gli ascolti sono determinanti e quindi interessano a centinaia di migliaia di persone occupate nel settore e last but not least a quei milioni di telespettatori che seguono «Buona domenica». E poi che criterio è? Che ne direbbero tutti coloro che lavorano alla confezione de «la Repubblica» di una recensione in cui questo giornale, oltre ad essere stroncato da un critico ostile, fosse definito «in sofferenza» per la sua diffusione, mentre è facilmente accertabile che nella realtà è «leader» tra i quotidiani? Perciò penso che Dipollina dovrebbe scusarsi con tutti coloro che hanno contribuito al buon andamento di «Buona Domenica». Infine, visto che afferma che «scriveva d'altro», cioè di tv-spazzatura (così ci considera), certo siamo disponibili a un confronto. Non lo faccio ora e qui proprio perché rispettiamo la sua libertà di critica.

 

Ho scritto che gli ascolti premono ai diretti interessati, e ci mancherebbe altro. Non si capisce quindi con chi dovrei scusarmi. Resto convinto che al grande pubblico interessi di più il modo in cui si arriva agli ascolti. Sempre disponibile a dibattiti, ma non ho usato la dizione «tv spazzatura»: ho riportato quanto nell'occasione ha detto Vittorio Sgarbi, dall'interno. (a.dip.) 

 

DIPOLLINA, MIO CARO CRITICO VISIONARIO

A WATERLOO HA VINTO NAPOLEONE?

 

(c.lan) Mi sono stufato di invadere e molestare la pagine della posta di Repubblica: è evidente che Antonio Dipollina reitera la sua scorrettezza ed evita accuratamente di prendere in considerazione la sua "gaffe" solo perchè non ha alcuna intenzione di scusarsi. Quindi, dedico questo commento solo ai visitatori del nostro sito e a chi avesse curiosità di capire fino in fondo l'imbarazzante atteggiamento di Dipollina.  I punti cruciali della polemica sono due. Il primo: Dipollina ha stravolto disinvoltamente i risultati ottenuti da "Buona domenica", privilegiando quelli di "Domenica in". Ed è un brutto errore, di cui - pur di fronte all'evidenza - il critico di "Repubblica" non intende scusarsi. Il secondo punto: Dipollina conferma che i risultati solo importanti solo per i diretti interessati. A lui, in parole povere, cioè al giornalista a cui "La Repubblica" affida le recensioni televisive, gli ascolti non interessano. Anzi, si presume, si arroga il diritto di stravolgerli come preferisce. E dunque questa madornale castroneria potrebbe inaugurare un dolce stil novo critico: se Dipollina facesse scuola, infatti, si potrebbe leggere che il critico di calcio stronca (com'è suo diritto) il gioco della Nazionale, aggiungendo però che la Nazionale ha perso il campionato del mondo, vinto dalla Francia; che l'analista politico vi farà il suo bel commentaccio sulle elezioni e tranquillamente dichiarerà perdente il partito vincente; che "La Repubblica" non è il quotidiano-leader in Italia ma è battuto sonoramente da altri - come ho scritto nella mia lettera, per tentare (inutilmente) di far intendere a Dipollina, sulla sua pelle, di che cosa volessi lamentarmi; o anche di quanto sia bella la primavera e invece il giorno prima ci sono stati alluvioni e allagamenti... E così via.

            Mi arrendo. Che si può fare, se non sorridere? So' ragazzi, come dice Ezio Greggio...Pinzillacchere, come diceva Totò. Dispettucci. Perpetrati però su un grande giornale. Aspetto che Dipollina vinca un premio giornalistico riservato ai critici visionari e, oltre a stroncarlo se ne avrò voglia, non gli darò neanche questo riconoscimento: scriverò che il premio è stato vinto dal suo antagonista. Sì, sorridiamo... Ma la verità è che Dipollina aveva commesso un errore, come può succedere a chiunque, e, anzichè dolersene lealmente, è andato a cacciarsi in un tunnel che lo porta tra le nuvole.  O Dipollina, chi ha vinto la seconda guerra mondiale, la Germania?... E Napoleone è ancora imperatore dopo la sua straordinaria vittoria a Waterloo?.. Perchè, caro Antonio, non ti candidi al nuovo format "I pupi e le secchione"? Sarei felice di recensirti, ma a modo tuo s'intende.
 

13 ottobre 2006

Buona Domenica non è affatto "in sofferenza"

Cesare Lanza, Paola Perego-
La Repubblica 11-10-06