La terza segnalazione in pochi giorni. E la passeggera consegna
 il parassita morto alla polizia
Ancora zecche, proteste sui treni Sulla linea Firenze-Milano.

 

MILANO - E tre. Che significa: le zecche sui treni non sono più casi isolati. Eventi accidentali. E’ un allarme che preoccupa. Dopo gli episodi di una settimana fa sull’Intercity Reggio Calabria-Torino di Trenitalia e sulla linea internazionale Ventimiglia-Parigi delle ferrovie francesi, questa volta la segnalazione della presenza di parassiti arriva da un altro Intercity: il Terni-Milano. Una signora di 53 anni, R.F., toscana, è salita a bordo del convoglio a Firenze. Arrivata alla Stazione Centrale milanese si è presentata prima al pronto soccorso. Per farsi medicare. E poi all’ufficio della polizia ferroviaria. Per denunciare sia la puntura sia la sporcizia trovata sul vagone. Ai poliziotti ha anche consegnato il «corpo del reato»: la zecca morta. Subito posta sotto sequestro per le indagini: sugli episodi la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta, che ora si allarga. In attesa di precise risposte sul nuovo caso, «è all’esame delle competenti strutture aziendali l’accertamento di cause e responsabilità», i vertici di Trenitalia tengono a precisare che «già dal 1? settembre è in corso il piano straordinario di disinfestazione». Intervento che interesserà «gradualmente tutto il parco rotabile, che comprende oltre cinquemila vetture». Il problema riguarda soprattutto i grandi scali, dove è più frequente quello che in gergo viene definito il fenomeno del barbonaggio . Ovvero l’intrusione nei convogli in sosta, nonostante i controlli, di persone estranee e animali, come cani o topi, portatori del parassita.
L’ultimo episodio risale a lunedì 5 settembre. Verso le 9, poco dopo essere salita a Firenze sull’Intercity 580, partito da Terni e diretto a Milano, la signora si è accorta di essere stata punta da una zecca. Per lei, comunque, nulla di grave. Di certo le è andata meglio di quanto accaduto nella notte tra il 31 agosto e il 1? settembre ai passeggeri dell’Intercity 768, al rientro dalle vacanze da Reggio Calabria verso Torino, tutti ospitati nelle cuccette di seconda classe della carrozza cinque. L’intero vagone era infestato da parassiti e parte dei viaggiatori sono stati fatti scendere a Roma, per proseguire in autobus. Trenitalia aveva definito il fatto «grave e intollerabile». Promettendo indagini e contromisure. E l’amministratore delegato della società, Roberto Testore, era stato convocato al dicastero delle Infrastrutture dal viceministro Mario Tassone, cui aveva riferito dell’apertura di un’indagine interna.
Secondo caso: quello del convoglio della società ferroviaria francese, partito la sera di domenica 4 settembre da Ventimiglia e diretto alla stazione di Austerlitz a Parigi. Il treno, per la protesta dei passeggeri a causa della presenza di parassiti, era stato fatto fermare allo scalo di Saint Charles a Marsiglia. Anche in quest’occasione molti viaggiatori, tra i quali alcuni italiani, si sono rifiutati di ripartire. Ed hanno atteso il Tgv della mattina successiva. La stessa mattina in cui la signora toscana veniva punta da una zecca: il terzo caso in cinque giorni.
 

Davide Gorni

Corriere della Sera 10-09-05