MISTER NO

LA MORTE DI TERRI SCHIAVO, UN ASSASSINIO

 

 

Gent.mo dott. LANZA

neanche stavolta mi sono lasciato sfuggire la sua rubrica su LIBERO sempre fonte di interessanti e preziosi spunti di riflessione.

Questa  volta l'argomento era particolarmente importante e d'attualità: il dramma della povera Terry Schiavo.

Ho letto attentamente la sua opinione in merito perchè in questi giorni sono stato molto colpito da questa questione e, informandomi leggendo i quotidiani, ho scoperto dettagli inquietanti da "pelle d’oca".

Mi hanno colpito i giri di parole su "staccare la spina".

Prima di tutto diciamo che per TERRY, non c'è nessuna spina da "staccare"!

 Infatti lei non dipende né dalle spine  né dai tubicini di un polmone artificiale: respira da sola. Si tratta quindi di privare una persona di alimentarsi e idratarsi! Ecco cosa non può fare Mrs. Terry: alimentarsi da sola!

Pertanto il giudice non ha deciso di donare la "buona morte", bensì di farla morire di stenti con un’agonia di chissà quanti giorni! Farla morire di fame e di sete! .Per me assomiglia ad un’esecuzione in piena regola, una cimica esecuzione. Altro che "buona morte"!

Ma qualcos’altro ha sconvolto profondamente il mio animo: ho avuto modo di leggere (nella rubrica di Stefano Lorenzetto su "il Giornale") la personalità di Mr. Schiavo. Un uomo definito manesco che non vede l'ora di sbarazzarsi di Terry per convolare a nuove nozze con una nuova fidanzata dalla quale (approfittando dell’immobilità di Terry) ha avuto due figli! Un uomo che ha rifiutato 1.000.000$ offerti da un facoltoso uomo d’affari americano per rinunciare alla custodia della moglie ai genitori.

Vorrebbe farci credere invece che è spinto solo da un sentimento di pietà.

Carla Sauer Iyer l’infermiera che si prese cura della Schiavo dal '95 al '96, rese testimonianza al processo dicendo (quindi sotto giuramento!) che "la riabilitazione per Terry era stata prescritta ma non fu mai applicata. Michael ripeteva in continuazione che la moglie non doveva ricevere nessuna cura! La sig.ra Sauer Iyer cercava comunque di aiutarla , ma quando una volta il marito s'accorse che le aveva messo una pezzo di stoffa fra le dita per tenerle separate, gliele fece togliere. All'epoca in cui prestava il servizio era vigile e parlava regolarmente, pronunciando parole come "mamma" e "aiutatemi". Diceva anche "dolore" per segnalare che sentiva male e al mio saluto rispondeva "ciao". Il marito chiedeva sempre: "Quando muore?", oppure: "'Non è ancora morta?", o addirittura: "quando ***** muore quella cagna?". Una volta disse: '"Potete fare qualcosa per accelerare la morte?". Un giomo che Terri contrasse l’influenza era euforico: esclamò: "Diventerò ricco!"…".

Pensava infatti ai 750.000$ della polizza assicurativa sulla vita stipulata. Ecco chi si prende cura di Terry Schiavo!

Ma alla base di tutta questa storia mi sorge una domanda: come può un giudice decidere di togliere la vita ad una persona?

Negli USA ciò accade spesso come "pena" per un delitto grave, mi spieghino allora i giudici americani che tipo di delitto ha commesso Mrs. Terry Schiavo?

i miei cordiali e sinceri saluti e buone vacanze

Vincenzo Mangione

30-3-05